Una proposta concreta laica e laicista alla riforma dell’otto per mille

 

La situazione attuale è del tutto insoddisfacente ed ingiusta.

Ogni contribuzione non può che essere volontaria e corrispondere alle intenzioni espresse.

Nelle caselle che consentono varie scelte a favore di confessioni religiose, di organismi rappresentativi di una comunità, come quella ebraica, o dello Stato non vi è neppure l’avvertenza per coloro che non fanno alcuna scelta, che il loro otto per mille andrà ai soggetti indicati in proporzione alle scelte degli altri.

La volontà di chi non individua nessun soggetto meritevole del suo otto per mille o che addirittura ne ha avversione, non è rispettata e ciò non è ammissibile.

La logica vorrebbe che una tale pratica sia abrogata e, comunque, che con la stessa evidenza con cui si individuino i destinatari, li si avverta che non facendo alcuna scelta li finanziamo (in proporzione diversa) tutti.

Un approccio riformista è invece quello di ammettere altre scelte, come subordinate della scelta a favore dello Stato.

Per fare un esempio, aggiungere la voce “Italiani all’estero” per protezione la rete consolare e la diffusione della lingua e cultura italiana, “Difesa delle lingue minoritarie storiche” per consentire ad un contribuente una scelta identitaria, “Protezione e restauro dei beni archeologici, monumentali e culturali”, “Salvaguardia dei parchi ed aree naturali, della flora autoctona e degli animali selvatici” o “Volontariato nella Cooperazione internazionale”,  “Ricerca scientifica sulle malattie genetiche e rare”, “Assistenza ai malati terminali o in coma” o per qualunque intervento ritenuto prioritario.

Il numero degli indecisi, che non scelgono, dovrebbe diminuire. Purché si ponga fine allo scandalo attuale, si può pensare di aumentare l’otto per mille al nove per mille per compensare la perdita del riparto proporzionale, finanziando l’incremento con le quote di chi non farà comunque una scelta.

Nessuna guerra di religione o guerra alla religione, ma un’azione concreta per rispettare la volontà dei contribuenti, che sono gli azionisti di questa nostra società.

Milano, 22 novembre 2005

Felice C. Besostri

 

 

P.S. Con la devolution ed il federalismo fiscale forse si potrà aggiungere un’indicazione di ambito regionale.