Lettera aperta ai parlamentari PSI sull’Italicum

«Care compagne e cari compagni,

l’accordo Berlusconi-Renzi consegna al Parlamento una bozza di legge peggiorativa, se possibile, della legge 270/2005, annullata in 2 parti fondamentali dalla Corte Costituzionale, che viene delegittimata nel suo ruolo di baluardo della Costituzione Repubblicana, come nei periodi più bui del berlusconismo imperante.

Il combinato disposto delle norme sulle soglie minime previste per accedere al riparto dei seggi e poi al premio di maggioranza, svilisce, nel nome di una presunta “governabilità” il buon diritto dei cittadini italiani di veder riconosciuta la rappresentanza delle proprie idee in Parlamento.

Le soglie d’accesso rischiano di lasciar fuori dal Parlamento milioni di voti di cittadini che non si sentono rappresentati dai due maggiori partiti e noi socialisti facciamo parte di questa platea di cittadini esclusi.

Il rifiuto di tornare a poter esprimere una preferenza sui candidati, così come stabilito dal referendum del 1993 e riconosciuto dalla sentenza 1/2014 quale legittimo diritto dei cittadini, consegna alla storia una nuova legge truffa costruita per procrastinare nel tempo l’autocrazia di leaders o padroni di partiti non regolati da alcuna legge di attuazione dell’art. 49 Cost..

Infine riteniamo particolarmente grave il ripetuto attacco al presunto “potere di ricatto dei partitini” ripetuto più volte dal segretario del PD, anche il PSI è un partitino, ma ha una cultura che si basa sulla proporzionalità della rappresentanza elettorale, una delle Grandi Battaglie Storiche Socialiste. Storicamente negli ultimi 20 anni piccoli partiti come il PSI non hanno ricattato nessuno, ma sono, invece, stati vittime di scelte discriminatorie, come il diniego di coalizione nelle politiche 2008 e l’introduzione di soglie di accesso assurde nelle europee 2009.

Sono i grandi Partiti, che si sono rivelati incapaci di governare l’Italia, malgrado le maggioranze artificiali garantite da leggi truffaldine ed incostituzionali. La grande maggioranza nel 2008 del PdL si è sciolta per le contraddizioni interne ed incapacità di affrontare la crisi. Nel 2013 sono stati i franchi tiratori presidenziali del PD a portare il Paese sull’orlo di una crisi istituzionale irreversibile.

Sono tutti elementi che ci fanno dire che la Democrazia Parlamentare, architrave su cui si regge la Costituzione Repubblicana, è in grave pericolo, pensiamo di poterlo affermare perché nel quinquennio passato abbiamo avuto il coraggio di fare e sostenere, in solitudine, un ricorso contro il porcellum legittimato non più di due mesi fa da una sentenza storica che il segretario del PD e Berlusconi intendono ignorare: la prima opposizione all’abnorme premio di maggioranza ha avuto tra i suoi protagonisti in Corte Costituzionale lo SDI e il Comitato Promotore della Costituente Socialista come evidenziato dalle sentenze n. 15 e 16 del 2008, basi della sentenza n. 1 del 2014.

Oggi chiediamo a voi che ancora ritenete di rappresentare in Parlamento la storia dei socialisti, di farvi carico dell’onore e dell’onere di sostenere una chiara e netta opposizione alla legge Renzi/Berlusconi, di rialzare la testa e di agire con l’orgoglio di chi sa di rappresentare un piccolo partito ma che è consapevole della sua grande Storia: dinnanzi alla Corte Costituzionale sono risuonate le parole del compagno Pietro Nenni, con le quali si oppose in Parlamento alla legge truffa del 1953.

Con i nostri più fraterni saluti

Felice Besostri (presidente di Rete Socialista), Patrizia Viviani (vice Presidente)

Firenze, 1° febbraio 2014

Indirizzo mail: retesocialista2014@libero.it

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.