Che fare? Tante cose urgenti, a medio periodo e in prospettiva

Un grazie ai più di 420.000 cittadini che hanno firmato per l’abrogazione dell’Italicum e ancora di più alle migliaia di attivisti che hanno raccolto le loro firme organizzati ibn più di 400 comitati locali. E’ un patrimonio umano, civile politico in senso lato e nobile che non deve essere disperso, sarà il nucleo essenziale della battaglia referendaria autunnale e presidio della democrazia, perché chi ci ha condotto in questa situazione non si fermerà. Votare con l’Italicum prima che sia dichiarato incostituzionale è l’obiettivo principale e per caso non è più in carica chi gli avrebbe garantito questo servizio, come ha garantito la continuità di una legislatura ad un Parlamento eletto con legge incostituzionale una parte con premio di maggioranza, ma tutti con liste bloccate. I parlamentari abusivi per il primo motivo sono stati decisivi in votazioni importanti per l’Italicum e per la revisione costituzionale. Il disegno di legge per la revisione costituzionale è stato autorizzato ex art. 87 Cost. dal Presidente della Repubblica in carica, grazie ad una personale e molto lasca interpretazione del punto della sentenza n.1/2014 sulla continuità degli organi costituzionali, che il puntuale richiamo degli artt, 61 e 77 Cost. non avrebbe consentito.
Con il raggiungimento delle firme comunque il referendum abrogativo si sarebbe celebrato nella primavera del 2017 ed io son convinto, che si sarebbero celebrate in quell’anno elezioni parlamentari con l’automatico differimento della consultazione referendaria.
Restano in campo i ricorsi per l’accertamento del diritto di votare secondo Costituzione dei quali uno per onore e merito del Collega Vincenzo Palumbo sarà trattato in pubblica udienza il prossimo 4 ottobre: non basta. Se la Corte Cost. decidesse nei imiti dell’ordinanza ex art. 23 l. n. 87/1953, che ha ritenuto non manifestamente infondati 6 dei 13 motivi. Dobbiamo fare in modo che la Corte Cost. sollevi d’ufficio altri profili di incostituzionalità, come è teoricamente possibile, in particolare sul PRIMO MOTIVO per la violazione dell’art. 72 c. 4 Cost.
pacifica alla Camera per essere stata posta questione di fiducia su 3 articoli della l.n. 52/2015 e anche al senato ci sono stati strappi regolamentari come la non conclusione della fase referente o la votazione dell’emendamento premissivo Esposito. Parteciperò alla discussione e spero simbolicamente di coinvolgere gli avvocati che hanno discusso nel dicembre 2013 il Porcellum innanzi alla Corte. Ho uno stato d’animo simile a quel giocatore che deve tirare un penalty decisivo del Campionato Mondiale: io devo soltanto redigere nel termine perentorio dei 20 giorni antecedenti la pubblica udienza la memoria finale. So di essere inadeguato, se sarò solo, mentre dovremo mobilitare le risorse dei costituzionalisti vicini al Comitato e lontani dall’Italicum, Il contributo può essere diretto od indiretto scrivendo sul prossimo appuntamento sia sui media di massa, che nelle riviste specializzate, affinché possano essere citati nella memoria. Fossimo davanti al Bundesverfassungsgericht ( Tribunale Costituzionale Federale tedesco) non avrei dubbi sull’esito, anche perché le decisioni non sarebbero state precedute da messaggi obliqui sulla stampa e dalle solite voci propalate ufficialmente da illustri oratori in convegni pubblici, da ultimo in quello tenuto il 30 giugno u.s. in un’aula messa a disposizione dal Senato. La decisione sarebbe di inammissibilità che vuol dire tutto e niente, se si limita a dire che l’ordinanza di rimessione non è chiara. La situazione sarebbe diversa se i 16 giudici investiti dai ricorsi si fossero pronunciati compresi quelli che hanno trattenuto la causa in decisione, un giudice dal 3 febbraio e un altro dal 21 marzo, per fare alcuni esempi. Due ordinanze di rigetto son state motivate col fatto che i ricorsi erano stati proposti prima del 1° luglio 2016 ” scrivendo testualmente” data di entrata in vigore della legge”, mentre è notorio che, essendo stata pubblicata in G.U. l’8 maggio 2016, sia entrata in vigore il 23 dello stesso mese.
Affiderò ad altro scritto suggerimenti su quali altre iniziative intraprendere prima dell’udienza di ottobre per far venire allo scoperto la Consulta e per far cessar il terrorismo economico finanziario in caso di vittoria dei NO, che a mio avviso presentano profili di reati, ma di questo aspetto spero che i competenti tra noi si esprimano.
Torno alla considerazione iniziale: non possiamo assistere indifferenti alla dispersione dell’entusiasmo civile che abbiamo suscitato e che ha consentito di raccogliere nel silenzio dei mezzi di comunicazione e con la latitanza di soggetti organizzati le oltre 420mila firme. Proviamo a disaggregare i dati verificando le firme delle grandi città metropolitane dove si è votato il 5 e 19 giugno. penso ci saranno sorprese in molti casi.

Felice C. Besostri

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.

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