ANSA – Italicum: martedì l’udienza, la parola alla Consulta

Cdm ha autorizzato intervento Avvocatura, premier informato?
(ANSA) – ROMA, 21 GEN – “Gentiloni aveva espresso la neutralita’ del Governo rispetto alla Legge elettorale, questo implicava che la Corte Costituzionale che decidera’ delle sorti dell’Italicum il prossimo 24 gennaio, potesse entrare nel merito”. Lo afferma Felice Besostri, Coordinatore degli Avvocati Antitalikum, che sottolinea: “Di segno opposto e’ stata l’azione della Presidenza del Consiglio che attraverso la Sottosegretaria Maria Elena Boschi ha sottoposto una delibera al Consiglio dei Ministri per intervenire nel giudizio di costituzionalita’ delle ordinanze. Nell’autorizzare l’intervento davanti alla Corte dell’Avvocatura dello Stato ha avallato una linea difensiva fondata principalmente per far dichiarare inammissibili tutte le ordinanze di incostituzionalita’ dell’Italicum rinviate alla Corte Costituzionale”.
“Come e’ possibile che il Presidente del Consiglio venga smentito davanti alla Consulta: o non e’ stato informato o come avrebbe detto Tex Willer parla con una lingua biforcuta. L’unica cosa che non puo’ essere detta e’ che la linea sia stata decisa autonomamente dall’Avvocatura come affermato ieri dal vice Ministro Casero in risposta alla interpellanza urgente dell’On. Galgano”, prosegue Besostri che conclude: “Deve essere chiaro al Governo e al Parlamento che i principi affermati tre anni fa con la sentenza n. 1/2014 non sono derogabili neppure a colpi di fiducia: la Corte Costituzionale deve svolgere fino in fondo il suo compito di garante nella conformita’ delle Leggi alla Costituzione, anche perche’ questo Parlamento approvando l’Italicum e la riforma, ha dimostrato che non ha la Costituzione nel suo Dna”.(ANSA).
ESP-COM
21-GEN-17 15:35 NNNN

Ballottaggio,capilista,multicandidatura: attesa rapida decisione (di Eva Bosco)

(ANSA) – ROMA, 21 GEN – Italicum, ballottaggio in bilico. La Consulta esaminera’ martedi’ la legge elettorale varata sotto Renzi e il ballottaggio non e’ piu’ un tabu’. Soprattutto dopo la vittoria del No al referendum. Esaminare l’Italicum prima di quel passaggio sarebbe stato dirompente. Ora lo scenario e’ cambiato e anche i partiti stanno metabolizzando l’ipotesi di doversi confrontare con un proporzionale. Il ballottaggio, infatti, assegna 340 seggi a chi prevale tra le due forze andate al secondo turno e fa virare l’Italicum, proporzionale, verso il maggioritario. Se la Corte lo buttera’ giu’, il risultato sara’ un proporzionale con sbarramento al 3% e, se non toccato, premio di maggioranza per chi riesca nell’impresa di superare il 40%.
Quest’opzione non dispiace a Forza Italia e neppure a Ncd; trova aperture, e non da oggi, nel Pd, tra i giovani turchi di Orlando e Orfini; e pare che anche i renziani, che hanno perso il referendum, ma vorrebbero capitalizzare quanto prima la dote del 40% di voti uscita da quel risultato, si stiano attrezzando.
I giudici, pero’, dovranno valutare sentenze e Costituzione alla mano. Una bussola sara’ la sentenza con cui nel 2014 bocciarono il Porcellum, che giudico’ “distorsivo” il premio di maggioranza perche’ non imponeva “il raggiungimento di una soglia minima di voti” e stoppo’ le liste bloccate perche’ l’elettore deve poter riconoscere e scegliere il candidato. Il principio cardine sancito fu che la governabilita’ va tutelata, senza comprimere la rappresentativita’. Ne usci’ il Consultellum, un proporzionale puro con soglie di sbarramento.
Sull’Italicum, la Corte dovra’ stabilire se siano legittimi il premio di maggioranza; i capilista bloccati; l’opzione per il capolista candidato in piu’ collegi, di scegliere, in caso di vittoria plurima, in quale essere eletto. Le azioni sono nate da un pool di avvocati, in testa Felice Besostri, gia’ al centro della battaglia sul Porcellum, che hanno presentato ricorsi in mezza Italia. Cinque tribunali – Messina, Torino, Perugia, Genova e Trieste – hanno mandato gli atti alla Consulta che per il 24 e il 25 gennaio ha rinviato tutte le altre cause e si concentrera’ sul dossier Italicum: segno che massimo a meta’ della prossima settimana la decisione arrivera’. Relatore e’ il giudice Nicolo’ Zanon. Vincenzo Nunziata e’ il vice avvocato generale dello Stato che per la Presidenza del Consiglio ha predisposto gli atti a difesa dell’Italicum, ma in aula ci sara’ l’avvocato generale Massella Ducci Teri e chiedera’ l’inammissibilita’ perche’ l’Italicum non e’ mai stato utilizzato. In udienza ci saranno anche i legali anti-Italicum. Poi i giudici si riuniranno in camera di consiglio. Ne uscira’ una decisione comunicata in forma sintetica a cui seguiranno a febbraio le motivazioni.
L’azione su capilista bloccati e multicandidature e’ altamente possibile. Ma anche il ballottaggio potrebbe essere investito.
Uno dei motivi e’ che la legge prevede che al secondo turno passino le due forze piu’ votate indipendentemente dai voti presi. Quindi anche con risultati sul 20% si puo’ andare a ballottaggio e ottenere la maggioranza assoluta dei seggi, sebbene il consenso reale alla base sia piu’ limitato. Inoltre l’Italicum vale solo per la Camera; se il ballottaggio restasse, al Senato si voterebbe a turno unico, alla Camera a doppio turno. Un impianto disallineato: bicameralismo paritario e ballottaggio confliggono. La sentenza non lascera’ vuoti normativi. Ma le Camere sono chiamate a dare al Paese uno strumento elettorale ben funzionante. Dalla Corte si attende pero’ quella base di partenza ‘neutra’, che comunque possa essere azionata in caso di voto anticipato. Anche per questo l’ipotesi di cancellare il ballottaggio trova argomenti forti tra i giudici, che reduci da una pesante divisione sull’art.18, sono questa volta molto piu’ coesi. (ANSA).

BOS
21-GEN-17 16:34 NNNN

 

 

 

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.