I socialisti e la sinistra oggi

Sono stato con Craxi quando non era nessuno nei primi anni 60 e gli ambienti socialisti non erano squallidi. Nelle sezioni si discuteva e per discutere era ,allora, necessario studiare e leggere . Son passato in minoranza con Craxi segretario, addebito a lui la scomparsa del PSI, ma anche di essere stato portatore di un disegno politico di rottura di un sistema politico sclerotizzato. Sui rapporti con il sistema di corruzione resta che al suo discorso in Parlamento nessuno ha risposto. Berlusconi è l’erede di tangentopoli, più che di Craxi. Le sue televisioni gettavano benzina e non acqua sul fuoco di Mani Pulite. Craxi è un problema storico e non politico, resuscitarlo per farne la fiaccola verso il futuro o l’emblema del male è fare un’operazione senza senso politico. La mia impressione è che la maggioranza dei socialisti stia ancora rielaborando il lutto, ciascuno facendo l’analisi del grado di socialismo nel sangue degli altri socialisti. Chi non è rimasto nel SI, poi Sdi è un compagno che si è venduto a D’Alema, mentre è rimasto fedele al socialismo chi si è alleato con Segni, con Dini e con i Verdi e giustifica chi si definisce socialista al servizio di Berlusconi e/o del Vaticano. I socialisti dovranno decidere se vogliono svolgere un ruolo e in quale campo. Se hanno un progetto per l’Italia come parte di un progetto europeo ovvero sopravvivere in qualche ente locale, in una regione con tre/quattro testimonial nei due rami del parlamento nazionale. Credo che abbiamo una missione nella sinistra italiana perché il mancato suo ricongiungimento nel grande filone del socialismo europeo è una delle cause della sua debolezza senza paragoni in Europa. Non mi scandalizza chi pensa che la sopravvivenza si giochi al Centro e chi rabbrividisce a sentire che i socialisti sono a sinistra del PD, però non mi interessano. Credo nella validità delle idee socialiste e mi interessa farle condividere da chi non lo è ancora e da chi non lo sia mai stato: trovo questa un’attività più interessante, più che mettere alla gogna i socialisti diversi da noi.
Milano, 18 dicembre 2010
Felice Besostri

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.

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