Perché la sinistra deve difendere l’esistenza e la sicurezza di Israele

 

Qualcuno a sinistra non parteciperà alla manifestazione del 3 novembre a Roma davanti all’Ambasciata Iraniana, perché la manifestazione sarebbe squilibrata a favore di Israele e non prevedendo parole d’ordine per i diritti palestinesi.

L’argomentazione è speciosa ed incongruente: ora si tratta di condannare senza riserve la minaccia di cancellare fisicamente Israele, dopo averla cancellata simbolicamente dalle carte geografiche.

Israele ha diritto, comunque, all’esistenza: nessun stato può essere cancellato ad iniziativa di un altro stato e ciò indipendentemente dal giudizio che si dia del suo governo.

Inoltre, mi ricordo centinaia di manifestazioni contro Sharon che non erano accompagnate da analoghe iniziative contro governi libertici del Medio Oriente.

La causa del diritto palestinese si difende condannando i kamikaze e le organizzazioni armate, che tolgono autorità alla legittima autorità palestinese.

Finché l’ANP non potrà far prevalere la legge sulla forza, non sarà mai credibile come governo, cui affidare la costruzione dello stato palestinese, come risultato della formula “due popoli, due stati”.

Chi è reticente sul diritto all’esistenza di Israele, rende più difficile la liberazione della Palestina dall’occupazione militare israeliana.

Chi non partecipa ora, con le sue parole l’ordine se vuole, è rimasto, finora, inerte nei confronti dell’opposizione del popolo iraniano, la prima vittima del regime fondamentalista sciita.

Nelle carceri iraniane si uccide senza processo e si torturano gli oppositori, anche i prigionieri di coscienza, cioè quelli che si oppongono al regime con la sola forza delle parole e della testimonianza.

Piuttosto che stare a casa, sarebbe meglio partecipare alle proteste contro la negazione dello stato di Israele e a fianco dei popoli iraniano, palestinese ed israeliano.

Per questo la manifestazione di Milano, davanti al Consolato iraniano, indetta dall’organizzazione Sinistra per Israele consente di riparare ad un errore di valutazione di alcune forze di sinistra e merita ancora maggiori adesioni: di tutti coloro che hanno a cuore il popolo palestinese come quello israeliano e iraniano. Non c’è libertà senza diritto all’esistenza.

Milano, 2 novembre 2005

Felice Besostri

co-presidente Sinistra per Israele