OCCASIONI PERDUTE A SINISTRA

di Felice Besostri

La sfida al PCI partendo da Proudhon era chiaramente una provocazione, quello che è mancato a sinistra era un progetto radicalmente revisionista sul terreno della socialdemocrazia come il Programma di  Bad Godesberg del novembre 1959 o dell’alternativa socialista di Epinay del giugno 1971: scelte che portarono la SPD e il PSF alla guida dei loro paesi. Pensare che Bad Godesberg venne rapidamente liquidato in Italia come manifesto del tradimento socialdemocratico perché il Partito diventava da Klassenpartei (Partito di classe) a Volkspartei (Partito di popolo), mentre in Germania il richiamo a Bad Godesberg era uno dei punti forti della sinistra socialdemocratica e della Teoria delle Riforme che cambiano il sistema  (systemverändernde Reformen) o lo superano (systemüberwindende Reformen).

Nel 1978 era semmai il tempo di tracciare un bilancio critico del decennio dal1968, Maggio francese e Primavera di Praga, al 1977 Union de la Gauche (iniziata nel 1971) e con eventi come il golpe cileno del 1973, la rivoluzione dei garofani del 1974 o la morte di Franco del 1975 per una rifondazione della sinistra in Europa, dove nel decennio successivo si sarebbe compiuto il crollo del sistema sovietico. In seguito al quale eredi del comunismo passarono al liberalismo senza fare nemmeno una pausa socialdemocratica. Occasioni perdute i cui risultati sono nella desolazione odierna, nella quale l’Italia è all’avanguardia.

Le ragioni sono profonde, ma forse sarebbe bastato dopo la vittoria del 4 dicembre 2017, che la sinistra avesse potuto intestarsi una vittoria simbolica come la sconfitta del renzismo sul terreno della legge elettorale negando con solide ragioni costituzionali il voto di fiducia alla Camera o al Senato sul Rosatellum. Si sarebbe mantenuta una legge elettorale proporzionale e ribadita la centralità del Parlamento anticipando coi fatti e i comportamenti conbcreti le riflessioni consegnate dalla compagna Castellina al Manifesto in questo agosto così cruciale per il paese.

Fonte: Fondazione Nenni

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.