Al Coordinamento Democrazia Costituzionale. La questione Corte costituzionale

«Proprio perché l’ipocrisia è l’omaggio del vizio alla virtù, non ritenendomi vizioso non sarò ipocrita e interverrò anche se il mio nome è stato votato tra i candidati. Intanto dovremmo sgombrare il terreno da baggianate delle persone al di sopra delle parti. Se viene chiesta una maggioranza qualificata dei 3/5 è perché si deve trovare un’intesa tra parti e orientamenti diversi. Un campione dei diritti umani dovrebbe essere escluso a priori dalla Corte perché si è AGITATO TROPPO NELLA VITA?

Comunque perché è importante anche evitare la paralisi della Corte se ci sono veti devono essere espressi e motivati, come ho richiesto, da tempo, SENZA RICEVERE UNA RISPOSTA. Per per avere veti occorre anche che si ponga fine ad una elezione senza candidati, gli unici per i quali si possa votare. Primo comandamento in un regime democratico è la trasparenza e metterci la faccia. Teoricamente il PARLAMENTO POTREBBE DESIGNARE un personaggio che non accetta la nomina. Se ci sono candidati si può pretendere che presentino un C.V. per quanto succinto e che siano disposti a presentarsi almeno in Commissione Affari Costituzionali, se non si vuole arrivare alla cross examination, cui sono sottoposti i candidati alla Corte Suprema negli Stati Uniti. a mio avviso alla stessa trasparenza dovrebbero essere sottoposte le nomine dei giudici di competenza del Presidente della Repubblica, che potrebbe scegliere solo tra persone che siano proposte o si siano proposte. La nomina resta discrezionale e non impugnabile al TAR, ma almeno c’è un controllo preventivo dell’opinione pubblica.., Altra assurdità non imposta da alcuna una norma è quella di convocare il Parlamento in seduta comune soltanto dopo la vacanza per compimento del periodo. Comprensibile in caso di morte o dimissioni , ma negli altri casi. Dalla data di insediamento il termine è noto. Un giudice non può essere rieletto e quindi nulla impedisce che le procedure inizino sei mesi prima della scadenza. La responsabilità dei Presidenti delle Camere è superiore a quella del Parlamento. Ora pare che bisogna eleggere 3 giudici a qualunque costo chiunque siano.

Si parla di un giudice gravemente malato, chiunque sia si cominci a votare per la sua successione se di competenza parlamentare e sia vicino alla scadenza: forse con quattro nomi è più facile un’intesa multipartisan. Se vanno posti criteri preventivi, che siano di carattere generale, per esempio parlamentari in carica, ma dovrebbe valere anche per le nomine presidenziali. Se si ci vogliono persone al di sopra delle parti si incominci dall’abrogazione della norma per la quale ai giudici costituzionale non si APPLICANO LE NORME ORDINARIE DI ASTENSIONE E D’INCOMPATIBILITA’ PREVISTE PER I GIUDICI ORDINARI. In questo paese dalla memoria corta ci si è dimenticato che l’on. prof. Mattarella fu nominato nella corte nel finale del 2011 quando nel gennaio 2012 si doveva decidere dell’ammissibilità dei referendum, uno dei quali teso a far rivivere la legge elettorale conosciuta come Mattarellum: una legge peraltro non immune da profili di incostituzionalità alla luce di un’interpretazione stretta dei principi affermati dalla storica sentenza n. 1/2014. La vera questione sul tappeto perché dalla riaffermazione di quei principi, anche se non rigida -si pensi all’opinione del giudice Paolo Napolitano espressa l’11 settembre sul Corsera- dipende la sopravvivenza dell’Italikum.

L’iniziativa del CDC, che ho avuto la ventura di coordinare ha comportato che teoricamente ci sono già 6 giudici, che nel periodo tra il 1° febbraio e l’8 aprile 2016 potrebbero mandare ALLA CORTE COSTITUZIONALE la legge n. 52/2015. Molto dipenderà DALLE ISTRUZIONI CHE LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DARA’ ALL’AVVOCATURA DELLO STATO. Sarà il caso che qualche parlamentare interroghi con urgenza il Presidente del Consiglio?

Felice Besostri

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.