L’AFFERMAZIONE DELLA CENTRALITA’ DEL PARLAMENTO NEL REGNO UNITO E IN ITALIA


Gina Miller è la donna del giorno in Gran Bretagna. Attivista, filantropa, co-fondatrice del Fondo d’investimento Scm Private, è stata lei a guidare il gruppo di cittadini firmatari del ricorso all’Alta Corte di Londra sulla Brexit, complicando al momento i piani del Governo per l’uscita dalla Ue. L’Alta Corte ha accolto il ricorso e ha stabilito che spetta al Parlamento di Westminster votare sull’avvio delle procedure per la Brexit.

A Londra lo considerano il caso giuridico costituzionale del secolo. “Il risultato riguarda tutti noi: il nostro Regno Unito e il nostro futuro – ha detto Gina Miller fra gli applausi dopo la lettura della sentenza del tribunale – Non riguarda come ciascuno di noi ha votato, ciascuno di noi ha votato come riteneva fosse la cosa giusta per il nostro paese. Comunque abbiate votato il 23 giugno, dobbiamo tutti al nostro paese la difesa degli standard più elevati di trasparenza e democrazia per i quali siamo ammirati a rispettati in tutto il mondo”.

Miller ha rivelato di aver ricevuto “minacce e insulti” dopo aver promosso il ricorso. Personalmente ha votato per il “Remain” lo scorso 23 giugno, ma ha anche “sempre detto di non volere il Remain a tutti i costi. La mia idea era di restare, riformare, riesaminare”. Miller, 51 anni, non è sposata, è nata in Guyana ed è cresciuta nel Regno Unito. Ha aperto Miller philanthropy nel 2009 e ha finanziato la Margaret Thatcher Infirmary al Royal Hospital Chelsea di Londra oltre ad altre iniziative di solidarietà. ( DA HUFFINGTON POST)  

GINA MILLER SCRIVE

Caro Andrea Pisauro,
Grazie per esserti preso il tempo di mandarmi la vostra mail di sostegno. Ti prego anche di trasmettere la mia gratitudine a Mr Besostri.
L’udienza della Corte Suprema la settimana  prossima è un rischio e io mi aspetto di essere denigrata se perdiamo, ma sento che non ho altra scelta che tentare tutto il possibile per combattere questo governo senza scrupoli.
Cordiali saluti

Gina Miller

La lettera originale

ABSTRACT*: A metahistorical comparison between the living British system and the Italian Kingdom Parliamentary system, in the first post-war period, reinforces the thesis that the House of Commons can legitimately still be master of a part of their own agenda and of the totality of their calendar even in the period of prorogation of the session.

In the two-year period 1920-1922, the Parliament of the Kingdom of Italy conquered, thanks to a socialist initiative, the power to decide on its recalling, and the organization of legislative activity through permanent commissions. It was a significant achievement: in the session of the Council of the regulation of July 31, 1920, the socialist MP Modigliani even spoke of a coup d’état, in the event that the right to prorogue or close the session was exercised immediately after Parliament had recalled itself. Even then closing the session had the effect not only of suspending, but of ending all pending matters, cancelling all work not completed; stopping all the offices including the Presidency. If a member of the opposition had succeeded in passing a proposal contrary to the Government views, or a project dissatisfied a part of the majority, the Cabinet should only close the session and the Ministry was removed from all embarrassment. For this reason, the Parliamentary power to recall itself was the frontier between the democratic evolution of the form of government and the Fascist reaction.

The Northern Ireland Executive Formation Act 2019, subsection 3 and 4 effectively grants the British Parliament the power to recall itself under the Meeting of Parliament Act 1797. If it is true that the self-recalling is exercisable lawfully within the session and not during a prorogation, it is clearly evident that the government cannot lawfully prorogue Parliament when it is self-recalled. The major thesis that Parliament – the seat of democratic sovereignty – should prevail over Government in constitutional conflicts, with the Queen neutral, remains unprejudiced.

Per la traduzione inglese dell’abstract si ringrazia il dottor Andrea Pisauro.

Allegato

Su alcune ragioni dell’evoluzione costituzionale nei parlamenti operanti per sessioni

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.