SEGGI BREXIT ELEZIONI UE: PRESENTATO RICORSO, SOGLIE DI ACCESSO CONTRO TRATTATO LISBONA

COMUNICATO STAMPA 25 luglio 2019

ELEZIONI EUROPEE:
AVV. BESOSTRI PRESENTA RICORSO PER I SEGGI BREXIT AL TAR DEL LAZIO PER LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA. UDIENZA FISSATA AL 15 OTTOBRE 2019

“LE SOGLIE DI ACCESSO SONO IN CONTRASTO CON IL TRATTATO DI LISBONA”

“PLURALISMO POLITICO VALORE FONDATIVO DELL’EUROPA,
LA GOVERNABILITA’ HA A CHE FARE CON LA CAPACITA’ DI FORMARE COALIZIONI”

E’ stato impugnato il verbale di proclamazione degli eletti delle Elezioni europee del 26 maggio 2019, limitatamente ai seggi aggiuntivi per l’Italia -da 73 si passerà a 76- che saranno definitivamente acquisiti una volta che la Gran Bretagna avrà completato il recesso dall’Unione Europea, passaggio che l’elezione di Boris Johnson a Primo Ministro del Regno Unito rende più vicino. La richiesta è che sia dichiarata illegittima la soglia del 4% entrata in vigore in Italia con la legge n. 10 del febbraio 2009. Se il ricorso venisse accolto ai 3 deputati europei di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Salvini Premier subentrerebbero i candidati più votati della lista +Europa (per la circoscrizione 2 Italia nord orientale), del Partito Comunista (per la circoscrizione 3 Italia centrale) e per il Partito Animalista Italiano (per la circoscrizione 4 Italia meridionale).

Il ricorso è stato depositato nella giornata di ieri ed è stata fissata l’udienza al 15 ottobre presso la sezione seconda bis del Tar Lazio che dovrà decidere se porre la questione pregiudiziale alla Corte di Giustizia Europea. E’ questo l’unico organo a poter stabilire se la legge italiana è in contrasto con il Trattato di Lisbona, motivazione principale del ricorso. Infatti se con il Trattato istitutivo della Comunità Europea (artt. 189 e 190) il Parlamento Europeo rappresentava i popoli degli Stati associati e quindi ogni Stato poteva decidere come far rappresentare il suo popolo, con o senza soglia, con il Trattato di Lisbona (artt. 10 e 14) il Parlamento Europeo rappresenta direttamente i cittadini dell’Unione Europea il cui voto -essendo i cittadini tutti uguali-non puo’ essere diverso se espresso in un Paese di residenza piuttosto che in un altro. Per questo con il Trattato di Lisbona è cambiata la natura del Parlamento Europeo.

A promuovere il ricorso l’Avvocato Felice Besostri, già protagonista delle battaglie sui profili di costituzionalità delle leggi elettorali italiane, insieme con gli Avvocati Giuseppe Sarno, Francesco Versace, Enzo Paolini, del gruppo Avvocati Antitalikum che fecero annullare con sentenza n. 35 del 2015 la legge elettorale c.d. Italicum n. 52 del 2015. Unico caso in Europa visto che la legge è stata annullata prima che fosse mai applicata. Nel collegio difensivo anche l’Avvocato Giuseppe Libutti, vice Presidente dell’Associazione “Attuare la Costituzione”.
“Questo non è un ricorso contro qualcuno ma nell’interesse della rappresentanza democratica e dell’affermazione della prevalenza dei Trattati europei sulle decisioni degli altri organi e sulle leggi nazionali che ne danno attuazione” ha dichiarato l’Avv. Felice Besostri, promotore del ricorso.

Ha poi proseguito il giurista “Il pluralismo politico è uno dei valori fondativi dell’Europa, mentre la maggiore governabilità politica come indicato nel ricorso ha a che vedere più con la capacità delle forze politiche di formare coalizioni omogenee, anche grazie alle norme stringenti per la formazione dei gruppi del Parlamento europeo che limitano la frammentazione delle forze politiche”.

E ha poi concluso “Mentre in Germania e in Gran Bretagna partiti politici con 900mila voti hanno avuto due seggi nel Parlamento Europeo, in Italia 2milioni e 220mila voti validi sono di fatto stati annullati perché quelle persone che sono andate a votare non hanno eletto nessuno, nonostante come corpo elettorale sono numericamente maggiori degli abitanti messi insieme di Malta, Lussemburgo e Slovenia che hanno eletto almeno 18 parlamentari europei”.

Monica Pepe
Ufficio stampa

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.