Legge elettorale: Gigli, assurdo no Pd per minoranza slovena

ANSA) – TRIESTE, 4 GIU – “Assurdo il voto contrario del Pd rispetto ai subemendamenti da me presentati alla legge elettorale per favorire la rappresentanza della minoranza slovena. Solo Gianni Cuperlo ha avuto il coraggio di votare a favore, contro l’ordine di scuderia del partito”. Lo afferma Gian Luigi Gigli, capogruppo di “Democrazia Solidale-Centro Democratico” in Commissione Affari Costituzionali della Camera. “La diversita’ di trattamento rispetto ai cittadini di lingua tedesca e ladina del Trentino-Alto Adige e’ evidente – sottolineaGigli -. La minoranza linguistica slovena, oltre ad essere tra quelle riconosciute, e’ anche tutelata dallo Statuto della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia ed e’ la lingua di un paese confinante, nel quale vive una cospicua minoranza italianofona. La decisione va in controtendenza rispetto allo sviluppo delle relazioni di buon vicinato che hanno permesso di superare il contenzioso post-bellico con la Slovenia. Ora auspichiamo che la comunita’ slovena del FVG, troppo a lungo tempo feudo indiscusso del Pd, torni a manifestare piena autonomia nelle scelte politiche, a livello nazionale cosi’ come in Regione”. (ANSA). COM-BUO 04-GIU-17 18:50 NNNN

cons_Reg_FVG

XI LEGISLATURA ATTI AULA

Voto alle Camere e al Governo della Repubblica n. 17
“Riconoscimento di una rappresentanza politica in parlamento delle
minoranze linguistiche del Friuli Venezia Giulia”

Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia,

PREMESSO che è in vigore la disciplina di cui alla legge 6 maggio 2015, n. 52, cd. Italicum, con cui è
stata rivisitata la normativa elettorale dal Governo Renzi;

VALUTATO che l’Italicum prevede soglie di sbarramento del 20% per le liste rappresentative di
comunità linguistiche su base circoscrizionale, e quindi regionale;

CONSIDERATO che tale regime è derogato per Trentino Alto-Adige/Südtirol e Valle D’Aosta/Vallee
d’Aoste, dove risulta in vigore un regime elettorale speciale in cui sarà utilizzato il sistema
uninominale al fine di tutelare la minoranza linguistica:

a) Valle d’Aosta/Vallee d’Aoste, nella quale viene istituito un singolo collegio maggioritario
uninominale a turno unico, che assegna l’unico seggio in palio sulla base della regola
impostata sulla maggioranza relativa dei votanti;

b) Trentino-Alto Adige/Südtirol, laddove è in vigore un sistema misto del tutto peculiare basato
sull’attribuzione complessiva di un totale di 11 seggi caratterizzati da tendenziale ristrettezza
e omogeneità territoriale, e soprattutto linguistica;

RICORDATA la sentenzan.215/13 e la sentenza n.159/09 della Consulta con cui si riconosce la
necessaria tutela delle minoranze linguistiche quale principio fondamentale dell’ordinamento
costituzionale;

ATTESO che viene anche riconosciuto alla Regione FVG la legittimazione attiva alla tutela
giurisdizionale, anche costituzionale (e anche in via principale), in favore di tutti i propri gruppi
linguistici, secondo fondamentali principi di effettiva parità di trattamento tra le minoranze
linguistiche legalmente riconosciute, a prescindere dall’esistenza di uno Stato straniero di
riferimento;

CONSIDERATO che l’attuale normativa non garantisce la rappresentanza politica e istituzionale delle
minoranze linguistiche legalmente riconosciute;

PREMESSO che vi è una palese criticità nei criteri di territorialità:
a) sono stati elusi i criteri direttivi di cui alla lett. c) dell’art. 4 L. 52/15, che prevedevano, nella
delimitazione dei collegi, il rispetto delle aree linguistiche di tutte le comunità linguistiche
autoctone legislativamente riconosciute, anche in deroga agli ordinari criteri, anche
demografici, di delimitazione dei due collegi;

b) sproporzionate sezioni di territorio storicamente friulanofono, qual è ad esempio la Bassa
Friulana, dall’Isonzo fino al Tagliamento, sono state inglobate dal collegio sud-orientale
triestino, creando reali difficoltà di rappresentanza sia della minoranza friulanofona e sia
della numericamente limitata minoranza slovenofona;

ATTESO che è necessario modificare l’attuale normativa affinché le minoranze linguistiche territoriali
possano vedersi riconosciuta adeguata ed effettiva rappresentanza all’interno del parlamento
nazionale;

CONSIDERATO che una delle possibili strade per garantire la rappresentanza delle minoranze
linguistiche potrebbe essere la determinazione di collegi uninominali ancorati alle rispettive realtà
geografico-storico-linguistico-culturali del territorio regionale,
Tutto ciò premesso
fa voti affinché

il Parlamento e il Governo della Repubblica
1) riconoscano all’interno del parlamento una rappresentanza che agevoli le minoranze
linguistiche del Friuli Venezia Giulia.

Voto alle Camere e al Governo n. 17:
– d’iniziativa dei consiglieri Violino, Gabrovec, Riccardi, Colautti, Zilli, Cargnelutti;
– presentato alla Presidenza il 23/01/2017;
– aggiunta firma consigliere Revelant il 31/01/2017;
– approvato dal Consiglio regionale con modifiche proposte dai consiglieri Violino, Gabrovec,
Riccardi, Colautti, Zilli, Cargnelutti, Revelant, Martines, Moretti, Ukmar il 27/02/2017 (seduta
n. 280).

 

 

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.