Citazione ex sen. Minzolini per passare dalle parole ai fatti. Appello ai parlamentari

Cari senatori e deputati,

vi allego alcune norme correlate all’interdizione dai pubblici uffici che nella discussione in Senato sulle dimissioni di Augusto Minzolini sono state dimenticate. capisco la volontà di chiudere in fretta una vicenda nella quale con l’approvazione dell’OdG ex art. 135-ter Regolamento del Senato, la Camera alta del Parlamento italiano salvata dagli elettori il 4 dicembre non ci abbia fatto una bella figura: speriamo che non faccia pentire nessuno di quelli che hanno votato NO. Tuttavia non si doveva consentire che dalla vicenda un condannato per peculato ed interdetto dai pubblici uffici ne uscisse come vincitore morale. Se ne è andato per volontà sua, non per una condanna passata in giudicato. E vero che il testo dell’OdG per futura memoria non contiene nessuna delle ragioni per le quali è stato approvato, come la presenza di un ex parlamentare nel collegio della corte d’Appello di Roma, la condanna in misura che non consentisse la sospensione condizionale della pena, per non parlare del fumus persecutionis, che non poteva essere invocato a fronte di una sentenza di condanna passata in giudicato e che era stata trasmessa al Senato dal PM del Tribunale di Roma.

Per ragioni a me incomprensibili la Giunta delle elezioni invece di avviare una doppia procedura per dare esecuzione alla condanna e all’applicazione della Severino, si limitava a quest’ultima. Possibile che in quel consesso non specializzato non sapessero che l’interdizione dai pubblici uffici si applica anche in caso di sospensione condizionale della condanna, quindi anche nel caso di condanna a due anni, perciò fuori dal campo di applicazione della Severino. In occasione dell’accettazione delle dimissioni possibile che nessuno gli abbia chiesto dopo il suo discorso alato, che intenzioni avesse rispetto al malloppo ingiustamente percepito dal 13 novembre 2015, dal 18 febbraio 2016 o dal 8 marzo 2016 (data della cancellazione dalle liste elettorali), ci sono diverse teorie in proposito.

Questa faccenda spinosa e squallida è mai stata sollevata in ufficio di Presidenza, con una messa in mora dei questori o in sede di approvazione dei conti del Senato? Non trovo giusto che solo cittadini elettori svolgano un’azione di supplenza, quando ci sarebbero altri strumenti più rapidi ed efficaci rispetto ad un’azione giudiziaria assolutamente inedita. Molti parlamentari hanno sottoscritto i ricorsi contro l’Italikum non dando spontaneamente [infatti nessuna richiesta è stata fatta dal centinaio di avvocati che hanno lavorato ai 23 ricorsi pro bono] nessun contributo, nemmeno per le spese di notifica e la stampa delle copie. Grazie a 5 ordinanze di remissione l’Italikum è stato parzialmente annullato, il lavoro non è finito.

Quattro giudizi sono in appello, due dei quali con condanna alle spese di giudizio nel complesso superiori a € 10.000, 00 (diecimila/00), senza che ci sia stata solidarietà e 12 sono in attesa di decisione, con alcuni tribunali che se la prendono comoda, come se non si dovesse votare al più tardi entro 5 anni dal marzo 2013, data di insediamento delle Camere elette con una legge elettorale incostituzionale. Alcuni elettori hanno studiato un’azione giudiziaria di cui vi trascrivo le conclusioni, l’atto nella sua interezza sarà a disposizione di quei parlamentari che lo vorranno sottoscrivere.

CITANO

con contestuale notifica dell’atto per notizia al Pubblico Ministero presso il Tribunale di Roma e al Consigliere anziano del Servizio di Ragioneria del Senato della Repubblica Dott. Paolo Cacopardo, il signor Augusto Minzolini, nato a Roma il 3 agosto 1958 ed ivi residente in via dei Coronari n. 14, a comparire davanti al Tribunale di Roma, Giudice designando, il [novanta giorni dopo la notifica] ore di rito, ed a costituirsi venti giorni prima dell’udienza indicata e con l’avvertenza che la costituzione oltre il detto termine comporterà le decadenze di cui agli art. 167 e 38 c.p.c. e che in mancanza di costituzione si procederà in loro contumacia, per sentire accogliere le seguenti

CONCLUSIONI

Voglia il Tribunale di Roma, dichiarata la propria competenza, di accertare e dichiarare il diritto degli attori-elettori titolari del diritto di voto in conformità alla Costituzione di essere rappresentati in Senato – ai sensi dell’articolo 58 secondo comma della Costituzione – da un senatore iscritto nelle liste elettorali e non interdetto dai pubblici uffici, e che il convenuto signor Augusto Minzolini in quanto interdetto dai pubblici uffici da sentenza passata in giudicato ha l’obbligo di restituire tutti gli emolumenti percepiti dall’amministrazione del Senato della Repubblica in quanto senatore della Repubblica, in misura da determinare nel loro esatto ammontare in separato giudizio anche per accertare l’entità delle somme ritenute per ragioni fiscali o trattenute ad altro titolo a far tempo dal 13 novembre 2015 o in via subordinata dalla data di pubblicazione della sentenza in data 17 febbraio 2016 e fino alla data della cessazione della carica per dimissioni o decadenza, con compensazione delle spese di giudizio anche in caso di vittoria in quanto gli attori non agiscono per un privato interesse ma in quanto componenti del corpo elettorale attraverso il quale il popolo esercita la sovranità, che gli appartiene in forza dell’art. 1 c. 2 Cost.

Mi scuso se ho rovinato la festa per le dimissioni di Minzolini, ma aver assistito in diretta alle dimissioni mi ha depresso, ma non quanto leggere i giornali dell’indomani o aver visto i telegiornali.

Felice C. Besostri

P. S. i parlamentari e i leader politici destinatari resteranno anonimi, non si vuol mettere in imbarazzo nessuno

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.