Perché NO alla revisione che deforma la Costituzione

Caro lettore,

l’intervento odierno dell’avvocato Felice Besostri – candidato al Consiglio Comunale come capolista di ALTERNATIVA MUNICIPALE – ti consentirà di valutare l’esistente abisso di valori

fra un uomo che è sempre stato di sinistra e uno che non lo è mai stato. Esattamente come

il fanfarone toscano – mai eletto dagli italiani – che lo ha lautamente sponsorizzato con i “nostri” soldi.

Sarebbe il colmo se, con il cuore – non il portafogli – a sinistra, votando (in modo palese o surrettizio) Beppe Sala come Sindaco tu ti impiccassi all’ALBERO DELLA VITA.

Buona lettura e avverti – finchè ti è consentito – amici e conoscenti.

Il “nuovo” fascismo non è alle porte. E’ già comodamente seduto in anticamera.

Contrastalo, finchè sei in tempo!

Controlla già tutte le televisioni e ricatta i giornali in difficoltà.

Presto, potrebbe censurare internet. Pensaci.

Luigi Caroli

 

Perché NO alla revisione che deforma la Costituzione

Se viene approvata la revisione costituzionale e non viene censurata la legge elettorale, abbiamo un governo totalmente diverso da quello prefigurato dalla nostra Costituzione, passiamo da un sistema parlamentare a un premierato assoluto: una persona, il Primo Ministro per 5 anni non ha più controlli. La cosa principale che tutti devono pensare è che se nessuna lista raggiunge il 40% dei voti validi espressi, vanno al ballottaggio le due prime liste senza nessun limite di voti che hanno loro e soprattutto di quanta gente è andata a votare. Applicando questa norma alle elezioni passate, significa che può governare con il 54% dei seggi una lista che rappresenta tra il 18 e il 23% degli aventi diritto al voto.

Il ricorso contro l’Italicum:

Abbiamo presentato, come Coordinamento per la democrazia costituzionale, 16 ricorsi ai quali faranno seguito altri, e tutti questi ricorsi presentati a Tribunali di città capoluogo di Regione, hanno lo scopo di mandare davanti alla Corte costituzionale e far annullare la legge elettorale chiamata Italicum. I motivi di ricorso sono 14. Il motivo principale è quello della procedura di approvazione (con voti di fiducia) che riteniamo contraria alla Costituzione: se questo venisse accolto avremmo l’annullamento totale della legge. Gli altri motivi importanti sono l’entità del premio di maggioranza e soprattutto il fatto che se nessuna lista raggiunge il 40% dei voti si deve andare a un ballottaggio tra le prime due liste senza nessuna soglia. La legge elettorale non va perché riteniamo che neghi la rappresentanza a favore di una falsa governabilità, dico falsa perché con il fatto che chi è eletto può cambiare casacca, non è neanche detto che chi conquista la maggioranza attraverso un sistema artificiale poi possa governare. Il Senato è un pasticcio; pensate che il nuovo art. 57 Cost. prevede che i senatori devono essere eletti dai consiglieri regionali con metodo proporzionale, impossibile: 10 regioni hanno 2 senatori e due regioni ne hanno 3, di cui un sindaco.

Se venissero applicati i principi della sentenza 1/2014 (che abolì parzialmente il Porcellum), questa legge andrebbe annullata nelle parti principali: il premio di maggioranza, la riserva di posti ai capilista e la questione del ballottaggio.

Gli scenari

Ci sono due scenari in relazione a cosa deciderà la Corte costituzionale: se fa l’annullamento totale della legge si va a votare con il cosiddetto Consultellum, la parte della precedente legge elettorale che non è stata colpita dall’annullamento della sentenza 1/2014, cioè un sistema proporzionale senza premi di maggioranza ma con soglie di accesso. Se invece fossero accolti alcuni dei nostri rilievi, lo scenario più probabile è che venga annullata la fase del ballottaggio. La legge elettorale – va comunque ricordato – è stata approvata con il voto di fiducia e per questo è illegittima e con l’apporto determinante di deputati e senatori abusivi eletti con legge incostituzionale.

La riforma Costituzionale

Revisione costituzionale e legge elettorale sono tra loro strettamente legate, per questo accanto all’impegno davanti ai Tribunali c’è quello della raccolta delle firme per avere il referendum sulla revisione costituzionale. La cosa importante è che – nel mese di ottobre. probabilmente – ci sia una grande maggioranza di No a questa revisione costituzionale. Se nello scenario peggiore la Corte costituzionale non dovesse eccepire nulla sull’Italicum e la revisione costituzionale fosse approvata, si andrà a votare con l’Italicum, con la conseguenza che se anche fosse annullato dopo, come abbiamo visto con il Porcellum, un Parlamento eletto con una legge incostituzionale resta in carica.

Se ci sarà un Sì alla revisione costituzionale avremo una Camera elettiva sola che voterà la fiducia al Governo e sarà una Camera eletta con una legge ipermaggioritaria. Non c’è nessun caso finora tra i Paesi dell’Unione Europea che ha una Camera sola e una legge ipermaggioritaria, con un’eccezione: l’Ungheria di Orban. È la combinazione tra l’Italicum e la revisione costituzionale che costituisce il maggiore pericolo, per questa concentrazione di potere nelle mani di un uomo solo. Siamo in una situazione grave: se viene eletta una Camera con questa legge è un punto di non ritorno.

SALVARE LA COSTITUZIONE PER ATTUARLA PER UN’ITALIA MIGLIORE.

Sen. Avv. Felice Carlo Besostri

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.