Dopo l’Italikum, parte da Genova la sfida per affossare il Rosatellum

Rossi, legale del team “Avvocati Antitalikum”: «Verdetto prima del voto? Si può fare»

GENOVA. La forma nasconde a volte parecchia sostanza. E dietro il titolo d’un convegno – “Il Rosatellum è incostituzionale?” – può celarsi la prima tappa d’una nuova picconata per via giudiziaria alla legge elettorale con cui gli italiani voteranno alle prossime politiche. Il 16 novembre a Genova parleranno in pubblico Felice Besostri (giurista ed ex senatore ds), Lara Trucco (costituzionalista) e Mario Epifani (avvocato). Il tema, come spiega bene il titolo del dibattito, saranno i profili d’incostituzionalità della norma appena approvata a colpi di fiducia. Fin qui in teoria nulla di eclatante, visto che l’antitesi ad alcuni principi della Carta è una delle argomentazioni fondamentali sostenute dai detrattori del Rosatellum. E però il quadro si fa più interessante fissando alcuni paletti. Primo: Besostri è stato uno dei protagonisti delle battaglie giuridiche che hanno spinto la Consulta a cestinare in parte altre leggi elettorali, ed è tuttora uno dei leader dei cosiddetti “Avvocati Antitalikum” pronti a trasformarsi in “Antirosatellum”. Secondo: il tribunale civile di Genova, lo certifica una sentenza depositata nei giorni scorsi, si è dimostrato uno dei più “sensibili” e veloci nella tutela del voto «libero, uguale, personale e diretto come costituzionalmente garantito». Capace di spedire in fretta la palla alla Corte davanti a cause su specifici punti dell’Italicum, e contribuendo così parecchio alla parziale bocciatura sancita dagli ermellini.

Tempi stretti

Risultato: nello spazio di poche settimane proprio nel capoluogo ligure dovrebbe essere presentato il primo ricorso contro il Rosatellum, nella speranza di poter ottenere il coinvolgimento e il pronunciamento della Consulta in anticipo sulle politiche: «Lo faremo – spiega Dario Rossi, da tempo nel pool di Besostri e “pretoriano” per Genova – e l’appuntamento del 16 rappresenta un passaggio importante. A essere ottimisti, e con l’utilizzo della procedura accelerata che già avevamo usato per contrastare l’Italicum, le varie eccezioni potrebbero essere mosse dalla Liguria entro la seconda metà di dicembre: a quel punto tornerebbe tutto in mano alla Corte Costituzionale, che non ha vincoli di calendario, in attesa di capire quando si voterà. Il sentiero è stretto, non impossibile. E anche ottenere un pronunciamento poco dopo le Politiche sarebbe importante».

Per orientarsi occorre fissare alcuni paletti. Ci sono due modi per rivolgersi alla Consulta. Uno, riservato di fatto ai parlamentari, è il ricorso sulla possibilità di usare la fiducia per approvare una legge elettorale. Può essere presentato dopo che la norma è stata approvata e prima della sua pubblicazione, ed è tutto incardinato sul metodo: il Rosatellum poteva ottenere via libera dalle camere in quel modo sì o no? Su questo si deciderà il 12 dicembre. Altra storia è il “merito” della legge. E qui la via, aperta a ogni elettore, è più indiretta: si fa ricorso a un tribunale civile su determinati aspetti ipotizzandoli in conflitto con la Carta, e il giudice chiama in causa la Corte Costituzionale per un chiarimento definitivo. Si può procedere così solo dopo la «promulgazione», quindi dopo la firma del presidente della Repubblica (dovrebbe avvenire a breve, sebbene abbia tempo fino al 26 novembre).

Besostri: «Ecco i nodi»

«I nodi cruciali – spiega Felice Besostri interpellato dal Secolo XIX – sono ormai noti: la scheda unica per maggioritario e proporzionale e l’impossibilità del voto disgiunto fanno sì che, se io opto solo per il candidato del collegio uninominale, senza barrare anche uno dei partiti che lo sostengono nella parte proporzionale con l’annessa mini-lista, la mia preferenza viene comunque estesa in percentuale variabile ai medesimi partiti e ai loro candidati: una distorsione macroscopica della volontà dell’elettore. Senza dimenticare che il perverso meccanismo delle candidature in più collegi, la possibilità di correre sia nel maggioritario che nel proporzionale con l’obbligo di prediligere il primo seggio se si conquistano su entrambi i fronti, potrebbe far sì che si debbano pescare da altre circoscrizioni gli eletti mancanti. E anche qui la volontà dell’elettore certo non sarebbe rispettata…». Perciò da Genova, a stretto giro, potrebbe arrivare la prima bordata giudiziaria.

Fonte: Il Secolo XIX

 

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Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.