Besostri: “Nella riforma c’è un cavillo che blinda i vitalizi dei parlamentari”

Il giurista ed ex senatore, esponente del fronte del No: “Ho scritto a Renzi per segnalargli la portata della frasetta inserita nel comma 3, ma non mi ha risposto”

“Da ex parlamentare ho voluto ringraziare Renzi perché, contrariamente agli slogan anti-casta della sua campagna, con la riforma è riuscito a salvare i vitalizi, compreso il mio, costituzionalizzandoli”. Felice Besostri è uno dei giuristi che hanno combattuto e vinto, a colpi di ricorsi, la battaglia contro il Porcellum e che ora hanno ingaggiato quella contro l’Italicum. Ex parlamentare, attivissimo esponente del comitato del No, pochi giorni fa ha scritto una mail al premier in cui ironicamente lo ringrazia per aver inserito nella riforma un cavillo che metterebbe al sicuro il suo vitalizio e quello di altri 2700 ex parlamentari o loro superstiti.

Avvocato Besostri di che norma sta parlando?
“Ho scoperto che nell’articolo 40 della riforma, quello delle disposizioni finali che pur non entrando nella Carta hanno valore costituzionale, è stata inserita una frasetta di portata ampia e generica nel comma 3, che riguarda i servizi e i dipendenti di Camera e Senato: “Restano validi a ogni effetto i rapporti giuridici, attivi e passivi, instaurati anche con i terzi”.

Effettivamente è una norma molto generica, cosa significa secondo lei?
“Si sistemano tutti i contratti fatti dalle Camere in regime di autodichia (il potere di giudicare in autonomia i ricorsi sui suoi atti amministrativi, ndr) e si salvano tutti i rapporti giuridici con una formula talmente  ampia che ricomprende necessariamente anche i vitalizi”.

Ma non potrebbe riferirsi solo ai rapporti che riguardano dipendenti, affitti e fornitori?
“Se non ci fosse stato scritto ‘anche con i terzi’ poteva essere così, ma i dipendenti non sono terzi, mentre lo sono ormai gli ex parlamentari”.

E se si trattasse di una svista?
“No, la norma è stata inserita con un emendamento presentato come primo firmatario da Ugo Sposetti, che è un senatore pd assai esperto. Certo molti altri, anche tra quelli che hanno sottoscritto la modifica, non sapevano che si trattava di salvare i vitalizi”.

Ma anche se i vitalizi vengono costituzionalizzati non cambia nulla, visto che comunque gli ex parlamentari, sia pure in forme diverse, continuano a prenderli
“Oggi non cambia nulla, ma se un Parlamento un domani volesse fare una legge per rivedere o abolire questi assegni, i detentori dei vitalizi potranno andare davanti ad un tribunale e dire che è contro la Costituzione. Solo una legge costituzionale ormai potrà modificarli”.

E secondo lei è sbagliato?
“Io non sono contro i vitalizi, ma se si voleva costituzionalizzarli bisognava discuterne pubblicamente, in modo trasparente. E comunque una norma di diritto privato non doveva stare lì”.

Ma Renzi poi le ha risposto?
“Fino a questo momento no”.

Fonte: La Repubblica

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.