LETTERA AL DIRETTORE DI DEMOCRAZIA SOCIALISTA

di Felice Besostri |

Alla vigilia dell’insediamento del Governo M5S-PD e della preannunciata manifestazione  FdI -Lega all’insegna dello slogan “Dare la voce al popolo” Ti invio queste mie riflessioni. Questo governo non sarà il governo della paura del popolo se farà tra le prime cose una nuova legge elettorale proporzionale. Il Rosatellum è incostituzionale e di questo me ne intendo avendo contribuito a far annullare il Porcellum  insieme con gli avvocati Aldo Bozzi e Claudio Tani, e ad organizzare l’annullamento con gli avvocati antitalikum  della legge n. 52/2015. Ma non basta approvarla per approvare la riduzione dei Parlamentari, bisogna costituzionalizzarla modificando così l’art. 48 c. 2 Cost.: “Il voto è personale ed eguale, proporzionale, libero e segreto.”  

Cara Democrazia Socialista,

perché, per invocare elezioni subito, si dice che bisogna dare voce al popolo? In una democrazia i cittadini hanno naturalmente il diritto di parlare. Nessuno deve dare a voce al popolo, ce l’ha per conto suo, senza bisogno di gridare in piazza. Più che voce al popolo bisognerebbe dare capacità di ascolto ai governanti, che si parlano tra loro, a ruoli invertiti di maggioranza e opposizione, intercambiabili. Se non cambiano i partiti si cambia di partito/gruppo parlamentare, nella scorsa legislatura, 566, ma per soli 347 parlamentari su 945 elettivi, un buon 36,7%. Voce al popolo?

Da noi gli appartiene addirittura la sovranità, che, però, gli è stata rubata come corpo elettorale. Il corpo elettorale in alcune Costituzioni è, accanto a legislativo, esecutivo e giudiziario, il quarto potere dello Stato; anzi, il primo da cui tutti gli altri derivano. Persino le sentenze sono rese in suo nome. In una democrazia rappresentativa il voto è la manifestazione più importante del popolo, che elegge i rappresentanti della Nazione (art. 67 Cost.), chiamati a rappresentarla nella sua interezza, come comunità.

Ebbene, il diritto di voto secondo Costituzione è stato rubato al popolo nel 2005 e mai più restituito. Gliel’hanno rubato con leggi elettorali incostituzionali: dopo il Porcellum, l’Italicum e il Rosatellum. Le prime due sono state annullate dalla Corte Costituzionale, un record europeo. La terza, la più ipocrita, il Rosatellum, lo sarà appena un giudice la manderà davanti alla Consulta, si spera già in ottobre.

Chi non è complice del furto sa che come votare è più importante di quando. Purtroppo questa verità non la solleva nessuno perché le leggi elettorali incostituzionali le hanno votate in molti, utilizzate tutti e facilitate anche chi poteva bloccarle nei suoi ruoli istituzionali. Nessuno contrasta la demagogia dicendo: “Cari signori, non dovete darci la voce ma ascoltarci tutti i giorni, anche se non gridiamo” o ” Cari signori, basta chiamarci a ratificare i vostri rappresentanti, la cui incapacità è evidente se si dovrà votare a poco più di un anno e mezzo dalle ultime elezioni”.

Adesso basta! Per prima cosa, se credete che al popolo spetti decidere, invece di dargli la voce, ridategli il diritto di scegliere i suoi rappresentanti, come in ogni democrazia che si rispetti.

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.