Sul “tedesco” taroccato questo bel contributo è ancora più esplicito

Non mi aspettavo proprio di essere evocato anche su Libero, anche se l’amico Becchi è un ‘apprezzato ex collega universitario (ora io sono collocato a riposo) di Genova impegnato per il NO referendario. Lo pubblico sul mio blog.

Mi permetto però di dissentire sul nome proposto, per ragioni filologiche non posso passare da Germanichellum a porcellinum,  propongo SCHWEINELLUM in fin dei conti qualcosa di lingua germanica va lasciato: è caduto su un emendamento relativo al Trentino Alto Adige/Südtirol
La prospettiva di una terza impugnazione non mi attira per nulla perché, come ho scritto nel mio contributo per il 18 giugno al Brancaccio

“Spero, tuttavia, che questo ruolo, che mi è preassegnato, finisca presto non perché non voglia impugnare la terza legge elettorale incostituzionale: la ragione principale per dedicarsi ad altro è che se fosse approvata una terza legge elettorale incostituzionale dopo il Porcellum e l’Italikum[1] e si votasse con una tale legge  sarebbe un segno inequivocabile che la nostra democrazia è compromessa e che negli organi  al vertice delle istituzioni si annidano i nemici della nostra COSTITUZIONE:

un GOVERNO, che la promuove, come ha fatto con l’Italikum magari ponendo la fiducia;

un PARLAMENTO, che l’approva e

un PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, che la promulga e

un PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, lo stesso, che sciolga le Camere e indica elezioni in modo da impedire di fatto un controllo di costituzionalità[2].”

[1] Rispettivamente legge n. 270/2005 e legge n. 52/2915.

[2] Per l’art. 61 Cost.” Le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro 70 giorni dalla fine delle precedenti. “ Dalla pubblicazione in G.U. dell’ordinanza di rinvio per una questione di legittimità cost. devono passare 20 giorni per la costituzione delle parti e da questo termine 25 giorni per la pubblica udienza a termini dimezzati, altrimenti 50.

Felice C. Besostri

Non c’è il due senza il tre. Stanno preparando la terza legge incostituzionale

È meraviglioso, una vera comica, se non fosse che ne pagheranno le conseguenze tutti gli italiani. Un matto al volante, Matteo Renzi, rimasto disoccupato e senza un becco di un quattrino, con a bordo Silvio Berlusconi e Beppe Grillo, ruota di scorta Matteo Salvini, sta accelerando per far approvare il più rapidamente la legge elettorale e portarci tutti nel precipizio di un voto anticipato. “Son tre piccoli porcellin”, uniti per questo obbiettivo: approvare il porcellinum e andare subito a votare. Nessuno pare voglia più fermarlo Renzi, anzi Grillo gli chiede addirittura di premere sull’acceleratore, al solo scopo di andare il prima possibile alle urne. Tutti sono convinti di vincere, eppure come in tutte le competizioni ci saranno vincitori e vinti. In questo caso però sconfitto sarà l’intero Paese condotto sull’orlo di una ingovernabilità certa con il sistema elettorale in discussione e di cui tutti saranno ritenuti responsabili, perché tutti avranno votato la legge elettorale di cui stanno discutendo.

Consentitemi però, da discreto conoscitore della cultura giuridica tedesca (la mia carriera universitaria è cominciata nel Saarland) una precisazione. Chiamatela come volete, la nuova legge elettorale, porcellinum, è il nome migliore, ma non chiamatela per favore modello “tedesco”.

Soprattutto non la chiami così Grillo che, dimostrando di non capire “na beata minchia” di sistemi elettorali, prima fa votare agli iscritti on-line il “modello tedesco puro” e poi è costretto a rimangiarsi quella purezza, perché di “puro” in quello che stanno facendo in parlamento i suoi onorevoli c’è ben poco. E questo poco è rappresentato dagli “ultimi moicani” che cominciano a rendersi conto della porcata che saranno costretti a votare. Non perché la Rete ha deciso così, ma perché il Capo ha così imposto. La Rete ormai è diventata solo la foglia di Fico per coprire le proprie miserie.

La nuova legge elettorale, nei termini attuali, è un vero imbroglio, che utilizza in modo del tutto improprio il nome “tedesco”, solo perché quella legge in Germania funziona, e funziona benissimo. Contro il principio dell’uomo solo al comando, il sistema elettorale tedesco aiuta la formazione di coalizioni, non necessariamente le grandi coalizioni, ma anche quelle, e grazie al voto di sfiducia costruttiva garantisce pure la cosiddetta governabilità.

L’unico aspetto che ha in comune con questa legge elettorale, che voteranno insieme Renzi, Berlusconi, Grillo (e a quanto pare pure Salvini, che invece farebbe benissimo a sfilarsi) con quella tedesca è lo sbarramento al 5%.

Ma il cuore del modello tedesco è un altro, vale a dire il cosiddetto ” voto disgiunto”. Vero segno di democrazia che rende il voto, come appunto dicono i tedeschi, “personalizzato”.

Il voto disgiunto comporta che l’elettore abbia la possibilità di votare nel collegio uninominale per il candidato che preferisce e scegliere poi, con altro voto*, il partito che lo rappresenti in parlamento. Il sistema è costruito in questo modo proprio per far sì che un partito possa essere votato, anche se si preferiscono candidati di altri partiti, in modo tale che quel partito possa raggiungere il 5% ed essere rappresentato in parlamento. Il voto disgiunto è, insomma, indirettamente connesso alla soglia di sbarramento. Noi invece, sulla base della proposta attuale, avremo la soglia senza il voto disgiunto.

Il sistema tedesco può piacere o non piacere, ma dire di adottare quello quando si sta proponendo qualcosa di completamente diverso significa barare. Ed è questo che stanno facendo oggi un po’ tutti i partiti, ma in particolare il Movimento Cinque Stelle che insiste sul fatto che approverà un modello tedesco, cercando solo di emendarlo… per inserire un premio di maggioranza.

A Grillo non basta con la nuova legge elettorale un parlamento di nominati, con capilista bloccati e listini bloccati, vuole anche il premio di maggioranza per poter fare proprio quello che il modello tedesco impedisce: governare da soli.

Il Movimento Cinque Stelle doveva aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno e ora i tonni pentastellati ci sguazzano benissimo dentro ed aspirano solo ad entrare anche nel Governo.

Nel totale disprezzo di due sentenze della Corte costituzionale approveranno tutti insieme una terza legge elettorale incostituzionale.

Renzi e Grillo con l’aiuto di Berlusconi, hanno i numeri per far passare il “porcellinum” anche al Senato, con o senza premio di maggioranza. Se il progetto di legge elettorale non sarà modificato nei prossimi giorni, l’unica cosa che si potrà dire è: “Avvocato Besostri, si prepari c’è di nuovo lavoro per lei!”.

Paolo Becchi

Fonte: paolobecchi.wordpress.com/

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.