EUROPEE, LA CONSULTA SALVA LA SOGLIA DEL 4%

La motivazione dei giudici: «Non è manifestamente irragionevole»

LA CONTROMOSSA

La questione potrebbe essere posta anche alla Cotte di Giustizia europea

ROMA. Alle prossime europee di maggio si voterà con la soglia del 4%. La Corte costituzionale ha giudicato non fondate le questioni di legittimità che erano state sollevate e ha mantenuto fermo lo sbarramento previsto nella legge elettorale con cui l’Italia sceglie i propri rappresentati all’Europarlamento: la limitazione all’ingresso nell’assemblea europea, hanno stabilito i giudici della Consulta, «non è manifestamente irragionevole e rientra pertanto nella discrezionalità del legislatore». A sottoporre la questione ai giudici costituzionali era stato il Consiglio di Stato a seguito di un ricorso presentato da Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale. La formazione aveva raggiunto il 3,66% alle scorse europee, e quindi non era riuscita a esprimere dei proprio europarlamentari, che in assenza di sbarramento sarebbero stati almeno tre.

Dopo questo risultato Fdi-An impugnò la proclamazione degli eletti e presentò prima un ricorso al Tar, che fu respinto, e poi un appello al Consiglio di Stato. E di fronte ai giudici amministrativi di secondo grado i rilievi mossi dai ricorrenti, rappresentati dagli avvocati Federico Tedeschini, Elisabetta Rampelli e Felice Besostri, non caddero nel vuoto. Il Consiglio di Stato, infatti, decise di sottoporre alla Consulta la norma sulla soglia di sbarramento del 4%, dubitando della sua legittimità perché «discriminatoria» e «lesiva del generale principio del fondamento democratico».

Dietro quel 3,66%, per capire, c’erano oltre un milione di elettori, molti di più in valore assoluto di quelli totalizzati da singole formazioni in piccoli Stati con popolazione modesta, che però con un numero inferiore di preferenze superano la soglia e vengono rappresentati al Parlamento europeo. Una importazione che, però, non ha passato l’esame di fronte alla Corte costituzionale, che ha ritenuto non fondate le questioni poste. Ma c’è chi già ha in serbo una contromossa. «Valuterò se porre la questione direttamente alla Corte di Giustizia europea di Lussemburgo», annuncia l’avvocato Besostri. «La questione – afferma – è di principio perché la soglia è incompatibile col Trattato di Lisbona che prevede l’uguaglianza e la libera espressione del voto di tutti i cittadini europei per non parlare del fatto che la Carta dei diritti fondamentali fonda l’Unione Europea sui valori indivisibili dell’uguaglianza».

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

 

RASSEGNA STAMPA
https://www.ilmessaggero.it/politica/europee_corte_costituzionale-4063560.html

http://www.secoloditalia.it/2018/10/elezioni-la-consulta-la-soglia-del-4-alle-europee-non-e-incostituzionale/

http://www.ilcorrieredelgiorno.it/elezioni-europee-la-consulta-mantiene-ferma-la-soglia-del-4/

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.