Le elezioni in Saarland un test a dimensione ridotta per le elezioni federali tedesche

Alla vigilia del voto le previsioni attestavano una vittoria della SPD con il 32,5%, che sommato al 12,8% della Linke davano una vittoria ad una possibile coalizione di sinistra, perché la CDU sarebbe stata sì il primo partito con il 36%, ma senza alleati in quanto sia i liberali della FDP che i Verdi non avrebbero superato la soglia del 5%: esclusa una Jamaica Koalition, essendo i colori dei partiti nero (CDU), giallo(FDP) e verde gli stessi della bandiera della patria del reggae, che governò la Saar dal 2009 al 2012.

Nel 2012 si sostituì al governo una Grosse Koalition  CDU-SPD con 37 seggi su 51, cioè superiore ai due terzi.

La realtà è stata altra, perché la CDU ha preso il 40,7% (+5,5), la SPD il 29,6% (-1) e la Linke 12,9% (-.3,2).

La sinistra passa dal  46,7% del 2012 al 44,3% e i Verdi escono dal Landtag con il 4% (-1).

Una maggioranza relativa di destra esiste sulla carta  CDU+ AfD con il 46,8% e 27 seggi, ma politicamente impraticabile perché CDU e AfD sono alternative alle elezioni federali. Il sistema di riparto dei seggi, per i partiti sopra soglia, favorisce il partito, più grande e perciò SPD con 17 seggi e la Linke con 7 hanno lo stesso numero di seggi  della CDU, cioè 24, pur avendo un 4% in più. Le ridottissime dimensioni della Saar non ne fanno un test significativo per le prossime elezioni federali, se non la conferma che l’AfD sarà rappresentata nel Bundestag, come la è ormai in 11 dei 16 Land tedeschi e che i liberali sono a rischio di esclusione.

La partita CDU-SPD si gioca anche su questo e sulla capacità  di Verdi e Linke di stare nella stessa coalizione. Se la Saar fosse il modello non si potrebbe essere ottimisti. I rapporti tra Linke e i Verdi,  già al tempo di Oskar Lafontaine candidato a Ministerpresident del Land nel 2009, sono pessimi ed infatti malgrado una Linke al 21, 3% ed una SPD al 24,5% e i Verdi al 5,9% un chiaro 51,7% il risultato fu un governo CDU, FDP e Verdi.

Le Jamaica Koalition non hanno funzionato, anche nella Saar non si completò la legislatura e nel 2012 si andò ad elezioni anticipate, ma in linea di principio i Verdi non sono incompatibili con un’alleanza con la CDU di Angela Merkel. Al successo CDU ci sono spiegazioni locali la Ministerpresident è popolare e un buon governo alternativo non era credibile.

I socialdemocratici erano reduci da una Grosse Koalition a guida democristana. La Linke ha disperso in pochi anni un consenso del 21%, mai raggiunto in un Land dell’Ovest. I Verdi, infine, non hanno dato prova di essere affidabili per un governo stabile. Se a ciò si aggiunge, che settori di opinione pubblica sono dell’idea, dimostrata dalla più alta percentuale di votanti degli ultimi  15 anni, che per arginare l’estrema destra la cosa tatticamente più saggi sia rinforzare Mutti, cioè Angela Merkel. Un voto CDU-CSU a spese dei liberali è anche un’ottima assicurazione contro una maggioranza rosso-rosso-verde. Aspettiamo le elezioni di maggio con  il 7 lo Schleswig-Holstein, ma soprattutto il 14 con la Nordrhein-Westfalen e  i suoi quasi 20 milioni di abitanti.

Felice Besostri 

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.