ELEZIONI METROPOLITANE NON DEMOCRATICHE

Per non perdere l’esercizio ho preso in esame la legge elettorale per le città metropolitane, e ritengo che a distanza di 7 anni norme della legge n.56/2014 siano incostituzionali. Specialmente nelle città metropolitane con più di 3 milioni di abitanti (Roma, Milano e Napoli), ma in particolare per le ultime due, perché a Roma gli abitanti del comune capoluogo (2.783.804), sono più numerosi di quelli metropolitani (1.443.784), quasi il doppio.

A Milano, invece 1.397.715 abitanti, pari al 43%, decidono chi sarà il Sindaco Metropolitano di una città metropolitana di 3.249.821 abitanti, di cui 1.852.106 non milanesi.

A Napoli invece 940.940 partenopei, pari al 31,18%, decideranno il Sindaco Metropolitano di 3.017.658 cittadine e cittadini, ben 2.077658 in più.

Eppure sarebbe semplice rispettare la democrazia e gli artt. 48 e 51 Cost.

ART. 1 legge n. 56/2014 comma 19. Il sindaco metropolitano è di diritto il sindaco del comune capoluogo, basterebbe aggiungere “e alla sua elezione diretta, se prevista dallo Statuto della Città Metropolitana, partecipano i cittadini, iscritti nelle liste elettorali dei comuni, che ne fanno parte“.

Questo è possibile grazie alla legge n.56/2014, art. 1 comma 22. Lo statuto della città metropolitana può prevedere l’elezione diretta del sindaco e del consiglio metropolitano con il sistema elettorale che sarà determinato con legge statale. E’ inoltre condizione necessaria, affinché’ si possa far luogo a elezione del sindaco e del consiglio metropolitano a suffragio universale, che entro la data di indizione delle elezioni si sia proceduto ad articolare il territorio del comune capoluogo in più comuni.  A tal fine il comune capoluogo deve proporre la predetta articolazione territoriale, con deliberazione del consiglio comunale, adottata secondo la procedura prevista dall’articolo 6, comma 4, del testo unico.

La proposta del consiglio comunale deve essere sottoposta a referendum tra tutti i cittadini della città metropolitana, da effettuare sulla base delle rispettive leggi regionali, e deve essere approvata dalla maggioranza dei partecipanti al voto.  E’ altresì necessario che la regione abbia provveduto con propria   legge all’istituzione dei nuovi comuni e alla loro denominazione ai sensi dell’articolo 133 della Costituzione. 

In  alternativa a quanto previsto dai periodi precedenti, per le sole città metropolitane con popolazione superiore  a  tre  milioni  di  abitanti[1],  è  condizione necessaria, affinché’ si possa far luogo ad elezione  del  sindaco  e del consiglio metropolitano a suffragio universale,  che  lo  statuto della città metropolitana preveda la costituzione di zone  omogenee, ai sensi del comma 11, lettera c), e che il  comune  capoluogo  abbia realizzato la ripartizione del proprio territorio in zone  dotate  di autonomia amministrativa, in coerenza con  lo  statuto  della  città metropolitana]

[1] Roma (4.227.588 abitanti cens.2011), Milano (3.249.821 abitanti), e Napoli (3.017.658 abitanti).

Credo che tutti i candidati lo ignorino, provi a sondarli se sono disponibili a farsi eleggere dai metropolitani.

Lettera esplicativa

La situazione è scandalosa., basta guardare alle tabelle

Solo Roma, Palermo e Genova hanno gli abitanti del capoluogo in maggioranza, tre su 14. I metropolitani non del capoluogo sono il 31,58% a Genova, il 34,15% a Roma e il 47,24% a Palermo

Gli esclusi vanno dal 56,99% di Milano, ai 74,40% di Bari e al 72,41% di Catania, sopra al 66,66%, i 2/3 degli abitanti ci sono Napoli, Venezia, e Reggio Calabria

Per arrivare all’elezione diretta del sindaco Metropolitano e del consiglio metropolitano la procedura è lunga ma un segnale può essere dato per le città metropolitane con più di 3 milioni di abitanti, che consentirebbe di far partecipare all’elezione diretta del Sindaco tutti gli elettori metropolitani in rappresentanza degli abitanti dei comuni non capoluogo, che sono la maggioranza a Milano e Napoli.

Posso scrivere qualcosa per Consulta on line?

C’è una ferita aperta alla democrazia perpetrata dalla legge n. 56/2014, cui non si può porre rimedio salvo che per le città metropolitane con più di 3 milioni di abitanti.

Questa maggioranza dia un segnale, che tranquillizzi Agamben e Cacciari.

Gli abitanti metropolitani coinvolti dalle prossime elezioni sono 13.727.602 che sono il   23,09% dei 59.433.744 abitanti dall’ultimo censimento generale della popolazione italiana del 2011.

La popolazione delle tre città metropolitane maggiori ascende a 10.495.067, pari al 17,65%, poco più di un sesto dell’intera popolazione italiana, distribuita su 346 comuni molto differenziati, tra piccoli, medi e grandi e collocati al NORD, al CENTRO e al SUD, una seria, attendibile e qualificata rappresentanza della popolazione italiana, più di quella delle politiche del 2018 e delle stesse europee del 2019.

Dovrebbe essere interesse di tutti, specie nel semestre bianco, conoscere le intenzioni di voto. Sarebbe poi una risposta alle preoccupazioni sul futuro della democrazia espressi dai filosofi AGAMBEN a CACCIARI.

Tecnicamente è facile basta l’emendamento all’art. 1 c. 19 della l.56/2014 che suggerisco: ART. 1 legge n. 56/2014 comma 19. Il sindaco metropolitano è di diritto il sindaco del comune capoluogo, basterebbe aggiungere ” e alla sua elezione diretta, se prevista dallo Statuto della Città Metropolitana, partecipano i cittadini, iscritti nelle liste elettorali dei comuni, che ne fanno parte”.

LETTERA APERTA AI CANDIDATI SINDACI DEL COMUNE DI MILANO

Car* Candidat*,

in questa campagna si parla pubblicamente molto poco, quasi niente, della Città Metropolitana di Milano, quasi che non si sappia o non si voglia far sapere agli elettori che i candidati sindaci di Milano sono, forse “a loro insaputa” anche candidati allacarica di SINDACO DELLA CITTA’ METROPOLITANA DI MILANO, ente territoriale che corrisponde, come superficie e abitanti, alla ex Provincia di Milano in forza della legge Delrio del 2014.

L’art. 1 legge n. 56/2014 comma 19 della legge n. 56/2014 stabilisce, infatti, che “Il sindaco metropolitano è di diritto il sindaco del comune capoluogo”: una disposizione che vale per tutte le Città Metropolitane, che sono 14, dalla più popolosa Roma alla più piccola Cagliari. L’elezione diretta degli organi metropolitani è prevista, ma con procedure complesse che prevedono leggi regionali e statali ed anche referendum, ma era possibile fare un’eccezione per le tre maggiori Città Metropolitane, Roma, Milano e Napoli, bastava volerlo. Infatti l’art. 1 comma 22 della legge 56/2014 nel suo ultimo periodo dispone che “In  alternativa  a   quanto previsto dai periodi precedenti, per le sole città metropolitane con popolazione superiore  a  tre  milioni  di  abitanti,  è  condizione necessaria, affinché’ si possa far luogo ad elezione  del  sindaco  e del consiglio metropolitano a suffragio universale,  che  lo  statuto della città metropolitana preveda la costituzione di zone  omogenee, ai sensi del comma 11, lettera c), e che il  comune  capoluogo  abbia realizzato la ripartizione del proprio territorio in zone  dotate  di autonomia amministrativa, in coerenza con  lo  statuto  della  città metropolitana.

Lo Statuto della Città Metropolitana di Milano prevede, già al suo art. 20 c.1 che “Il Sindaco metropolitano è eletto a suffragio universale.” Lo si è previsto, ma non si presa nessuna iniziativa da parte del Comune, sia maggioranza che opposizione, o dei partiti milanesi rappresentati in Parlamento ed anche al Governo e c’era il tempo approfittando del decreto-legge 5 marzo 2021, n.  25, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 maggio 2021, n. 58.

Siete candidati, quindi credete nella democrazia rappresentativa. Vi fa pensare il fatto che gli abitanti della città di Milano sono ufficialmente 1.397.715, mentre quelli degli altri comuni metropolitani 1.852.106, quindi sono il 56,99% dei 3.249.821 di abitanti complessivi? L’ultima volta che i milanesi hanno votato per il loro sindaconel 2016 sono stati 537.619, mentre i metropolitani che hanno votato per l’ultima volta per il Presidente della Provincia nel 2009 sono stati più numerosi, cioè 1.600.527: i milanesi sono stati appena il 33,50% dei votanti, quindi una minoranza che ha scelto anche il Sindaco metropolitano.

Quale è la vostra opinione? I cittadini elettori della Città metropolitano dovrebbero almeno votare per scegliere il loro sindaco, che per legge è di diritto il sindaco del Comune di Milano?

ALLEGATI


Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.