Un governo che nasce un governo che va. Oggi in Spagna domani in Italia

Nello stesso giorno che si insedia il governo giallo verde in Italia. Il governo Rajoy viene battuto dalla mozione di sfiducia presentata da Pedro Sanchez, segretario generale del PSOE. In Spagna, come in Germania, c’è il voto di sfiducia costruttivo, cioè non puoi far cadere un Primo Ministro, se non ne indichi un altro che ne prenda il posto, confortato dalla maggioranza assoluta dei membri della Camera dei Deputati, mentre per essere primo ministro basta la maggioranza relativa, importa solo che i voti a favore siano più dei voti contrari. La Camera dei deputai ha 350 membri, 35 in più del nostro Senato, e quindi 35 in più della metà della nostra Camera di 630 membri.

La mozione ha trionfato con 180 votos a favor, 169 en contra y una abstención, de los 350 diputados que tiene el Congreso. Tutti presenti quindi e 4 voti in più del minimo necessario di 376. La sinistra e i partiti regionalisti hanno votato compatti. Questo è un buon segno anche per i rapporti con la Catalogna, per mettere fine dopo elezioni regolari allo stato di eccezione. Se il PSOE riesumerà il progetto federalista del PSC si potrà evitare la secessione catalana. Questa è una prova di appello per la sinistra che nelle elezioni del 2016 poteva già a essere un’alternativa al PP, se non fosse stata impegnata in una lotta  per il sorpasso di Podemos sul PSOE.  Ciudadanos e Podemos erano ritenuti movimenti populisti, né di destra, né di sinistra.

Il secondo con influenze ideologico-culturali che combinavano socialismo bolivariano del Venezuela con il peronismo argentino.  E con il PSOE che aveva rotto negli anni passati il legame organico con lo storico sindacato socialista UGT, Favorendo così l’untà di azione con le CC.OO. La penisola iberica può essere il luogo di una nuova sinistra in Europa, che ora conta nei grandi paesi meno che socialisti e comunisti nel triennio 1946-49. Purtroppo si rischia di usare un linguaggio datato ma di fronte alle sfide alla democrazia in un mondo globalizzato la parola d’ordine dovrebbe essere Fronte Popolare Democratico Sociale per l’uguaglianza, la coesione sociale, la pace, la cooperazione internazionale, lo sviluppo sostenibile e la salvaguardia ambientale del pianeta.

Felice C. Besostri

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.