Di male in peggio:Italicum e superamento del bicameralismo

In risposta all’articolo di Francesco Baicchi su liberacittadinanza

«L’appello è condivisibile però, se non trova un collegamento in Parlamento, si fa un inutile appello in più.Buono per dire alla progenie:” Noi l’avevamo detto! Avevamo visto giusto!” Secondo me non basta dire di NO dobbiamo elaborare  una controproposta. Ci siamo accorti che con la legge elettorale per la sola Camera si è ottenuto che non si riducessero i deputati?.L’Italicum è un abito su misura per 630 deputati. Con quella legge elettorale uscita  dalla Camera è chiaro che non si riduce il numero dei deputati (cfr art 1 c. 17 di modifica dell’art.83 DPR 361/1957 nuovi c.1 n.7  e c.2 di detto art. 83). 340 seggi sono il 54,2% dei seggi su 630 altro che il 52% e il premio è più del 15%, ma il 16,80%. Se poi lo calcoliamo sui 618 nazionali, ciòe escludiamo gli letti nella ciscoscrizione estero, è il 55% più del porcellum. . La disinformazione è totale. Con le vecchie proposte di 400 deputati e 200 senatori si risparmiava di più: infatti 600< 630+ 21 (si può prevedere che chi riceva un’indennità come  consigliere regionale o sindaco non prenda nulla, ma i 21 nominati dal Presidente della Repubblica?. Devono essere ricchi di loro ovvero collocati fuori ruolo e pagati dalla Pubbliche Aministrazioni di appartenenza? E se il Presidente volesse nominare un libero professionista o uno scrittore?). Tra i firmatari ci sono personaggi che richiesti di intervenire per rompere il muro di silenzio sui  ricorsi contro  il porcellum si son ben guardati di muovere un dito. Senza un Parlamento eletto nel 2013 con la legge elettorale incostituzionale non sarebbe a questo punto. La meritoria sentenza della Corte Costituzionale ha tuttvia legittimato future leggi elettorali incostituzionali, almeno fino a quando non fosse data attuazione a quanto aveva previsto l’art.44, c. 2 lett d) della legge 69/2009 (la norma di delegazione con cui si è approvato il codice del processo ammistrativo) ovvero, ma è speranza al lumicino vista l’esperienza dei ricorsi  contro la legge elettorale per le Europee (dei 6 tribunali aditi 3 hanno già trovato il modo di andare a dopo le elezioni del 25 maggio), trovare un giudice che abbia il coraggio si sollevare questione incidentale di costituzionali per violazione dell’art. 76 Cost degli artt. 129 e 130 c.p.a. per non essersi attenuti ai principi e criteri direttivi della legge delega. Il Governo delegato doveva razionalizzare e unificare i ricorsi elettorali, comprendendo per la prima volta le operazioni elettorali  preparatorie di Camera e Senato, sottratte al controllo giurisizionale dalle SS.UU. grazie ad un’iterprerazione estensiva dell’art. 66 Cost..

Il ddl governativo non cambia l’art. 66 lasciando arbitre le GIUNTE DELL’ELEZIONI, il cui ruolo è stato ridimnsionato dalla sentenza 1/2014. Il momento cui non retroagiscono le sentenze dell Corte Costituzionle è la proclamazione degli eletti e non la loro convalida. Si doveva  come in Germania dare alla Consulta le impugnazione sulle decisioni in materia di eleggibilità e convalida. Allo stato una legge incostituzionale come l’Italicum potrebbe essere usata nelle prosssime elezioni e quandanche si arrivsse rapidamente alla Consulta non si può sapere cosà farà nella nuova composizione (ne scadono 4 tra giugno e novembre 2014, 2 di nomina parlamentre e 2 di nomina presidenziale), ma anche sr annullasse in parte qua l’Italicum la Camera resterebbe in carica e potrebbe cambiare la costituzione, come sta facendo quella eletta con il Porcellum.

Felice Besostri

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.