Leggi elettorali regionali. Schiaffo alla Democrazia

«In maggio si vota per il rinnovo di consigli regionali. Con metodo collaudato, le modifiche alla legge europea nell’imminenza delle elezioni del 2009 con la l.n. 10/2009, si modificano le leggi elettorale regionali in senso maggioritario con premi di maggioranza spropositati, in Umbria siamo arrivati al 65%. Se non si reagisce il Senato prossimo venturo sarà ancora peggio di quanto possiamo immaginare e/o temere. Tuttavia il pericolo maggiore è politico.

Un caratteristica comune sono soglie di accesso differenziate minori per le forze in coalizione,  elevate per le liste singole. Le liste minori coalizzate beneficiano inoltre del premio di maggioranza: un’attrazione fatale: gli effetti si sono visti nelle elezioni emiliano-romagnole e calabresi. Il desiderio di essere eletti, con la giustificazione della sopravvivenza della propria formazione, costituisce la forza di “corruzione politica” del PD.

C’è un nesso preciso tra abbassamento delle soglie di accesso delle forze coalizzate ed aumento del premio di maggioranza. Devi poter premiare le forze vassalle, ma nel contempo non dipendere da loro. La maggioranza assoluta deve spettare al partito guida della coalizione.. Può sembrare paradossale ma il sistema politico più somigliante è quello delle ormai defunte democrazie popolari nell’Est europeo. Un partito egemone e una pletora di partitini satelliti  senza potere reale. Accanto alle regioni l’altro punto di forza del PD è il governo locale, sia dove vi è elezione diretta del Sindaco collegato ad un premio di maggioranza consistente del 60%, sia nelle Province e Città metropolitane  con elezioni di secondo grado come  si è puntualmente verificato tra settembre e ottobre del 2014. quelle elezioni sono state sottovalutate, mentre erano il primo esperimento di soppressione della democrazia rappresentativa.

Un formidabile passo in avanti sapere chi governerà  la sera  prima delle elezioni! Nel sistema ci sono state falle come i sindaci arancioni, ma non sembrano a distanza di pochi anni modelli di successo, anche grazie alla riduzione dell’autonomia comunale e dei tagli agli enti local. In conclusione la difesa della democrazia costituzionale non può limitarsi al contrasto alla revisione costituzionale e all’Italikum, se chi si oppone a livello nazionale non sarà capace di presentarsi in maniera coordinata per un progetto alternativo.

Felice Besostri

ALLEGATI:

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.