Appello: SE HAI IDEE CHIARE USI PAROLE SEMPLICI

Si sta per approvare una nuova legge elettorale. Il risultato finale non è ancora soddisfacente. Ma un punto fermo è che il prossimo Parlamento sia eletto con un sistema proporzionale per un’esigenza di verità dopo tre parlamenti eletti con una legge maggioritaria incostituzionale. Tuttavia i gruppi di potere che si sono impadroniti di Partiti, che non sono libere associazioni di cittadini per determinare con metodo democratico al loro interno e in concorrenza tra loro, come avrebbe voluto l’art. 49 Cost., se fosse stato attuato, non hanno rinunciato a manipolare il risultato finale predeterminando la composizione del futuro Parlamento per avere docili esecutori di decisioni prese da gruppi di interesse, di potere economico e finanziario, di corporazioni, sia italiani che stranieri. La nostra Costituzione vuole parlamentari che rappresentino esclusivamente la Nazione (art. 67 Cost.) e che esercitino la loro funzione pubblica con disciplina (morale non di partito) e onore (art. 54 Cost.) e che rappresentino degnamente il popolo, cui appartiene la sovranità (art. 1 c.2 Costituzione), che è stata calpestata con bel due leggi dichiarate incostituzionali in parti importanti.
Le nostre istituzioni democratiche sarebbero in pericolo se avessimo una terza legge incostituzionale. E’ una preoccupazione che il Presidente del Senato, Grasso, ha espresso ad alta voce in questi giorni e che speriamo sia condivisa nel suo pensoso ed isolato silenzio dal Presidente della Repubblica Mattarella.
Preoccupano le spinte ad accelerare la data delle elezioni, non perché si condivida la politica di questo governo, ma per la chiara intenzione di votare comunque prima di un  pronunciamento della Corte Costituzionale sulle parti non modificate delle leggi elettorali e su quelle nuove. Si ripeterebbe  lo scandaloso paradosso  del Parlamento eletto nel febbraio 2013 con una legge dichiarata incostituzionale  nel gennaio 2014 e che nella sua maggioranza ha tramato contro la democrazia approvando una legge elettorale incostituzionale l’Italikum e che ha persino tentato di manomettere la Costituzione con una deforma,  che con l’art. 40 c.3 ultimo periodo del ddl costituzionale Renzi-Boschi voleva sanare affari  coperti dall’autodichia delle Camere: una parola difficile, ma che significa che la giustizia ordinaria non si deve occupare non solo dell’elezione dei Parlamentari (art. 66 Cost.), ma neppure del personale e dei contratti con i privati , che forniscano beni e servizi alla Camere o facciano lavori per esse.
Questo documento è stato preceduto da una consultazione informale ed anche casuale tra persone di diverso orientamento politico e culturale e con diverse esperienze di vita. Anche per questo è stato complicato trovare una conclusione sulla natura e caratteristiche del quarto polo. Sia chiaro che non voglio promuovere nulla, gli impegni come coordinatore degli avvocati antitalikum sono sufficienti. No sarò il primo firmatario, ma inserirò il mio nome quando saranno pervenute qualche decina di adesioni all’indirizzo di posta elettronica in CC: (avvocatiantitalikum@googlegroups.com)
Di questo appello nessuno è padrone, purché siano mantenute le richieste minime  per la futura legge elettorale ciascuno è libero di definire secondo le  sue inclinazioni, aspirazioni, persino speranze o sogni le caratteristiche del quarto polo che dovrà nascere, per impedire che la soglia di sbarramento escluda dalla rappresentanza ben più del 5% complessivo degli elettori/elettrici, anche perché si gioca con le carte truccate  del voto utile, e congiunto, con la contemporanea richiesta di un’abnorme quantità di firme per i nuovi e l’esenzione totale per forze già  in Parlamento alla data del 1° gennaio 2014.
Buona Costituzione a tutti
Felice C. Besostri

SE HAI IDEE CHIARE USI PAROLE SEMPLICI

Le leggi elettorali sono complesse, tutti i sistemi elettorali hanno pregi e difetti, ma è chiaro che in democrazia la cosa più importante è che rappresentino  le cittadine e i cittadini e che rendano impossibile  imporre di forza le candidature di ubbidienti seguaci.

Lo scorso 4 Dicembre 19.421.025 di italiani, pari al 59,12%  hanno detto NO alla democrazia dell’uomo solo al comando. I sostenitori del SI’, quindi, non rappresentano la maggioranza degli italiani e delle italiane e ne devono ascoltare la voce e rispettare la volontà.

Camera dei Deputati e Senato della Repubblica sono state confermati come assemblee elettive, quindi deputati/deputate e senatori/senatrici devono essere eletti da tutti e non nominati da Renzi, Berlusconi, Grillo, Salvini o altri capi o capetti di partito.

Questo Parlamento è stato eletto con una legge incostituzionale: una gran parte grazie ad un premio di maggioranza, cioè contro la volontà degli elettori dei collegi di candidatura; tutti perché candidati in liste bloccate, cioè non per un voto libero, eguale e personale (art.48 Cost.), né diretto per la Camera (art.56 Cost.) e il Senato (art. 58 Cost.).

Invece di ringraziare la provvidenza hanno prima approvato una nuova legge elettorale incostituzionale censurata dalla Corte Costituzionale su iniziativa degli avvocati antitalikum  con la sentenza n. 35/2017 e poi tentato di manomettere la Costituzione repubblicana, figlia della Liberazione, contro la maggioranza del Paese.

Le elezioni andavano fatte subito dopo la sentenza n.1/2014 di annullamento del Porcellum, ora la  data non la decidono i capi partito, se trovano un accordo su una legge con dubbi di costituzionalità, ma il Presidente della Repubblica Mattarella, sentiti la Presidente della Camera Boldrini e il Presidente del Senato Grasso, perché è quello che prevede l’art. 88 della Costituzione.

Dopo tre Parlamenti eletti con una legge elettorale incostituzionale nel 2006, 2008 e 2013 e una sbornia maggioritaria ultraventennale, che ha moltiplicato artificialmente i partiti occorre un momento di verità, cioè sapere chi rappresenta veramente il popolo italiano, il solo soggetto cui appartiene la sovranità in questa Repubblica democratica fondata sul lavoro (art. 1 Cost.), quindi una legge fondamentalmente proporzionale: solo un Parlamento rappresentativo può adottare una legge elettorale, che sappia trovare un equilibrio tra rappresentanza e stabilità, anche con l’introduzione della sfiducia costruttiva. Non si fanno cadere governi al buio, senza che sia subito pronta un’alternativa. Alla sera delle elezioni si deve solo sapere chi sono coloro che rappresentano gli italiani e come si propongono di governare, con quali programmi e con quali alleanze.

Quindi serve una legge che assicuri che i deputati e  le deputate,/le senatrici e i senatori li eleggiamo tutti e solo noi citadini/e. Per questo è essenziale garantire:

 1) il voto disgiunto tra candidati uninominali e liste proporzionali, dalle quali dipende il risultato finale, in modo che sia garantito il principio e l’esito proporzionale;

2) in assenza di una legge sui partiti non ci devono essere liste bloccate e multicandidature;

3)  un equa rappresentanza di donne e uomini , con la doppia preferenza e parità di genere;

Le logiche maggioritarie e  bipolari sono state sconfitte per dalla Corte Costituzionale con le sentenze nn.1/2014 e 35/2017, ma prima  dal 41,27% degli  elettori che nelle elezioni 2013 non ha scelto nessuno dei due poli e infine dal 59,12% degli italiani che lo scorso 4 Dicembre ha detto NO alla deforma costituzionale.

Prendiamone atto e diamo vita ad un quarto polo per attuare integralmente  la COSTITUZIONE .

 

 

 

 

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.