Sel e PSE

«Ci sono regole dure a morire, che regolano la vita dei partiti, anche quelli di sinistra e i meglio intenzionati. Nella tradizione socialdemocratica il partito doveva essere la prefigurazione della società di domani. In quella comunista in poco tempo la concezione come avanguardia della classe operaia, a sua volta soggetto rivoluzionario per eccellenza, ne aveva fatto una casta, la famosa nomenklatura con suoi riti e privilegi: setta nei piccoli partiti o chiesa in quelli grandi. In ogni caso come un corpo separato dalla società. Non è più così ed è in parte un bene che i partiti si siano laicizzati e che siano unicamente soggetti funzionali di un sistema politico, mediatori tra società e istituzioni, che nelle grandi democrazie, dove non è possibile l’esercizio della democrazia diretta, che hanno bisogno di organismi intermedi: partiti, in primo luogo, ma anche sindacati e organizzazioni imprenditoriali, financo lobby regolamentate.

In difetto prosperano consorterie, gruppi di pressione, clientele e, in casi estremi , gruppi di criminalità organizzata infiltrati nelle istituzioni. Poiché la democrazia è “il governo dei poteri visibili” (Ruffini) quando il potere appartiene a gruppi o soggetti che lo esercitano di fatto senza legittimazione e trasparenza la democrazia è in pericolo. Nei partiti, specialmente in Italia, in assenza di una legge sui partiti politici, con il vincolo che nelle Costituzioni spagnola e tedesca è esplicito, di uno statuto interno democratico, il potere non è trasparente e si costruisce sulla base di antiche relazioni. Tende a stabilizzarsi nei fondatori, ma in quei fondatori che hanno antichi legami. Chi ha un potere lo difende perché da esso deriva potere e prestigio e interessanti prospettive personali. Non c’è da meravigliarsi se in SEL le antiche provenienze prevalgano e che ci sia chiusura per il nuovo. Qualcuno si ricorda i discorsi alla base del progetto di Costituente Socialista e la realtà che ne è seguita? Chi non proveniva dalla filiera SI- SDI era out.

SEL al di là delle intenzioni ora è un partito territorialmente strutturato, piaccia o no è questa realtà con cui fare i conti, Vendola compreso. Soltanto fatti politici esterni possono introdurre mutamenti che attraggano nuove adesioni in grado di cambiare/rinnovare(in tutto o in parte) i gruppi dirigenti. L’inizio di un avvicinamento al PSE può essere un fattore di rinnovamento se diventa discussione e elaborazione di una visione europea, che sia anche contributo di rinnovamento del PSE. Il solo fatto dell’adesione frutto di una decisione di vertice cambierebbe molto poco .

Felice Besostri

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.