“Privati del voto per risparmiare i soldi del caffè”

PERCHE’ NO Felice Besostri

I nuovi senatori potranno efficacemente rappresentare Regioni e Comuni anche senza vincolo di mandato, avvocato Felice Besostri?

«I senatori non rappresentano le “istituzioni territoriali”, cioè Comuni, Città Metropolitane e Regioni, ma solo le Regioni, che eleggono i consiglieri, e il sindaco senatore rappresenta solo sé stesso, perché i colleghi del territorio non concorrono alla sua nomina. Dunque è giusto che non abbiano mandati imperativi: non rappresentano tutte le istituzioni territoriali. D’altra parte tra le competenze del Senato non ve ne è alcuna di diretto interesse delle istituzioni territoriali, tranne la legislazione elettorale e ordinamentale».

L’attribuzione dell’immunità alla nuova assemblea è molto criticata dal No. Ma non è necessario garantire l’autonomia del potere legislativo da quello giudiziario ed esecutivo?

«Storicamente le immunità sono sorte per proteggere i rappresentanti dei cittadini dagli arbitri dell’esecutivo e di una magistratura al suo servizio. Ma i nuovi senatori non rappresentano più la Nazione e non sono eletti dai cittadini, quindi viene meno la ragione di fondo per concedere le immunità».

La riforma taglia 220 seggi, ma le 315 indennità dei senatori saranno tutte abolite, perché i nuovi avranno solo lo stipendio da consigliere. Non è una riduzione dei costi della politica?

«Il titolo della legge parla di riduzione dei parlamentari, quindi ci si aspetterebbe un taglio drastico ma equilibrato, ad esempio 400 deputati e 200 senatori. Invece il rapporto 630 a 100 rappresenta il più alto differenziale europeo tra Camere in Stati non federali. E il risparmio di circa 54 milioni di euro l’anno è un prezzo pagato alla rinuncia del diritto di voto. Un po’ poco: 91 centesimi, neanche il prezzo di un caffè per abitante. E poi l’abolizione dell’indennità è uno specchietto per le allodole, perché diarie e trasferte restano in carico al Senato».

Fonte: La Repubblica 14 Ottobre 2016

 

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.