Dichiarazione di Felice Besostri su “Statuto M5S”

Ad rettifica di notizie stampa ed ad integrazione delle dichiarazioni dell’avv. Besostri pubblichiamo la mail prontamente inviata ad esponenti del M5S
Data: 3 gennaio 2018 alle 17.20
Oggetto: dichiarazioni su Statuto

Da una lunga conversazione sono state estrapolate parti, che evidentemente hanno maggior interesse per chi ascolta.

1) Premessa indispensabile e che in Italia manca una regolamentazione organica dei Partiti come invece nei maggiori paesi europei come Francia e Germania,

2) Le operazioni elettorali preparatorie hanno avuto poca attenzione. Le candidature ufficiali e valide sono unicamente quelle depositate dai delegati o loro sostituti di chi ha la rappresentanza pubblica del Partito, anche se difformi da quelle deliberate dall’organo competente. Non è nemmeno obbligatorio avere uno Statuto. Come diceva il più grande politologo di tutti i tempi M. de la Palice chi non è candidato non può essere eletto, quale che sia il sistema elettorale: proporzionale, maggioritario o misto.

3) Le norme interne di un Partito o Movimento politico organizzato, gli unici che potrebbero presentare liste ex art. 14 dpr. 361/1957 non sono oggetto di controllo di costituzionalià perché non sono leggi o aventi forza di legge, quindi non possono essere costituzionali o incostituzionali, ma la loro validità dipende da un giudice in caso di contenzioso.

4) Mi risulta che un movimento politico abbia richiesto a chi fosse candidato in posizione eleggibile una fidejussione di 500 milioni di lire, che ha un costo di 50 milioni. ovviamente senza metterlo in nessun statuto o regolamento, come per il regolamento di fine vita: in attesa della legge di fatto si staccava la spina senza dirlo.

5) Da sempre alcuni gruppi parlamentari si fanno rilasciare una delega per il ritiro di parte delle indennità variabili dei Parlamentari, cifre di gran lunga superiori ai 300 euro mensili richiesti da M5S. Questa ragione giustifica migrazioni nel gruppo misto, meno esoso dei gruppi che corrispondono ad un partito politico.

6) Se uno paga quanto previsto nessun problema e non può nemmeno chiederne la restituzione. Il problema si pone in caso di esplusione, che può essere impugnata e comunque con l’espusione viene meno il vincolo associativo e quindi il titolo per ripetere la somma. In ogni caso i Partiti sono libere associazioni e il Parlamentare come tale non è soggetto ad alcun vincolo di mandato e l’interessato può eccepirre che la clausola è contraria ad una norma imperativa di ordine pubblico e quindi non derogabile nemmeno consensualmente.

Come potere vedere un abisso tra le mie idee e gli estratti pubblicati. Siete autorizzati a pubblicare questa mia dichiarazione.

Felice C. Besostri

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.