LA CITTÀ METROPOLITANA LA SEPPELLIAMO O LA RILANCIAMO?

di Felice Besostri |

Il nodo della Città Metropolitana va assolutamente sciolto pena la asfissia del capoluogo e il riacutizzarsi del conflitto città versus contado

L’anno prossimo Milano eleggerà il suo Sindaco con sede a Palazzo Marino di fronte al Teatro alla Scala, uno dei simboli di Milano universalmente conosciuti come il suo (pardon! Nostro) Duomo, eppure la maggioranza dei suoi cittadini, 1.396.059 al 31712/2019, non sa che per legge hanno il diritto di eleggere, solo quelli di loro residenti che hanno compiuto 18 anni, anche il sindaco della Città metropolitana di Milano.

Il sindaco metropolitano (capirete presto perché con la “esse” minuscola ha sede a Palazzo Isimbardi, in corso Monforte, la sede della ex Provincia di Milano, che di abitanti ne ha 3.279.944, se non fosse stata mutilata dell’attuale Provincia di Lodi nel 1992 e nel 2004 della Provincia di Monza e Brianza, ne avrebbe 4.388.818, il 43% dell’intera Lombardia.

I cittadini di Milano non sanno di avere questo privilegio, ma credo che non gliene importi molto, perché ignorano quali siano le competenze della Città Metropolitana, ma soprattutto sanno che non importa al loro Sindaco, a cominciare da Pisapia, il primo ad occupare 2 poltrone. La Città metropolitana è stata definitivamente istituita dalla legge del 7 aprile 2014 n. 56, sostituendo a partire dal 1º gennaio 2015 la preesistente provincia di Milano, quando Pisapia era alla fine del suo mandato, si sarebbe votato nel giugno del 2016 e, probabilmente aveva già maturato l’intenzione di non brigare per un secondo mandato.

Quindi era giustificato, ma Sala, che aveva annunciato la sua candidatura alle primarie nel dicembre 2015 lo sapeva, che gli spettavano 5 anni di sindaco metropolitano, che ora diventeranno 10. Eppure per annunciare la sua ricandidatura sceglie il giorno di Sant’Ambrogio, il santo patrono di Milano, non della seconda città metropolitana, Sesto San Giovanni è dei suoi 81.841 abitanti e neppure dei 649 abitanti di Nosate, l’ultimo comune, che è la Madonna del Carmine. Nei 5 anni passati ha delegato tutti i compiti e le rogne al Consigliere Comunale suo delegato e lo stesso farà nei prossimi 5 a meno che non ci sia un sussulto di consapevolezza politica in questa nostra città, prostrata dalla pandemia, anche per manchevolezze delle istituzioni preposte a cominciare dalla Regione Lombardia.

Il candidato Sindaco del Comune di Milano dovrà dire se agirà per avere la legge statale prevista dall’art. 1 c. 22 della legge n. 56/14 interloquendo con il Governo e i partiti di maggioranza, ma non solo.

La previsione del vigente Statuto all’articolo 20 – Sindaco metropolitano. Elezione diretta 1. Il Sindaco metropolitano è eletto a suffragio universale è, parzialmente ambigua, perché il sindaco di Milano è eletto direttamente dei cittadini anche ora, ma solamente da quelli milanesi. Deve essere chiaro, che a regime, l’elezione sia da parte di tutti i cittadini residenti nei comuni metropolitani, come interpretazione autentica, in conformità a quanto previsto dall’articolo 24 – Elezione del Consiglio metropolitano 1. Il Consiglio metropolitano è eletto a suffragio universale e diretto dai cittadini iscritti nelle liste elettorali dei comuni facenti parte del territorio metropolitano.

Per Milano e Napoli il legislatore statale ha previsto una norma speciale acceleratoria dell’elezione diretta, che la rende indipendente dalle scelte regionali, dunque il candidato Sindaco di Milano, Sala o chiunque altro si candidi, dica con chiarezza e prima delle elezioni, se la vuole o no e agisca in conseguenza.

Enunci i criteri per la ripartizione in zone omogenee del territorio metropolitano e il rafforzamento delle zone di decentramento, una sfida che il candidato al secondo mandato e non più candidabile ha tutto l’interesse e la possibilità di affrontare e vincere: chiunque altro potrebbe essere solo imbarazzato dalla copresenza di due sindaci eletti a suffragio universale dentro alla cerchia delle mura spagnole.

Le forze politiche che intendono proporre candidati alla carica di Sindaco di Milano non devono soltanto accennare nei programmi al futuro della Città Metropolitana, ma anche comportarsi in conseguenza, specialmente se vorranno organizzare primarie, per essere credibili, dovranno essere aperte a tutti i cittadini metropolitani non milanesi. Sono la maggioranza degli amministrati 1.883.885 vs. 1.396.059, cui la legge Delrio ha sottratto il diritto di voto, che possano almeno dare il loro parere sul candidato Sindaco di Milano/sindaco metropolitano.


Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.