Attuare la nostra Costituzione: SE HAI IDEE CHIARE USI PAROLE SEMPLICI

E’ la prima lista di adesioni all’appello in materia elettorale, che conserva validità malgrado l’interruzione del procedimento del ddl detto, per intenderci, Germanichellum. Deve essere chiaro che votare contemporaneamente con la legge n. 270/2005 come annullata parzialmente dalla sentenza n.1/2014 e con la legge n.52/2015, come annullata dalla sentenza n. 35/2017 viola gravemente ed irrimediabilmente gli articoli 48, 49, 51, 56, 57, 58 della Costituzione.
Spero che i partiti che non hanno venduto l’anima costituzionale portino con urgenza la questione davanti alla Corte Costituzionale mediante un conflitto di attribuzioni.  
Felice C. Besostri

Le leggi elettorali sono complesse, tutti i sistemi elettorali hanno pregi e difetti, ma è chiaro che in democrazia la cosa più importante è che rappresentino le cittadine e i cittadini e che rendano impossibile imporre di forza le candidature di ubbidienti seguaci.

Lo scorso 4 Dicembre 19.421.025 di italiani, pari al 59,12% hanno detto NO alla democrazia dell’uomo solo al comando. I sostenitori del SI’, quindi, non rappresentano la maggioranza degli italiani e delle italiane e ne devono ascoltare la voce e rispettare la volontà.

La Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica sono state confermate come assemblee elettive, quindi deputati/deputate e senatori/senatrici devono essere eletti da tutti e non nominati da Renzi, Berlusconi, Grillo, Salvini o altri capi o capetti di partito.

Questo Parlamento è stato eletto con una legge incostituzionale: una gran parte grazie ad un premio di maggioranza, cioè contro la volontà degli elettori dei collegi di candidatura; tutti perché candidati in liste bloccate, cioè non per un voto libero, eguale e personale (art.48 Cost.), né diretto per la Camera (art.56 Cost.) e il Senato (art. 58 Cost.).

Invece di ringraziare la provvidenza hanno prima approvato una nuova legge elettorale incostituzionale censurata dalla Corte Costituzionale su iniziativa degli avvocati antitalikum con la sentenza n. 35/2017 e poi tentato di manomettere la Costituzione repubblicana, figlia della Liberazione, contro la maggioranza del paese.

Le elezioni andavano fatte subito dopo la sentenza n.1/2014 di annullamento del Porcellum; ora, la data non la decidono i capi partito, se trovano un accordo su una legge con dubbi di costituzionalità, ma il Presidente della Repubblica Mattarella, sentiti la Presidente della Camera Boldrini e il Presidente del Senato Grasso, perché è quello che prevede l’art. 88 Cost.

Dopo tre Parlamenti eletti con una legge elettorale incostituzionale nel 2006, 2008 e 2013 e una sbornia maggioritaria ultraventennale, che ha moltiplicato artificialmente i partiti, occorre un momento di verità, cioè sapere chi rappresenta veramente il popolo italiano, il solo soggetto cui appartiene la sovranità in questa Repubblica democratica fondata sul lavoro (art. 1 Cost.), quindi una legge fondamentalmente proporzionale: solo un Parlamento rappresentativo può adottare una legge elettorale, che sappia trovare un equilibrio tra rappresentanza e stabilità, anche con l’introduzione della sfiducia costruttiva. Non si fanno cadere governi al buio, senza che sia subito pronta un’alternativa. Alla sera delle elezioni si deve sapere soltanto chi sono coloro che rappresentano gli italiani e come si propongono di governare, con quali programmi e con quali alleanze.

Quindi serve una legge tale da assicurare che i deputati e le deputate, le senatrici e i senatori li eleggiamo tutti e solo noi cittadini/e. Per questo è essenziale garantire:

 1) il voto disgiunto tra candidati uninominali e liste proporzionali, dalle quali dipende il risultato finale, in modo che sia certo il principio e l’esito proporzionale;

2) in assenza di una legge sui partiti, non ci devono essere liste bloccate e multicandidature;

3) un’equa rappresentanza di donne e uomini, con la doppia preferenza e parità di genere nelle candidature;

Le logiche maggioritarie e bipolari sono state sconfitte dalla Corte Costituzionale con le sentenze nn.1/2014 e 35/2017, ma già prima dal 41,27% degli elettori che nelle elezioni 2013 non ha scelto nessuno dei due poli e infine dal 59,12% degli italiani che lo scorso 4 Dicembre ha detto NO alla deforma costituzionale.

Prendiamone atto e diamo vita ad un quarto polo per attuare integralmente la nostra COSTITUZIONE.

Maria Luisa Paroni, Comitato x il No, Sabbioneta (MN)

Maria Ricciardi, Comitato Salviamo la Costituzione, Parma

Maria Gabriella Branca, Comitato x il NO, Savona

Margherita E. Torrio, docente di scuola superiore di 2° grado, Potenza

Dina Rosa, professoressa, Agoiolo (CR)

Carla Bellani, Cremona

Giordana Fochi, Sabbioneta (MN)

Lia Gemma, professoressa, Viadana (MN)

Eva Lehner, Roma

Paola Bodojra, Ass.ne Frida Malan-GdV – Torino

Valter Rosa, professore, Agoiolo (CR)

Enrica Amadasi, Guastalla (RE)

Gianfranco Pasquino, professore, Bologna

Maurizio Chierici, giornalista, Parma

Enzo Paolini, avvocato, Cosenza

Gianni Tomei, Sovranità Popolare, Roma

Roberto Brambilla, Lista Civica Italiana, Concorezzo (MB)

Felice C. Besostri, Avvocati Antitalikum-CDC, Milano

Dario Allamano, LabourBuozzi – GdV, Torino

Vincenzo Lorè, Proposta Socialista, Palagiano (TA)

Giancarlo Caldone, Sindaco di Volpedo (AL)

Roberto Biscardini, coordinatore nazionale Socialisti in Movimento, Milano

Angelo Sollazzo, Socialisti in Movimento, Roma

Aldo Potenza, Socialisti in Movimento, Perugia

Gilberto Capanni, Comitato per l’attuazione della Costituzione, Grosseto

Elio Rindone, professore in pensione, Roma

Maurizio Peruzzo, Idea Socialista,Verbania

Augusto Cavadi, filosofo consulente, Palermo

Marco Brunazzi, LabourBuozzi – GdV, Torino

Giuseppe Musolino comitato Varese NO (rd), Ass. Un’altra Storia,Varese

Bruno Lo Duca, Idea Socialista, Verbania

Gianluca Chiesa, Circolo Romita-GdV, Tortona  (AL)

Pietro Morabito, LabourBuozzi – GdV, Torino

Fernando Rosato, LabourBuozzi – GdV, Torino

Antonio Meda, Circolo Matteotti-GdV  Cameri (NO)

Michele Cassotta, Ass.ne Pertini-GdV – Torino

Giorgio Oreste Viarengo, SOMS De Amicis, Torino

 

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.