Basta ai giochi al massacro nella sinistra

Mancano procedure trasparenti e democratiche per le scelte comuni. Non basta che uno si candidi per primo. Su Navarra non c’era un consenso generale. Ho letto un’opposizione di principio, cui ho reagito a difesa di Navarra, per cui Navarra era un carrierista e poi aveva dei vizi capitali di essere stato dirigente di sinistra giovanile, di essere stato eletto con varie denominazioni dell’ex PCI, infine, di aver aderito al PD e di esserne uscito inizialmente con MDP.

Mi sembra che ci stia avvitando. Cominciamo a rispondere a domande semplici:
1) C’è spazio politico per quante liste a sinistra?
2) Questa lista deve essere caratterizzata nettamente a sinistra quindi anche con un progetto di società alternativo o essere civica e costituzionale?
3) La proposta di lista unitaria/unica con quale legge elettorale?
4) E’ una proposta da fare elezione per elezione o vale per un periodo per tutte le elezioni, nazionali-regionali-europee nel periodo concordato?
5) Ci si candida per fare testimonianza o per cambiare gli equilibri politici?
Chi risponde allo stesso modo definisce il perimetro entro il quale di decidono le procedure pubbliche e trasparenti per programmi, leadership e candidature. Se manca un consenso sulle precondizioni, si perde tempo, si litiga tra di noi, non si diventa attrattivi per nessuno e ci sarà spazio per far passare il messaggio che questa unità non ha altro scopo che tentare d superare le sogli di accesso specialmente quelle assurdamente elevate per il Senato e di salvare una rappresentanza parlamentare sovradimensionata grazie al premio di maggioranza alla Camera dalla vittoria per un pelo della coalizione Italia Bene Comune, che con il 29,55% ha avuto 344/630 seggi alla Camera, ciioè il 54,60% e 123/315 al Senato cioè il 39,04% e tutti eletti in liste bloccate: premio di maggioranza e liste bloccate dichiarati incostituzionali con la sentenza n. 1/2014 della Corte Costituzionale, ma dopo le elezioni.
Conclusione questo Parlamento ha approvato una nuova legge elettorale dichiarata incostituzionale nella parte più importante, cioè il premio di maggioranza dopo un ballottaggio a due e questo grazie ad un’iniziativa, per il cui successo i partiti che dovrebbero dar vita alla lista unitaria non hanno messo nulla , a parte singoli parlamentari per sensibilità personale di SEL, e isolatamente di PD e l’ex Scelta Civica e in misura maggiore di M5S.

Felice Besostri

Su l’Huffingtonpost Tomaso Montanari risponde a Paolo Mieli

A che serve la sinistra: una risposta a Paolo Mieli

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.