COME SI VOTA IL CAPO DELLO STATO IN GERMANIA

Elezione e candidati. In Germania prima di ogni votazione devono essere proposti i nomi dei candidati, che devono accettare la candidatura. Se non c’è l’accettazione i voti per loro sono nulli. Da noi si fa finta che si possa essere eletti a propria insaputa. Senza candidature da chi dovrebbero essere ispirati i componenti dell’assemblea presidenziale?

di Felice Besostri |

Il difetto sta nel manico l’anomalia di una elezione senza candidati. In Germania con il Presidente Federale, assolutamente paragonabile al nostro come figura di garanzia ci sono candidati. Per combinazione ne abbiamo eletti finora lo stesso numero 12 e il prossimo sarà il XIII. In Germania l’assemblea federale si terrà dopo le nostre il 13 febbraio, ma convocato con largo anticipo il 20 aprile 2021, perché i Lander, che sono Stati, devono eleggere 734 componenti dell’assemblea, cioè lo stesso numero deputati del Bundestag, noi ne abbiamo 58, che si vuol ridurre a 41.

Ebbene in Germania prima di ogni votazione devono essere proposti i nomi dei candidati, che devono accettare la candidatura. Se non c’è l’accettazione i voti per loro sono nulli. Da noi si fa finta che si possa essere eletti a propria insaputa. Senza candidature da chi dovrebbero essere ispirati i componenti dell’assemblea presidenziale? Dallo spirito santo, o piuttosto dai “pizzini”, di chi li ha nominati come succede dalla legge 270/2005, il famigerato Porcellum? O dalle promesse sottobanco di vantaggi personali?

Un illustre costituzionalista, Quirino Camerlengo, su queste pagine, ha sostenuto che è giusto così perché il Presidente non è una carica politica. Un’argomentazione non convincente, che confonde la candidatura con la propaganda politica. Proprio perché non è una carica politica non deve avere un programma per il settennato, o mettersi a distribuire volantini davanti a Montecitorio se non facesse parte dell’Assemblea. Un candidato così, o anche che partecipasse a talk show, sarebbe squalificato e squalificato il paese che lo eleggesse. Per un candidato presidente deve parlare la sua biografia, quello che ha fatto, scritto o dichiarato. Non vi deve essere discussione in assemblea, solo votazioni.

In Germania lo stabilisce una norma di rango costituzionale l’art. 54 GG, che non si discute eppure ci sono i candidati. Il Presidente uscente ha dichiarato da un paio di mesi, che intende ricandidarsi per un secondo mandato. Si è parlato tra le forze politiche ed è altamente probabile, che sarà riconfermato. Da noi in passato non si è rispettata nemmeno la segretezza del voto. Da quando Bertinotti e la Boldrini hanno fatto leggere le schede e non il solo cognome come si usava fino all’elezione di Scalfaro. Questa volta dovrebbe essere letto solo il cognome per salvaguardare la segretezza del voto e evitare il giochino di “marcare” il voto co Pinco Pallo, Pallo Pinco, P. Pallo, Pallo P., on. Pinco Pallo, on. Pallo Pinco, Pinco on. Pallo, Pallo on. Pinco . Già cos’ si sarebbero potuti individuare 8 gruppi di votanti.

Leggendo solo i cognomi una candidatura che preoccupa e indigna sarebbe ritirata prima del 24 gennaio o, comunque non sopravviverebbe alla prima votazione. Cosa fare non sono manifestazioni o appelli firmati da Illustri personaggi, ma una semplice regoletta, che a mio avviso, ma quando insegnavo all’università diritto pubblico comparato ero un semplice ricercatore confermato, può decidere da solo il presidente della seduta. Per scrupolo può sentite la Giunta per il Regolamento o suscitare le opinioni di tutti i costituzionali o degli ex presidenti e vicepresidenti della Corte Costituzionale . Assicurare la segretezza del voto è essenziale per consentire a parlamentari nominati, non eletti, di rappresentare la Nazione senza vincoli di mandato, come vorrebbe che facessero l’art. 67 Cost.

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Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.