Besostri: «Ma la riforma penalizza gli italiani nel mondo»

Avvocato Felice Besostri, lei è un esponente del Comitato per il No. Ha visto la lettera di Renzi agli italiani residenti all’estero con l’invito a votare Sì?
È una cosa che ci si poteva aspettare da un personaggio come lui. Non ha il senso delle istituzioni, confonde il ruolo di presidente del consiglio con quello di capo di un partito. Ma agli italiani all’estero conviene votare Sì alla riforma?

No, assolutamente. Mi dica, nella lettera Renzi spiega loro che con questa riforma perderanno la rappresentanza in senato? E che con la riforma elettorale non possono votare al ballottaggio?

Non lo dice. Quindi gli italiani all’estero non saranno rappresentati nel nuovo senato?

No, non sono rappresentati. Ed è per loro lo svantaggio principale del votare Sì. Avevano 6 senatori su 315, con la riforma ne avrebbero 0 su 100. Ne ha invece 2 la Val d’Aosta con 126mila abitanti, mentre gli italiani all’estero sono 4 milioni.

Cosa che forse molti di loro non sanno…

Renzi per un minimo di decenza dovrebbe dirglielo.

E con l’Italicum quali sarebbero le conseguenze per gli italiani all’estero?

Anche con la riforma della legge elettorale gli italiani all’estero avrebbero svantaggi. Sarebbero puniti da questa legge che divide gli italiani in tre categorie: di serie A, di serie B e di serie C. Quelli di serie A sono gli abitanti del Trentino Alto Adige e della Val d’Aosta, che eleggono i loro rappresentanti al primo turno, restano in regione e partecipano all’eventuale ballottaggio. Di serie B sono tutti gli altri, la cui rappresentanza dipende da un premio di maggioranza. E infine gli italiani di serie C sono quelli all’estero, perché votano anche i loro dodici rappresentanti al primo turno, ma non possono votare al ballottaggio. E questo senza che ci sia una norma che dica che non possono votare.

Ma perché?

Semplicemente perché bisognerebbe reinviare le schede elettorali per il ballottaggio, e non c’è né il tempo né la voglia. Così, senza che ci sia una norma che lo dica. Questo significa che li hanno presi in giro. Vorrei sapere se queste cose ci sono nella lettera di Renzi agli italiani all’estero per il Sì.

Quindi a suo parere gli italiani all’estero non hanno motivo di votare Sì.

No. E c’è di più: sono stati soppressi i consolati, le circoscrizioni, ed è sempre più difficile per loro ottenere una tutela. Ma prima di tutto c’è stata grande mancanza di rispetto da parte di questo governo nei loro confronti. Avevano dei diritti e non li hanno più.

Il voto degli italiani all’estero è stato oggetto di critiche anche sul tema dei controlli e della trasparenza.

Critiche giuste. Non ci sono le garanzie date in Italia dal fatto che seggi e commissioni elettorali sono composti con i provvedimenti dei magistrati e dell’autorità giudiziaria. Insomma, la garanzia della segretezza e della libertà del voto non c’è. In Italia c’è un procedimento per il voto, dove l’intervento della magistratura è rilevante. All’estero non c’è. E non c’è neanche quando le schede arrivano qui in Italia.

Fonte: Il Manifesto

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.