Lettera al Direttore de L’Avvenire dei lavoratori. Le ragioni del NO!

Egregio Direttore approvo pienamente la decisione di publicare l’appello per il SI’, come vedi sono un sostenitore del confronto e non dello scontro. Che uno dei primi si svolga nella sala della TRASPARENZA in via della LIBERTA’ mi sembra un buon segno, come anche che la sezione del PD sia intitolata a Calamandrei: che tuttavia non potrà essere arruolato post mortem da nessuno in quanto oppositore deciso di ogni intervento del governo in materia costituzionale, ma anche favorevole ad un sistema presidenziale. Noi stiamo riuscendo in un capolavoro di prevedere in modo ipocrita una elezione diretta del primo Ministro, ma senza le garanzie di un sistema presidenziale, tra le quali vi è la netta separazione dei poteri. Con l’Italikum, nome gentile, per un Porcellum mascherato, invece, l’esecutivo controlla il legislativo. Negli Stati Uniti il sistema elettorale è maggioritario nella Casa dei Rappresentanti e i 2 senatori per ogni Stato federato, dai 628.000 circa del Vermont ai 38 milioni della California, sono tutti eletti dai cittadini. Non era così all’inizio: i senatori erano eletti dalle assemblee rappresentative degli Stati. Cambiarono il sistema perché era fonte di corruzione e di compravendita della carica. Non corriamo questo pericolo, perché la maggioranza dei consiglieri regionali sono già stati rinviati a giudizio prima di eleggere i futuri senatori. Gli italiani o i loro partiti sono contrari al maggioritario benché a rigore sia perfettamente costituzionale: l’ha detto di passaggio la Corte Costituzionale nella sentenza n. 1/2014, quella di annullamento del Porcellum. Per quadrare il cerchio, impossibile in geometria, ma non in politica abbiamo fatto un proporzionale con premio di maggioranza: un ossimoro allo zenith. Se non si vuole il proporzionale perché non adottare un bel maggioritario scegliendo tra quello all’inglese, first past the post,o alla francese con ballottaggio. La risposta è semplice: i sistemi maggioritari, tutti, hanno un difetto pretendono che si conquisti la maggioranza assoluta dei seggi collegio per collegio, uno per uno. Se un sistema è tripolare non puoi ridurlo col trucco a bipolare con un ballottaggio fasullo tra i primi due senza soglia di accesso e senza ammettere come in francia tutti quelli che hanno almeno il 12,50 % degli aventi diritto al voto. da noi è irrilevante la partecipazione degli elettori. Il premio in seggi è lo stesso che partecipino maggioranza degli elettori o neanche il 38 per cento come in Emilia romagna nel 2015. Il premio è sempre 340 seggi sia che uno abbia il 40% dei voti validi cioè conteggiando le schede bianche e quelle per liste sotto al 3%, mentre al ballottaggio vanno le due liste più votate, quindi senza le bianche e senza quelle sotto soglia. Dunque il premio di maggioranza è inversamente proporzionale al consenso elettorale, per una Costituzione che all’art. 48 prevede il voto uguale è una bella innovazione. Last but not least il nuovo articolo 57 prevede che i senatori siano eletti dai consigli regionali con metodo proporzionale ( leggete non credetemi sulla parola). Spero che tra i giuristi ci sia anche qualcuno con infarinatura di matematica. Come si fanno ad eleggere con metodo propozionae i senatori quando sono 2, di cui un sindaco in 10 tra regioni e province(2)? ovvero anche 3 di cui 1 sindaco in 2 regioni? Sono il 25% del nuovo Senato. Quisquilie bisogna ridurre i costi della politica, l’argomentazione è volgare, ma efficace. Non si spiega perché la coerenza non abbia spinto ad abrogare il senato invece di prevederne uno dove almeno 8 membri l’indennità la prenderanno ancora come i senatori di diritto e quelli a vita e la prenderanno i 5 di nomina presidenziale e i rimborsi e trasferta tutti e 100?Se la riduzione dei costi è un valore perché non ridurre la Camera che ha il doppio dei membri del senato?. Cerchiamo di cogliere il lato positivo apprezzando lo spirito di apertura dell’AdL anche Mondo Operaio e l’Avantionline si apriranno alle ragioni del No, ma soprattutto i firmatari scriveranno una garbata ma ferma protesta alla RAI per lo scarso, quasi nullo, spazio dedicato alle ragioni del NO. Una prcisazione essendo nato il 23 aprile come Mauro del Bue il 25 aprile 1945 avevo un anno e due giorni: non ho partecipato alla lotta di liberazione e non sono un vero partigiano, ma sono iscritto alla FIAP, dai tempi di Aniasi, il comandante ISO, da prima di essermi iscritto all’ANPI.
Shalom, rivediamoci l’anno prossimo a Gerusalemme, che è un messaggio di Pace, piuttosto che a Filippi. Fraternamente.

Felice C. Besostri

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.