Prepariamoci alla battaglia contro il semi-presidenzialismo

«Le ultime vicende francesi dimostrano che non è tutto oro quel che riluce. La combinazione di elezione diretta e sistema maggioritario di collegio, se  premiano un partito lontanamente rappresentativo della maggioranza  della popolazione, non evitano le crisi. La perdita di popolarità del Presidente e persino i disastrosi risultati elettorali del PS alle amministrative non obbligano alle dimissioni. Tutti i governi francesi, con la sola eccezione della ultima Presidenza Chirac che ha deciso di sciogliere l’Assemblea Nazionale anticipatamente, son giunti alla fine del mandato. Tuttavia non si deve mai confondere la maggioranza dei seggi conseguita, con una salda egemonia politica. Se non ce l’hai la tua maggioranza parlamentare non ti serve a realizzare il tuo programma. TUTTAVIA NON SI DEVE MAI CONFONDERE LA MAGGIORANZA IN SEGGI CON L’EGEMONIA POLITICA. Se non ce l’hai la tua maggioranza parlamentare non ti serve a realizzare il tuo programma o la sua negazione. Tuttavia il sistema ha una sua logica, specialmente dopo la riduzione del mandato presidenziale a 5 anni, cioè la stessa durata della legislatura e con le elezioni parlamentari di poco successive a quelle presidenziali . Il PS alle elezioni  legislative del 2012  ebbe, come si può vedere dalla tabella che segue

tabella

 

un risultato vicino al 30% al primo turno salito al 40% al secondo con un incremento di voti assoluti,e  che si tramutarono nel 48%  dei seggi,vicino alla maggioranza assoluta mancata per 9 seggi. Tuttavia  la maggioranza presidenziale era superiore al 50% al  secondo turno. La maggioranza presidenziale  tuttavia non era politicamente omogenea. Con un Porcellum il PS avrebbe avuto il 54% dei seggi, ma non si troverebbe in miglior situazione. Pur con tutti i difetti  il sistema semi-presidenziale francese è più onesto di quello italiano scaturente dalla riforma approvata dal Senato. Si introducono istituti  francesi, ma senza l’elezione diretta, che almeno individua con chiarezza un capo politico della maggioranza, che deve ricercare il consenso e che risponde politicamente. Il governo potrà chiedere una corsia privilegiata e tempi certi di approvazione e con una procedura che lascia al Parlamento la scelta tra prendere o lasciare. Tuttavia la legge va votata articolo per articolo e sul testo finale. In Francia quando il Governo si impegna su un governo l’approvazione della legge è automatica a meno che sia presentata ed approvata una mozione di sfiducia. Per chi teme la concentrazione del potere il sistema semi-presidenziale da al Capo dello Stato un potere maggiore che al presidente USA, che non ha una maggioranza parlamentare garantito, ma il Presidente francese ha meno potere del Presidente del Consiglio italiano con leggi tipo porcellum o Italikum, perché si deve conquistare la maggioranza collegio per collegio. Da noi è scomparsa la divisione dei poteri è presto  verrà meno anche lo Stato di diritto quando c’è in ballo l’interesse nazionale. Su richiesta del Governo si può con legge statale derogare alle competenze esclusive dell Stato e invadere le competenze delle Regioni e in tal caso non mancherà la richiesta di procedere  in tempi certi. Una tale vaghezza nel fissare le competenze normative non ha precedenti in stati democratici:il solo precedente che mi sovviene era nella Costituzione dell’U.R.S.S., che dopo aver dettagliato le competenze della federazione rispetto a quelle degli stati membri si chiudeva con ” la decisione di altre questioni di importanza federale“(art. 73 n. 12 Cost. Urss 1977), che consentiva di decidere in qualsivoglia caso e/o materia.Un bel precedente.

Felice C. Besostri

 

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.