Intervista esclusiva ad AdL dell’on. Vittorio (Bobo) Craxi
rilasciata al condirettore Felice C. Besostri
Compagno Craxi, se mi permetti di usare questa espressione prima ancora della riunione di tutti i socialisti in un solo partito, hai assunto un’iniziativa politica coraggiosa, perché hai ritenuto ora il momento maturo?
C’è stata una spinta molto forte , determinata e sospinta dagli ultimi recenti avvenimenti politici , che hanno determinato una parte significativa , maggioritaria del Nuovo Psi , la convinzione che fosse arrivato il momento di dare vita ad una formazione più robusta del Socialismo Italiano , che raccogliesse assieme la domanda di unità politica dei Socialisti ed al vuoto politico di riformismo e di modernità , e di laicità che ancora il Centro-sinistra italiano denuncia. I Democratici di sinistra affrontano con altri toni ed altri atteggiamenti la questione socialista e la questione Craxi hanno dato , seppur in forme ancora modeste ed insufficienti , un contributo a questo disgelo politico.
I socialismi sono tanti, negli ultimi tempi abbiamo avuto la Terza Via di Blair/Giddens e il Neue Mitte di Schroeder, Tu Ti richiami al socialismo liberale. Non pensi che se vogliamo unire la famiglia socialista non sarebbe meglio parlare di socialismo tout court o al limite di socialismo democratico o riformista?
La questione non è soltanto semantica , riguarda assieme identità e contenuti di una forza politica socialista e riformista
Certamente le esperienze politiche in Europa tendono per ragioni evidenti ad assomigliarsi ed ad assottigliare le differenze ideologiche di un tempo. Tuttavia in Italia fare riferimento alle libertà civili , economiche , ha un senso politico molto chiaro che non viene assunto od assorbito dalla sola esperienza neo-socialdemocratica che appare difendere una visione ancestrale della sinistra guarda caso fatta da coloro che hanno sempre considerato la socialdemocrazia una pericolosa deviazione ed ostacolo alla rivoluzione Comunista.
A Fiuggi lo SDI e il Partito Radicale hanno concluso un’alleanza programmatica in vista delle politiche 2006. Secondo Te ci si deve fermare a quello stadio o i radicali dovranno essere una componente di un futuro partito socialista liberale e libertario?
Se si guarda alle battaglie civili e democratiche degli anni settanta ed ottanta , socialisti e radicali si sono comportati come correnti della sinistra sostanzialmente alleati.
Naturalmente il Psi fu un partito della tradizione del movimento operaio con una forte attitudine amministrativa prima e governativa poi; I radicali un movimento politico che faceva incursioni politiche dentro un sistema “partitocratrico” che Pannella ha sempre avversato sostanzialmente. Le cose naturalmente cambiano, anche gli uomini. L’esperienza internazionale di Emma Bonino e dei radicali fanno della nuova stagione radicale più una formazione politica a tutto tondo che un movimento che corre a briglie sciolte. Una corrente politica della sinistra libertaria che può contaminarsi con ciò che di vitale resta del movimento socialista d’ispirazione liberale e libertario.
Quando SDI, Nuovo PSI, Socialismo è libertà e, le varie altre organizzazioni di socialisti (io ne ho contate almeno una decina spesso con caratteristiche locali o regionali) si saranno riuniti avremo raggiunto l’obiettivo? Non è il caso di pensare in grande, cioè al Partito del socialismo europeo in Italia?
L’unità di questi socialisti deve puntare ad un’unità più allargata, questa deve essere naturalmente una prospettiva ed un obbiettivo di fondo. Affinché i processi maturino tuttavia bisogna rompere con tutte le diverse opzioni che sono state messe in campo in questi anni ed in questi recenti mesi ivi compresa l’idea di rinchiudere in un indistinto e confuso soggetto unico tutte le correnti della sinistra riformista sfuse attorno ad un albero di Ulivo. In Europa i movimenti hanno dei nomi e dei cognomi,delle storie , delle famiglie ,generare in provetta movimenti politici che non hanno consuetudini né radici non aiuta a rigenerare anche in Italia una democrazia plurale, che sappia tenere conto dei cambiamenti della storia,della modernità necessaria , che indichi il nuovo senza forzature e illogicità. Quanto al Partito del Socialismo europeo , io sono del parere che se viene espressamente messa sul terreno della discussione una prospettiva di federazione dei soggetti politici che fanno riferimento al socialismi europeo ed internazionale nessuno deve sottrarsi; Le cose devono essere viste nel loro insieme con la gradualità ed il realismo di tutti i percorsi politici convincenti.