Elezioni Regionali “Puglia”

«Non avendo chiesto l’autorizzazione pubblico questa riflessione come anonimo pugliese meneghino. La rinascita del sud o dei suoi figli opra sarà o non ci sarà nulla da fa’: Ero in Puglia la settimana prima del voto. In Puglia il voto ce lo si aggiudica a pacchetti di migliaia tramite opzioni put cum warrant che hanno uno strike price di circa 30 euro che in alcuni casi può addirittura scendere (la garanzia consiste nel comunicare sezione di appartenenza e codice della tessera elettorale quando si esercita l’opzione). I market mover ovviamente allignano in tutto il sud nelle liste di sostegno; onde evitare rischi i partiti con codice etico se ne tengono alla larga. Ora, Renzi ragiona così: quelli son voti miei, alle politiche stante l’attuale legge elettorale con premio abnorme quei market mover vorranno agire sulla mia piazza, il Pd perchè garantisco la riuscita. Mi accaparro i migliori, e in questo le regionali hanno un valore segnaletico, e rivinco. Funziona al sud, ovviamente non funziona in Veneto e al nord in generale. E tuttavia nelle politiche la palla tornerà al centro e sarà il Nazareno che appalterà direttamente le….licenze.

Fin qui nulla di nuovo. Il problema drammatico ma veramente drammatico è che il Sud lasciato nelle mani di classi dirigenti autoctone (Emiliano o De Luca fa pochissima differenza) è destinato a una forma di deriva continentale che lo avvicinerà sempre più alla costa africana. Un esempio concreto: la xylella fastidiosa che ha provocato l’eradicazione di ulivi secolari nel salento è il frutto di :

1) pregiudizi ancestrali degli agricoltori nei confronti della cultura agronomica in nome di un malinteso senso della tradizione che più che altro è un mix di ignoranza e superstizione. Ancora oggi !!!!! Altro che digital divide.

2) Inanità dell politica agricola regionale; atteggiamenti specualtivi in attesa di stati calamitosi sui quali molti contavano e contano di lucrare finanziamenti a pioggia.

3) In spregio a quel principio di precauzione che rende tipicamente un ceto, quello agricolo, attacato alla terra e quindi conservatore, hanno rischiato non intervenendo, per tempo, con l’efficacia dovuta, con il risultato che l’epidemia gli è sfuggita di mano.

4) Un volta combinato l’inguacchio accortisi che chi fa la PAC in Europa ne approffittava per penalizzare un concorrente in difficoltà hanno ripreso il chiagni e fotti tipicamete levantino.

Torniamo a bomba, l’elettorato al sud è più mobile di una banderuola e i voti ce li si aggiudica su un mercato che non è quello dell’offerta politica. E allora il cerchio lo si quadra con il “Teorema Napolitano” il quale insieme a suoi sodali napulitani com’ a iss conosce benissimo ‘sta situazione ed è persuaso che l’unica soluzione realistica sia porre un filtro tra l’esito elettorale e quello governativo. Tutta la presidenza di Napolitano i cui nefasti effetti proseguono con Renzi si fonda su questo teorema. E chest’è, come diceva Eduardo.

Fummo fatti per soffrire e ci riusciamo. Benissimo.

Felice Besostri

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.