Quali riforme, per quale Democrazia?

«Carissim*,

In allegato, il flyer che pubblicizza l’iniziativa del 6 Ottobre prossimo a San Donato Milanese. Ci legge Anita Pirovano, coordinatrice provinciale di SEL Milano, che provvederà a inoltrare a Loredana de Petris.

Accogliendo il suggerimento di Enrico Buemi, il dibattito dovrebbe astrarre dalle polemiche spicciole dell’attualità politica, per chiedersi dove ci abbia portato una stagione di riforme che ha avuto i suoi prodromi con il dibattito sulla Grande Riforma a metà anni ’80 (modifiche dei regolamenti parlamentari, proposte di cambiamento della legge elettorale, ipotesi di transizione verso un sistema presidenziale o semipresidenziale), ma che è iniziata effettivamente con i referendum elettorali di Segni e Parisi dei primissimi anni ’90, e sta continuando tutt’ora.

Nella miglior tradizione italiana, in questi ultimi anni siamo riusciti a discutere un po’ di tutto, senza però risolvere davvero nessuno dei problemi via via messi al centro del dibattito pubblico.

Il filo conduttore che vi propongo di seguire è questo.

La crisi della democrazia rappresentativa è un tema ben presente nel dibattito pubblico di quasi tutti i paesi avanzati dell’Occidente. Tuttavia, mentre altrove si ragiona sulla rivitalizzazione della democrazia tramite l’allargamento degli spazi di partecipazione (devoluzione, democrazia diretta e partecipata, “controdemocrazia”), qui da noi pare si stia seguendo una strada opposta, con il tentativo di applicare le ricette gaulliste della fine degli anni ’50, in evidente controtendenza e in deciso ritardo rispetto alla Storia. Apparentemente le forze politiche principali hanno operato, negli ultimi vent’anni, per il rafforzamento degli esecutivi, il depotenziamento del Parlamento, una progressiva transizione verso una Costituzione materiale che, di fatto, prefigura un regime presidenziale o semi-presidenziale.

Cito a memoria, e alla rinfusa:

  • Leggi elettorali: la discussione inizia a metà anni ’80, con l’idea di ridurre il peso dei partiti minori e quella che allora consideravamo un’eccessiva frammentazione del sistema politico. I referendum di Segni dovevano avvicinare gli eletti agli elettori, ridurre la corruzione legata al costo delle campagne elettorali, dare stabilità agli esecutivi. Il Mattarellum non è mai riuscito a conseguire questi obiettivi, e più tardi è stato sostituito da leggi elettorali decisamente peggiori: Porcellum e Italicum.
  • il ruolo del Parlamento è sempre più debole. L’iniziativa parlamentare in tema di attività legislativa è pressoché nulla. I Governi si sottraggono al dibattito parlamentare operando attraverso la decretazione d’urgenza e i voti di fiducia. Dubbia la validità della riforma del Senato, che doveva affrontare e risolvere un problema (?) apparentemente semplice, quello del cosiddetto “bicameralismo perfetto”.
  • Il processo di selezione del personale politico è peggiorato, e oggi abbiamo in campo la peggior classe politica della storia repubblicana.
  •  Purtroppo l’assenza di un dibattito pubblico serio sulla visione di sistema che dovrebbe ispirare i cambiamenti istituzionali lascia sul terreno una vittima eccellente: il ruolo dei soggetti che dovrebbero avere un ruolo di controllo e contrappeso nei confronti degli esecutivi (penso a Parlamento, CSM e Consulta, ma non solo).
  • enti locali: le riforme elettorali dei primi anni ’90 hanno depotenziato il ruolo delle assemblee elettive, rafforzando gli esecutivi. La riforma del titolo V°, in nome di un malinteso “federalismo fiscale“, ha moltiplicato e messo fuori controllo i centri di spesa. La cosiddetta “abolizione delle Province” asseconda la peggior antipolitica ma, in realtà, riduce gli spazi di democrazia. L’istituzione delle Città Metropolitane è quanto di più superficiale e improvvisato si sia visto negli ultimi vent’anni.

Questi, più o meno, i temi che vorrei trattare.

Vi sarei grato se voleste farmi pervenire osservazioni, distinguo, suggerimenti, in modo da poter gestire il dibattito, la sera del 6, al meglio.

Se lo desiderate, potete postare contributi, spunti di riflessione, documenti sulla pagina Facebook che pubblicizza l’iniziativa: https://www.facebook.com/events/694455677290006/?source=1

In attesa di un vostro riscontro, vi saluto fraternamente.

Pierpaolo Pecchiari

 

Volantino 6 Ottobre A5

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.