L’Abbraccio mortale

«E’ mortale l’abbraccio che Berlusconi ha riservato a Renzi per l’accordo sulla legge  elettorale e sull’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

Ora nessuno più  ci venga a dire che l’attuale PD sia un partito di sinistra perché correremmo il rischio di rimanere soffocati dalle risate.

Prendiamo atto della profonda mutazione genetica di quel partito, che non ha più niente a che vedere con la sinistra e con tutte le sfumature del socialismo, e che la speranza bersaniana di poter un giorno recuperare lo stesso alla sinistra italiana è pia illusione.

Men che mai il renzismo ha a che fare con i socialisti, con la loro storia e con i loro valori ed ideali. Renzi è semplicemente un’altra cosa che rifugge dai fondamentali della democrazia, dalla concezione dello stato sociale, dalla necessità della ridistribuzione della ricchezza. Le sue dichiarazioni sono spesso disarmanti al punto da far dubitare della sua intelligenza politica. Dovrebbe essere noto che il furbo soccombe sempre all’intelligente. Si continua ad agire con furbate, con annunci mirabolanti, con provvedimenti utili per la stampa ma non per il Paese.

Le riforme che hanno spaccato il PD non creano un solo posto di lavoro, servono per l’immagine non per l’economia. La verità è che Renzi non ha una politica economica e tanto meno una industriale. L’abolizione del Senato non riduce i costi ma crea nuovi mandarini nominati anziché eletti. Sarebbe bastato dimezzare i deputati ed i senatori, con voto di preferenza e dando ai cittadini la potestà di eleggere i propri rappresentanti.

Si sarebbe realizzato un sicuro risparmio e rispettata la vera democrazia. Invece la soluzione di Renzi è quella di avere via libera nella nomina del 70% dei deputati e maggioranze bulgare al Senato, espressione delle già controllate realtà locali. Sulla riforma elettorale siamo di fronte ad uno scippo di democrazia. Premio di maggioranza al partito pigliatutto, candidature plurime per i centurioni, liste sostanzialmente bloccate, nessuna regola interna ai partiti, codificata con legge, nessuna garanzia di diritto di tribuna se non si è alla corte del vincitore. Dopo il pessimo Porcellum siamo di fronte ad un Italicum peggiore  e ugualmente incostituzionale.

Insomma la montagna che partorisce il topolino.

Riforma del lavoro, riforma del senato e riforma elettorale hanno rappresentato l’impegno più gravoso del Governo occupando tutto,  o quasi, il tempo dalla sua nascita,mentre il Paese langue, siamo il fanale di coda in Europa, non riusciamo liberarci dalla recessione e le stime di crescita sono le più basse e riviste sempre al ribasso. Il PD perde nei sondaggi sei punti rispetto alle europee, dove ha votato poco più del 50% degli elettori, e il tanto sbandierato risultato del 41% dovrebbe essere adeguato al numero dei votanti. In percentuale  Bersani aveva preso più voti di Renzi. In Italia si dice di aver vinto anche quando si perde.

L’ultima perla è stata quella di dire che in Italia il risparmio è aumentato ed i cittadini sono più ricchi. Qualcuno dovrebbe spiegare al premier che il 10% della popolazione possiede il 50% della ricchezza, che i ricchi si arricchiscono ed i poveri sono sempre più poveri. Berlusconi dall’anno in cui è entrato in politica ha decuplicato il suo patrimonio e così altri capitani coraggiosi che dopo aver sfasciato la Telecom, le Autostrade, l’Alitalia e tanto altro, oggi sono i grandi ”consigliori del principe”. Ma parlare di ridistribuzione della ricchezza è argomento di sinistra  e questo per Renzi diventa tabù. Se poi si richiede una piccola patrimoniale, accettata persino da Confindustria, si rischiano le convulsioni.

Angelo Sollazzo

 

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.