LETTERA APERTA AI CANDIDATI SINDACI DEL COMUNE DI MILANO

di Felice Besostri |

Pensieri prima di depositare la scheda nell’urna

Care candidate e cari candidati,

in questa campagna si parla pubblicamente molto poco, quasi niente, della Città Metropolitana di Milano, quasi che non si sappia o non si voglia far sapere agli elettori che i candidati sindaci di Milano sono, forse “a loro insaputa” anche candidati alla carica di SINDACO DELLA CITTA’ METROPOLITANA DI MILANO, ente territoriale che corrisponde, come superficie e abitanti, alla ex Provincia di Milano in forza della legge Delrio del 2014.

L’art. 1 legge n. 56/2014 comma 19 della legge n. 56/2014 stabilisce, infatti, che Il sindaco metropolitano è di diritto il sindaco del comune capoluogo”: una disposizione che vale per tutte le Città Metropolitane, che sono 14, dalla più popolosa Roma alla più piccola Cagliari. L’elezione diretta degli organi metropolitani è prevista, ma con procedure complesse che prevedono leggi regionali e statali ed anche referendum, ma era possibile fare un’eccezione per le tre maggiori Città Metropolitane, Roma, Milano e Napoli, bastava volerlo.

Infatti l’art. 1 comma 22 della legge 56/2014 nel suo ultimo periodo dispone che “In  alternativa  a   quanto previsto dai periodi precedenti, per le sole città metropolitane con popolazione superiore  a  tre  milioni  di  abitanti,  è  condizione necessaria, affinché’ si possa far luogo ad elezione  del  sindaco  e del consiglio metropolitano a suffragio universale,  che  lo  statuto della città metropolitana preveda la costituzione di zone  omogenee, ai sensi del comma 11, lettera c), e che il  comune  capoluogo  abbia realizzato la ripartizione del proprio territorio in zone  dotate  di autonomia amministrativa, in coerenza con  lo  statuto  della  città metropolitana.

Lo Statuto della Città Metropolitana di Milano prevede, già al suo art. 20 c.1 che “Il Sindaco metropolitano è eletto a suffragio universale.” Lo si è previsto, ma non si presa nessuna iniziativa da parte del Comune, sia maggioranza che opposizione, o dei partiti milanesi rappresentati in Parlamento ed anche al Governo e c’era il tempo approfittando del decreto-legge 5 marzo 2021, n.  25, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 maggio 2021, n. 58.

Siete candidati, quindi credete nella democrazia rappresentativa. Vi fa pensare il fatto che gli abitanti della città di Milano sono ufficialmente 1.397.715, mentre quelli degli altri comuni metropolitani 1.852.106, quindi sono il 56,99% dei 3.249.821 di abitanti complessivi? L’ultima volta che i milanesi hanno votato per il loro sindaco nel 2016 sono stati 537.619, mentre i metropolitani che hanno votato per l’ultima volta per il Presidente della Provincia nel 2009 sono stati più numerosi, cioè 1.600.527: i milanesi sono stati appena il 33,50% dei votanti, quindi una minoranza che ha scelto anche il Sindaco metropolitano.

Quale è la vostra opinione? I cittadini elettori della Città metropolitano dovrebbero almeno votare per scegliere il loro sindaco, che per legge è di diritto il sindaco del Comune di Milano?

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.