AMBURGO 2011 RISCATTO SOCIALDEMOCRATICO

di Felice Besostri, Portavoce del Gruppo di Volpedo

Elezioni tedesche – Pentapartito imperfetto – Mondoperaio 4-201

Con le elezioni nella Renania Palatinato e nel Baden Württemberg del 27 marzo 2011 si è  concluso un primo ciclo di elezioni per i rinnovi dei Landtag (parlamenti regionali) di quest’anno, eccezionalmente 7 poiché il Land Tag di Amburgo è stato rinnovato in anticipo sulla scadenza.

In questo 2011, il 20 febbraio, Amburgo è stata la prima elezione in un Land, cui ne seguiranno altre 6 e precisamente la Sassonia Anhalt il 20/3, la Renania Palatinato e il Baden Württemberg il 27/3, Brema il 22/5, il Meklenburg Vorpommern il 4/9 e, infine, Berlino il 18/9. I governi di questi Ländersono variegati Sassonia A. e Meklenburg V. sono retti da SPD-CDU, il Baden W. è l’unico omogeneo al governo federale CDU-FDP, Brema è rosso verde SPD-Grünen, la Renania Palatinato è un monocolore SPD e Berlino SPD-Die Linke merita il soprannome la Rossa. I Ministerpresident sono 4 della SPD e 2 CDU, quindi sono i socialdemocratici a correre più rischi. Soltanto in due Land (Brema e Berlino) sono rappresentati tutti e cinque i partiti presenti nelBundestag. SPD e Die Linke avrebbero potuto governare la Sassonia Anhalt con 49 seggi su 97, ma in forza delle regole non scritte la presidenza spetterebbe alla Linke, come partito di maggioranza relativa, benché quest’ultima nella Turingia fosse stata disposta a rinunciare alla Presidenza pur avendo 27 seggi rispetto ai 18 della SPD. SPD, Verdi e Die Linke, secondo i sondaggi avrebbero recuperato la maggioranza assoluta, di cui teoricamente godevano nel Bundestag eletto nel 2005: i numeri non fanno da soli la politica. Nuovi rapporti a sinistra saranno possibili soltanto se e saranno superati i rancori legati alla divisione della Germania e all’unificazione forzata di socialdemocratici e comunisti nella SED, che paradossalmente ha favorito dopo il crollo del comunismo i partiti lasciati artificialmente in vita nella DDR, a cominciare dai democratici cristiani.

Con le elezioni nel Baden Württemberg e nella Renania Palatinato vanno messi sul tappeto anche i rapporti SPD-Verdi, questi ultimi che sono al contempo alleati indispensabili e temibili concorrenti dei socialdemocratici.

Sulla carta la vittoria della SPD nelle elezioni della Città-Stato di Amburgo è stata spettacolare: con il 48,4% dei voti ha conquistato 62 seggi, cioè la maggioranza assoluta dei 121 seggi del parlamento del Land. La questione è se questo voto rappresenta un’inversione di tendenza rispetto alle elezioni federali del 2009 ovvero i fattori locali sono stati determinanti e perciò irripetibili.

Le elezioni degli altri Länder hanno dimostrato il peso preponderante di situazioni specifiche: la Germania è un paese veramente federale.

Tornando ad Amburgo, la SPD riconquista uno dei suoi bastioni dove per un decennio aveva quasi ininterrottamente governato con la maggioranza assoluta e comunque detenendo la presidenza fino al 2001. Amburgo era stata anche la prima coalizione verde-nera, che sembrava aprire la strada ad una formula tripartita chiamata Jamaica, dai colori di quella bandiera verde, gialla e nera, anche a livello federale. Nella Saar i Verdi preferirono un’alleanza con la CDU e la FDP, piuttosto che una maggioranza rosso, rosso–verde. I risultati delle elezioni amburghesi sono spesso una sorpresa tanto variano da elezione ad elezione, pur quando si svolgono nello stesso anno. Particolarmente interessanti si mostrano i dati dei Verdi, che proprio ad Amburgo son passati dal 20, 5 delle Europee all’11,2% di quest’anno. In termini percentuali il voto della Linke è molto più stabile, intorno al 6,4/6,7% dalle elezioni del Land 2008 alle Europee 2009 e a quelle del Land 2011: unica eccezione è rappresentata dal quasi raddoppio con lo 11,2% delle elezioni federali del 2009. Un risultato derivante dal crollo SPD. Lo spostamento a sinistra si è verificato con queste ultime elezioni SPD e Linke da sole hanno il 54,8% dei voti, mentre nelle precedenti elezioni, qui considerate, l’apporto dei Verdi per raggiungere la maggioranza assoluta era determinante.

La particolarità  di Amburgo, come bastione rosso va tenuta in debito conto se si pensa che tra il 1957 e il 1970 la SPD da sola veleggiava tra un minimo del 53,9% fino ad un massimo del 59% e che era uno dei pochi Land dove il KPD (Partito Comunista Tedesco) superava agevolmente la soglia del 5% (10% nel 1946 e 7,4% nel 1949). Commentando i risultati di Amburgo scrivevo: “Una prognosi sulle tendenze future per le prossime elezioni di Land non è possibile, per tre ragioni maggiori :1) le formule eterogenee di governo negli altri Länder, 2) la bassa percentuale di votanti di Amburgo in una elezione di Land 57,8%, 3) la SPD ad Amburgo sempre sopra alla media nazionale, anche negli anni peggiori, Europee e Federali 2009” (Avvenire dei Lavoratori del 9 marzo 2011). Alla luce dei risultati degli altri tre appuntamenti elettorali si può concludere che i fattori locali sono stati preminenti, in particolare la punizione della CDU passata dal 42,6% con 56 seggi del 2008 al 21,9% e 28 seggi del 2011, pur tenendo conto che le percentuali della CDU nel Land non corrispondevano già più a quelle Europee (29,7%) e Federali (27,8%) di appena un anno dopo. Ultima considerazione si trattava di elezioni anticipate, fatto rarissimo in Germania e non apprezzato dagli elettori: il desiderio di stabilità porta a trovare formule di governo eterogenee e spesso incomprensibili in una nostra logica politica, ad esempio le Grandi Coalizioni CDU-SPD.

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.