CHI TIRA LA VOLATA ALLA MORATTI
NEL CENTRO-SINISTRA?

Quando il prof. Ferrara, sul forum de IL SOCIALISTA del 13 gennaio 2006, aveva adombrato il sospetto dell'esistenza di un Patto Ribbentrop all'amatriciana, cioè di un patto di non aggressione per lasciare Roma a Veltroni e Milano alla Moratti, avevo pensato ad una boutade od al vecchio vizio dietrologico della sinistra complottista. Mi sto ricredendo alla luce degli avvenimenti del 25 aprile e, sopratutto, del 1 maggio. Passi per gli inutili idioti, che sono caduti nella trappola mediatica della Moratti con i loro fischi, ma cosa dire della pensata di rimediarvi invitandola alla manifestazione del 1 maggio? “Pezo el tacon del buso” direbbe un triestino, peggio la toppa dello strappo. Settori del centro-sinistra con l'improvvido invito, invece di isolare per sempre gli inutili idioti, hanno consentito alla Moratti di capitalizzare i fischi e la partecipazione a due manifestazioni, che in tutta la sua vita aveva tranquillamente ignorato. Non solo, l'invito e le dichiarazioni di Ferrante hanno dato la stura ad un'eclatante divisione nel centro-sinistra, che i media hanno amplificato. “Il bel tacer non fu mai scritto”, ripeteva la mia nonna con saggezza contadina, la saggezza che manca ad autorevoli esponenti del centro-sinistra. Se alla cronaca si accompagna la decisione politicamente errata della presentazione di una lista dell'Ulivo aperta alla società civile, cioè in concorrenza con la lista civica del candidato sindaco dottor Bruno Ferrante, viene il dubbio che nel centro-sinistra ci sia chi, sia pure inconsapevolmente, stia tirando la volata alla Moratti. Una Moratti, che, con sua letizia e nostra mestizia, è riuscita così a far passare sotto silenzio la sua alleanza con i nazi-fascisti di Romagnoli. Complimenti! Chissà come reagiranno gli antifascisti ed i lavoratori della scuola pubblica?

Milano, 2 maggio 2006

on. Felice Besostri, coordinatore regionale della Sinistra DS per il socialismo



 

 


 

 

TROVATO IL CAPRO ESPIATORIO: IL COMMERCIO AL DETTAGLIO E ALL’INGROSSO
COMUNICATO STAMPA
dell’on. Felice Besostri

L’on. Felice C. Besostri, candidato DS al Senato della Lombardia ha dichiarato: “Fino a quando i commercianti piccoli, medi e grandi, ma non abbastanza da far parte delle catene di grande distribuzione, continueranno a votare per il Polo? L’on. Berlusconi ha dichiarato nel dibattito con Prodi che la colpa dell’aumento del costo della vita per l’Euro è del 70% dei commercianti, perché con il 30% controllato dalla grande distribuzione si erano fatti accordi. Bisogna essere masochisti per farsi insultare e contraccambiare con il proprio voto. La grande distribuzione, praticamente dominata dalla finanza straniera, sta uccidendo il commercio al dettaglio e quello all’ingrosso, specialmente nel settore degli alimentari e dell’ortofrutta. Nella stessa Milano è sotto gli occhi di tutti il trattamento privilegiato dell’Esselunga, i cui padroni sono tra i finanziatori di Berlusconi. Il commercio è una delle vittime della inerzia di questo governo che, però, potendo contare sulla complicità dei vertici, ha continuato a considerare i commercianti come il suo naturale bacino elettorale. I vertici della Confcommercio sono cambiati ma non ci sono da quella parte i chiari segnali che invece ha dato la Confindustria.”

Milano, 16 marzo 2006

 

 


 

 

 

DUE CAMPAGNE ELETTORALI
COMUNICATO STAMPA
di Felice Besostri

L’on. Felice Besostri, candidato DS al Senato per la Lombardia, farà una doppia campagna elettorale come candidato in Italia e come osservatore internazionale alle elezioni presidenziali in Bielorussia dal giorno 19 marzo.

Milano, 13 marzo 2006

 

 


 

 

 

Successo delle SECONDARIE
COMUNICATO STAMPA
dell’on. Felice Besostri


Per ovviare all’esproprio dei diritti degli elettori compiuti dalla nuova legge elettorale, l’on. Felice Besostri, candidato al Senato nella Regione Lombardia per i DS, ha voluto consultare, prima di accettare la candidatura, amici e conoscenti. Nel giro di un giorno e mezzo sono pervenute 75 risposte così suddivise: SI 65,34%, NO 21,33%, ASTENUTI (non so/non importa) 13,33%.

La maggioranza non si è limitata a rispondere alle domande ma ha svolto considerazioni critiche sull’ordine di lista, e sul quadro politico complessivo. Si segnala una tendenza ad un voto differenziato per la Rosa nel Pugno alla Camera e per i DS al Senato. In altri casi la motivazione di voto riguardava il complesso della sinistra con l’augurio che la percentuale della sinistra al Senato (DS, Rifondazione, PdCI, Verdi, Socialisti di Craxi e Rosa nel Pugno) uguagliasse o superasse il risultato della lista dell’Ulivo alla Camera. Il risultato politico in queste elezioni è più importante dei parlamentari eletti nella lista bloccata e perciò nominati dai vertici dei partiti. Per questa ragione Besostri ha accettato la candidatura anche se collocato al 16° posto.

Milano, 7 marzo 2006
 

 

 


 

 

 

FINALMENTE LA PAROLA AGLI ELETTORI

COMUNICATO STAMPA
dell’on. Felice Besostri
Coordinatore per la Lombardia
della Sinistra DS per il Socialismo
 


Con la presentazione delle liste si apre una nuova fase. Nelle liste abbiamo, in tutti i partiti i parlamentari già eletti dall’ordine di lista, uno o due candidati speraindio e gli altri come testimoni del rito democratico.
Per la prima volta nella storia repubblicana gli elettori sono stati esclusi dalla scelta di deputati e senatori, ma a loro resta almeno l’ultima parola politica.
Primo e principale obiettivo, l’Unione deve sconfiggere Berlusconi ed i suoi accoliti.
Si apre poi una competizione virtuosa tra le liste dell’Ulivo alla Camera e le liste della sinistra (DS, Rosa nel Pugno, Socialisti, Verdi, PdCI e Rifondazione) al Senato. Raggiungere e superare il 30% è un obiettivo realistico.
I DS sono la colonna portante dell’Unione ed il ventre molle della sinistra: dalla forza delle liste DS dipendono gli scenari futuri, che per noi della Sinistra DS per il Socialismo hanno come primo obiettivo la costruzione di un partito di sinistra, di massa, plurale e federale, ancorato al socialismo europeo (PSE) ed internazionale (Internazionale Socialista) e ad una rigorosa concezione laica delle istituzioni pubbliche.
Il socialismo democratico ha le sue radici nell’etica cristiana, nell’umanesimo e nella filosofia classica come detto e bene dal programma di Bad Godesberg della Socialdemocrazia tedesca. Non hanno quindi ragione di esistere le obiezioni di carattere religioso a far parte di un partito socialista democratico.

Milano, 6 marzo 2006
on. Felice Besostri
Coordinatore regionale
Sinistra DS per il Socialismo


 

 


 

 

 

COMUNICATO STAMPA


L’on. avv. Felice Besostri, che si ricandida al Senato per i DS in Lombardia, difensore di Ovidio Bompressi, insieme con i colleghi avv. prof. Alessandro Gamberini e Ezio Menzione – ha dichiarato: “il TAR Lazio, sez. 1° (sentenza nr. 1355/06), ha sospeso il giudizio sul ricorso dei familiari di Ovidio Bompressi contro il Ministro Castelli per il parere negativo alla grazia del Bompressi, la mancata trasmissione al Quirinale del fascicolo, il rifiuto di predisporre, su invito del Presidente della Repubblica, lo schema del decreto di grazia e la pretesa di essere co-titolare del potere di grazia. La sospensione è motivata con il carattere pregiudiziale del conflitto di attribuzione pendente innanzi alla Corte Costituzionale e promosso dalla Presidenza della Repubblica contro il Ministro della Giustizia”. “Il collegio dei difensori – prosegue l’avv. Besostri – esprime la sua soddisfazione. Quando per primi e soli abbiamo impugnato la regolarità del procedimento di grazia, gestito senza regole dal Ministero della Giustizia, abbiamo agito nell’interesse di Bompressi e di suoi familiari, ma anche per la trasparenza delle procedure ed il rispetto della Costituzione e delle prerogative del Presidente della Repubblica, cioè nell’interesse di tutti i cittadini”.

Milano, 3 marzo 2006

 

 

 

 

 


 

 

 

 

COMUNCATO STAMPA

SULLA MANCATA INTITOLAZIONE AD ALDO ANIASI DELLA SEZIONE CENTRO

 

Oportet ut scandala eveniant”. È opportuno che succedano gli scandali. Questa massima evangelica si applica al caso della mancata intitolazione della sezione centro (già Togliatti) ad Aldo Aniasi, già Sindaco di Milano, comandante partigiano e Presidente della Federazione Italiana Associazioni Partigiane e della Sinistra per Israele. I compagni della Sinistra DS per il Socialismo confidano nel gruppo dirigente provinciale e cittadino per rimediare ad un errore politico. Sia nella prospettiva del Partito Democratico che in quella, che noi sosteniamo, del grande Partito del Socialismo europeo in Italia, non si può prescindere dalle tradizioni socialiste ed in particolare da quella riformista, che a Milano ha avuto la sua culla. Ritengono l’esito della assemblea della Sezione Centro un incidente di percorso, che mette in luce i ritardi nella costruzione di un partito erede delle migliori tradizioni del movimento operaio italiano, come recita il documento di fondazione dei DS. I socialisti non sono ospiti di questo partito ma parte integrante e costitutiva della sua identità, quali che siano i ritardi nel prenderne coscienza. In questa situazione vogliamo sottolineare che la maggioranza degli iscritti e dell’organo direttivo della Sezione Centro, si sono espressi a favore della intitolazione al compagno Aldo Aniasi. È soltanto grazie ad una decisione non prevista da alcuna norma statutaria, che si era voluto porre un quorum dei 2/3 per questa decisione. L’arbitrarietà del quorum è l’unica ragione per la quale non è stata rispettata la volontà degli iscritti.

Felice Besostri, coordinatore regionale Sinistra DS per il Socialismo

Raffaele Vilonna, coordinatore provinciale Sinistra DS per il Socialismo

Raimondo Elli, coordinatore cittadino Sinistra DS per il Socialismo

 

 

Dichiarazione dell’on. Felice Besostri:

“Quattro anni fa avevo proposto che una sezione milanese fosse intitolata a personaggi del socialismo italiano, europeo ed internazionale, proponendo i nomi di Pietro Nenni, Sandro Pertini, Riccardo Lombardi, Willy Brandt e Olof Palme” ha dichiarato Felice Besostri. “L’occasione non è stata colta tempestivamente e questa è una delle tante ragioni dei ritardi politici e culturali che sono emersi nella discussione presso la Sezione Centro. Mi preme sottolineare ancora una volta il dato positivo ed incontrovertibile che con una procedura anti-democratica ed antistatutaria, la volontà della maggioranza degli iscritti non sia stata rispettata.”

 

 

Felice Besostri è stato un dirigente del PSI milanese e della Federazione Laburista e Senatore DS nella XIII Legislatura. Attualmente è, altresì, condirettore dell’Avvenire dei Lavoratori e dirigente della Federazione Socialista Italiana in Svizzera aderente ai DS.

 

 

 

 


 

 

 

 

SINISTRA DS ADERISCE A MANIFESTAZIONE

DI MILANO DEL 3 NOVEMBRE

COMUNICATO STAMPA

 

Rispondendo all’appello del co-presidente della Sinistra per Israele e coordinatore lombardo della Sinistra DS per il Socialismo, Felice Besostri, Cesare Salvi, vicepresidente del Senato, ha dato la sua adesione alla manifestazione indetta per il 3 novembre alle ore 18.30 davanti al Consolato Iraniano di Milano.

Milano, 2 novembre 2005

 

 

 

 


 

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

 BAMBINI MINACCIATI DALL’INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO DI UNA ANTENNA TIM VICINO AD UNA SCUOLA SUI NAVIGLI DI MILANO. LA TIM CERCA DI PRENDERE IN CONTROPIEDE IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA LOMBARDIA

dell’avv. Felice C. Besostri

 

 

L'avv. Felice C. Besostri, nell'interesse dei genitori di bambini che frequentano la scuola materna di  Via Gentilino, ha promosso un ricorso al Tar avverso il provvedimento con il quale il Comune di Milano ha autorizzato l'installazione di un impianto radio - base in C.so San Gottardo n. 39  nelle immediate vicinanze della Scuola materna di Via Gentilino.

L'Arpa ha valutato i livelli di inquinamento elettromagnetico senza compiere alcun accertamento sullo stato dei luoghi, fidandosi delle sole dichiarazioni rese dal gestore di telefonia richiedente.

A seguito della notifica del ricorso al Tar, nel pomeriggio di ieri, l'antenna è stata montata e verrà probabilmente installata nel corso della giornata odierna con il tentativo di far trovare il TAR dinanzi al fatto compiuto. TIM sapeva della richiesta di misure cautelari urgenti e ciò nonostante, anzi proprio per questo ha accelerato i tempi di installazione.

Sono comportamenti ammissibili da parte di un concessionario di un pubblico servizio?

Milano, 5 ottobre 2005

 

 

 

 


 

 

 

GRONDA NORD: LA DECISIONE A GENNAIO 2006

COMUNICATO STAMPA

dell’avv. Felice C. Besostri

 

 

 

La discussione dell'appello innanzi al Consiglio di Stato, promosso dal Comitato contro la Gronda Nord, difeso dall'avv. Felice C. Besostri, è stata fissata per il  31 gennaio 2006.

 

Il Comitato e l'avv. Felice C. Besostri esprimono soddisfazione: è un successo che il ricorso, notificato a luglio 2005, venga discusso a soli sette mesi dalla instaurazione del giudizio.

 

Milano, 27 settembre 2005

 

 

 


 

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

L’on. Felice Besostri, difensore del Comitato dei Cittadini contro il parcheggio sotto la Darsena, parteciperà questa sera alla fiaccolata di protesta che si svolgerà sui Navigli.

“Quello della Darsena - ha dichiarato l’avv. Besostri - è uno dei tanti esempi di un metodo di programmazione e approvazione di opere pubbliche che la prossima Amministrazione dovrà rovesciare. Progetti che incidono profondamente sul tessuto cittadino, che possono cambiarne la natura nonché incidere sulla qualità della vita, non possono essere decisi se non dopo un ampio confronto con la popolazione. La Giunta Albertini, approfittando, altresì, dell’istituto centralistico e governativo del commissariamento speciale per il traffico, che consente di saltare tutte le procedure di evidenza pubblica, ha deciso questa opera come anche la Gronda Nord, privilegiando interessi particolari rispetto a quelli generali.”

Milano, 17 giugno 2005

 

 


 

 

 

COMUNICATO STAMPA

DOCUMENTO DELLA SINISTRA DS PER IL SOCIALISMO DELLA LOMBARDIA

(BERGAMO, 28 MAGGIO 2005)

 

L’assemblea regionale della Sinistra DS per il Socialismo ha riconfermato l’on. Felice Besostri quale coordinatore della componente e rappresentante della Lombardia nell’Esecutivo Nazionale della Sinistra DS per il Socialismo e ha adottato il seguente documento:

L’assemblea regionale lombarda della Sinistra DS per il socialismo esprime la sua preoccupazione per lo stato del Centro-Sinistra dopo la scelta della Margherita, adottata a grande maggioranza.

La priorità ad avviso dei compagni della Sinistra DS per il socialismo, è quella di rinsaldare l’unità politica e programmatica dell’Unione ed in questa direzione un listino Produlivo è una risposta sbagliata ed aggressiva nei confronti della maggioranza della Margherita di cui non sono chiari gli sbocchi ultimi: buttarli fuori, insieme all’UDEUR, dall’Unione?

Tutte le tornate elettorali amministrative, europee e regionali hanno dimostrato che la carta vincente è l’unità di tutta l’opposizione da Mastella a Bertinotti.

La sola strada ora praticabile è quella di accelerare la definizione del programma di Governo dell’Unione e di definire alla fine del percorso programmatico problemi di leadership con l’unico metodo democratico possibile, quello di primarie aperte, una volta che fosse venuto meno il consenso unanime su Prodi.

Nel caso che non si ricomponga il quadro politico approvato dal Congresso DS, con la nostra opposizione, l’unica risposta possibile è la presentazione di liste DS nella parte proporzionale eventualmente in un quadro allargato di unità socialista.

L’assemblea regionale della sinistra DS per il socialismo auspica che, in un quadro di gestione effettivamente unitaria del Partito, si superino le divisioni congressuali che hanno indebolito la Sinistra DS nel suo complesso, divisioni che non sono all’altezza dei nuovi compiti, anche per dare forza alle richieste su una verifica tra la base ed i delegati nel caso che il gruppo dirigente dei DS voglia perseguire una politica non approvata dall’ultimo congresso, anzi che si pone in alternativa alla proposta della Federazione e di sue liste unitarie.

L’Assemblea da mandato al coordinamento regionale di portare le proprie posizioni negli organi di partito e nelle forme di aggregazione come Altra Lombardia per la definizione di un’altra politica di sinistra, sempre che siano organismi aperti e pluralisti e non forme di copertura di politiche di partito o di ruoli individuali.

L’Assemblea, infine, chiama alla più ampia partecipazione ai referendum abrogativi della legge 40 per il raggiungimento del quorum e la vittoria dei quattro sì: è una battaglia di libertà e per la laicità dello Stato contro le degenerazioni integraliste e clericali, non sufficientemente contrastate neppure a sinistra.

Milano, 30 maggio 2005

Felice Besostri

Coordinatore lombardo

della Sinistra DS per il Socialismo

 

 

 


 

 

 

REFERENDUM SVIZZERO PER L’EUROPA

 

La Francia ha votato no: le conseguenze per la costruzione europea saranno diverse a seconda di quali forze prevarranno, se gli europeisti o i nazionalisti, culturalmente e politicamente presenti nei due campi.

Per arrestare definitivamente la costruzione europea occorre che i no siano più di cinque. Dopo la Francia è prevedibile un responso negativo dei Paesi Bassi il prossimo 5 giugno e della Gran Bretagna nel 2006.

In Polonia le forze anti-integrazioniste sono forti e contano tra loro importanti pezzi della Chiesa Cattolica.

La Danimarca è sempre una sorpresa quando vota sull’Europa e anche l’Irlanda.

I referendum possono essere ripetuti, ma occorre trovare una giustificazione. I convenzionali europei e poi i governi hanno fatto l’errore di non prevedere un unico referendum nello stesso giorno in tutti i paesi della UE legato al doppio quorum della maggioranza dei voti e dei paesi, come sono i referendum svizzeri.

I no europeisti dovrebbero fare questa proposta ed anche un’altra, cioè dar vita a dei veri partiti europei, in cui sia prevista anche l’adesione diretta individuale, oltre che attraverso i partiti nazionali.

Chi ha detto NO! a questa Costituzione, ma SI! all’Europa deve prendere la leadership dell’integrazione sociale e politica europea, grazie ad un intervento comunitario più deciso nelle infrastrutture, nella ricerca scientifica e nell’innovazione, nella formazione universitaria e professionale e nella lotta alle discriminazioni di qualsiasi genere e per l’affermazione del diritto al lavoro.

Chi è per un’Europa protagonista nel mondo deve chiedere una presenza più attiva nella riduzione delle diseguaglianze di sviluppo, per la soluzione dei problemi basici per salute, istruzione e accesso all’acqua e all’energia, contro ogni politica di egemonia unilaterale e di esportazione dei conflitti.

L’Europa dovrà essere chiamata con più forza ad una politica coordinata nelle aree mediterranee e del Mar Nero e in primo luogo per la pace in Medio-Oriente e nel Caucaso, e di relazioni speciali con l’America Centrale e Meridionale, sostenendo forme di integrazione regionale, e con tutte le aree con forti relazioni storiche e culturali per l’Europa, dal Canada all’Australia, dal Sud Africa alla Nuova Zelanda.

La prossima Europa sia in primo luogo l’Europa dei diritti umani e sociali: su queste basi si rimargineranno le ferite del referendum francese, non con la resa dei conti all’interno delle forze politiche, in particolare della sinistra.

Milano, 30 maggio 2005

Felice Besostri

 

 

 


 

 

 

PER IL MOMENTO NESSUNA ANTENNA IN VIA VIGEVANO

COMUNICATO STAMPA

di Felice Besostri

 

L’avv. Felice Besostri, incaricato da un gruppo di cittadini, condomini, genitori di ragazzi frequentanti l’oratorio della zona di via Vigevano, ha ottenuto la sospensione dell’installazione della antenna TIM alta 30 metri, attraverso una intesa  con la controparte.

Questa intesa consente allo stato di non avvalersi dei provvedimento cautelare ante-causam accordato dal TAR Lombardia. Fermi restando i rispettivi punti di vista, gli avvocati Besostri e Bertolani danno atto alla TIM, di essersi comportata tenendo conto dell’opinione pubblica.

Il comportamento della TIM sottolinea una volta di più l’arroganza dell’Amministrazione Comunale in altri episodi che hanno colpito l’opinione pubblica: mi riferisco alla Gronda Nord e al parcheggio sotto la Darsena.

Il comune di Milano è sempre rimasto sordo alle proposte alternative che in spirito di collaborazione i comitati dei cittadini hanno sempre avanzato.

TIM ha le sue esigenze aziendali, per quanto riguarda l’antenna, se è stata autorizzata, la responsabilità non è di chi ha chiesto l’autorizzazione ma di chi l’ha rilasciata con un’istruttoria carente e superficiale e senza una adeguata valutazione del delicato contesto urbano della zona dei Navigli, che non per nulla è vincolata.

Milano, 19 maggio 2005

 

 

 


 

 

 

SMOG: FATTI GLI INCENTIVI, GABBATO IL CITTADINO-CONSUMATORE 

dell’on. Felice C. Besostri e del prof. Aldo Ferrara, Presidente CESAER

(Centro Studi Ambiente Economia Ricerca)

 

E’ di oggi la notizia che l’assessore regionale all’Ambiente Zambetti ha dato parere negativo alla prosecuzione delle domeniche a piedi, argomentazione sulla quale siamo d’accordo, data la sostanziale inutilità del provvedimento ma è inconcepibile che, secondo l’assessore, la soluzione dei problemi ambientali sia solo l’accelerazione del ricambio delle auto che passa sempre per la tasca dei cittadini che ogni 3-4 anni devono sostenere una spesa senza sostegni o incentivi. È ora che i provvedimenti strutturali si associno a quelli di sostegno per gli automobilisti.

Malgrado i sacrifici, 6.084 italiani hanno acquistato da gennaio fino a marzo auto alimentate a GPL o Metano, rispondendo così alle aspettative di civiltà e di rispetto ambientale. Questi nostri cittadini hanno avuto come sovvenzione statale 1.500 euro che costituisce un incentivo medio pari al 10-15% della cifra per l’acquisto della vettura nuova ecologica.

Il Governo risponde invece alle aspettative che Sindaci, Amministratori locali e cittadini attendevano, non alimentando ulteriormente gli incentivi che vengono quindi sospesi.

Da maggio, quindi, non solo cessa la lotta allo smog ma vengono anche traditi i contratti firmati e non ancora assolti con la consegna di vetture.

Questo atteggiamento appare gravissimo per due motivi: il tradimento delle iniziative ecologiche e di recupero ambientale urbano e la assoluta mancanza di notizie sulla cessazione degli incentivi che ha ingannato alcune centinaia di automobilisti non ancora in possesso di vettura ma già firmatari di contratti che quindi vanno rivisti.

Nel frattempo viene istituito un Dicastero dello Sviluppo Territoriale, probabilmente con lo stesso budget negato agli automobilisti volenterosi.

Queste argomentazioni indicano quanto lontani siano gli amministratori, anche quelli lombardi, dai cittadini.

Milano, 13 maggio 2005

 

 

 


 

 

 

FINALMENTE

dell’avvocato di Ovidio Bompressi

 

“Finalmente – ha dichiarato l’avvocato di Bompressi Felice C. Besostri di Milano – Ovidio Bompressi, la sua famiglia ed i suoi altri avvocati – Gamberini di Bologna e Menzione di Roma, sapremo le ragioni per le quali il Ministro Castelli si oppone alla grazia per Ovidio Bompressi ed, indirettamente, per Adriano Sofri.

Il TAR Lazio con Ord. Pres. 136/2005 del 5 aprile 2005 ha ordinato al Ministero di Largo Arenula di depositare in giudizio entro 30 giorni le relazioni dell’Ufficio Grazie, della Direzione Generale degli Affari Penali e il provvedimento del Ministro.

Il provvedimento del TAR Lazio, ci risparmia il ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo.

Unica nota non positiva è il silenzio sulle decisioni del Presidente sulla istanza di grazia della Famiglia Bompressi per il loro congiunto.

 

Milano, 13 aprile 2005

 

 

 


 

 

 

COMUNICATO STAMPA

IL CANDIDATO SINDACO VA SCELTO SUBITO

di Felice Besostri

 

L’on. Felice Besostri, coordinatore regionale della Sinistra DS per il Socialismo, osserva che l’esaltante risultato delle elezioni regionali in tutta Italia, ma anche in Lombardia, non deve far dimenticare che continua la perdita di elettorato.

Alle elezioni europee dell’anno scorso hanno partecipato 27.688.430 elettori nelle 13 regioni, che sono scesi a 27.448.042 quest’anno: non sono solo 240.000 in meno perché bisogna calcolare che gli elettori erano nel frattempo aumentati di una classe di età di nuovi elettori.

Confrontati con i votanti del 2001 la differenza è ancora più drammatica: allora votarono in 31.294.675, cioè 3.846.633 in più ai quali aggiungere 4 classi di età di nuovi elettori.

Se il centro-sinistra vuol vincere nel 2006, deve conquistare elettori e non basarsi sulle defezioni nel campo avverso. Un modo di conquistare elettori è quello di praticare uno stile diverso nella selezione dei candidati, che devono essere noti con largo anticipo affinché possano lavorare da subito sul terreno.

In particolare per il candidato Sindaco di Milano la scelta va fatta prima delle ferie estive, che possono essere dedicate alla stesura del programma da sottoporre ai cittadini nell’autunno.

Il metodo di lavoro di Altra Lombardia deve diventare quello dell’Unione.

Il candidato Sindaco in realtà c’è già: dovremmo utilizzare Sarfatti al meglio. Fosse lui il candidato non avrebbe l’handicap di doversi far conoscere.

A Milano il divario tra coalizioni è molto più ridotto che altrove e mentre la CdL si dilania per il suo candidato, il centro-sinistra partirebbe in vantaggio.

Milano, 7 aprile 2005

 

 

 


 

 

 

COMUNICATO STAMPA

di Felice Besostri

 

 

Caro direttore,

questa proposta di riforma del sistema elettorale voglio formularla prima di conoscere il risultato delle elezioni regionali per togliere ogni sospetto, che sia dettata da un qualche interesse. Oltre che impegnato politicamente sono stato candidato in questa tornata e pertanto non sono indifferente a priori.

Negli ultimi anni in Italia, ma il fenomeno è esteso ad altri Paesi, si è registrato un calo di partecipazione elettorale ed un aumento delle schede bianche. Il fenomeno è preoccupante se è indizio di disaffezione per le procedure  democratiche od, addirittura, di ripulsa delle stesse.
Per le elezioni politiche  nazionali e per le regionali non è previsto alcun quorum di partecipazione degli elettori per la validità e ciò a differenza delle elezioni per i Consigli Comunali (e per i referendum abrogativi), che devono essere ripetute nel caso che la partecipazione risulti inferiore al 50% degli elettori iscritti.
In conclusione se andasse a votare il 20% degli elettori ed un buon numero di questi ponesse nell'urna una scheda bianca nessun effetto si produrrebbe negli organi da eleggere: un chiaro disprezzo della volontà degli elettori incompatibile con una democrazia rappresentativa. Politicamente il rimedio consiste in una riforma dei partiti e dei loro modi di far politica, ma se la legge elettorale non lo incentiva c'è il timore che non succeda nulla. Al contrario una ridotta partecipazione al voto è funzionale agli interessi delle oligarchie dirigenti di tutti i partiti. Paradossalmente le elezioni costeranno sempre di meno indirizzandosi la propaganda politica ai soli gruppi socio-economici che vanno a votare.
Una generalizzazione delle primarie per la scelta dei candidati potrebbe costituire un antidoto efficace, anche se si dovesse scontare una delusione degli elettori, che avessero sostenuto i candidati soccombenti. Tecnicamente si può intervenire collegando alle astensioni ed alle schede bianche il numero dei seggi da attribuire.
Per esempio, con una partecipazione inferiore al 50% si dovrebbe dimezzare il numero dei componenti dell'organo: nel Consiglio Regionale della Lombardia 40 consiglieri invece di 80.
Sommando le astensioni quando si scende sotto all'80% dei votanti con le schede bianche si potrebbero modulare le riduzioni per esempio il 10% in meno tra il 70% e l'80%, il 20% in meno tra il 60% ed il 70% ed il 30% tra il 50% ed il 60%.
Per rimanere all'esempio lombardo il Consiglio Regionale sarebbe ridotto rispettivamente a 72, 64 e 53 consiglieri.
L'avvertimento degli elettori sarebbe significativo ed importante per tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione e last but non least, ci sarebbe un bel risparmio per indennità ed altri benefici connessi alla carica.

 

 

 


 

 

 

COMUNICATO STAMPA

di Felice Besostri

1 aprile 2005

 

Felice Besostri, candidato al Consiglio Regionale per la Lista UNITI nell’ULIVO per SARFATTI ha deciso di mantenere la manifestazione di chiusura della sua campagna elettorale CONCERTO PER LA PACE TRA ISRAELE E LA PALESTINA AL TEATRO EDY BARRIO’S – CENTRO SOCIALE BARONA (VIA BARONA / ANG. VIA BOFFALORA) ALLE ORE 21.00.

“Profondamente commosso per le condizioni del Papa – ha dichiarato – mantengo l’iniziativa per le sue caratteristiche.

Nelle sue ultime preghiere Papa Woytila ha ricordato sempre la Terra Santa delle tre religioni monoteiste e la necessità della pace.

Mi pare il modo migliore per onorarlo in un Centro Sociale di periferia segnato dal grande impegno comunitario di Don Rigoldi.

La pace è un valore che unisce credenti e non credenti.

L’Unione e l’Ulivo sono cresciuti con la cultura della pace contro la guerra, come quella in IRAK, e per la comprensione tra i popoli. Per questo si è ritenuto opportuno non sospendere la manifestazione, in cui musicisti arabi ed israeliani diretti dal maestro Eyal Lerner suoneranno insieme nello stesso spettacolo.

Spero che il candidato Riccardo Sarfatti possa intervenire”

 

 

 


 

 

 

COMUNICATO STAMPA

LE PRIVATIZZAZIONI CLIENTELARI

di Felice Besostri

 

Felice Besostri, candidato alle elezioni regionali nella lista Uniti nell’Ulivo per Sarfatti denuncia una privatizzazione clientelare della Giunta Formigoni.

“Dal 1937 funziona presso la Provincia l’Ufficio Utenti Macchine Agricole con il compito principale di controllare la distribuzione del carburante a prezzo agevolato per le macchine usate nei lavori agricoli. Il prezzo agevolato per l’agricoltura è circa la metà del prezzo della pompa. Si può ben comprendere le cautele necessarie per evitare abusi. Ebbene, i poteri sono stati tolti agli Uffici Provinciali, conservando peraltro parte dei funzionari: soltanto una legge li potrebbe far chiudere, ma i compiti sono stati assegnati con semplice decreto regionale, cioè in violazione della stessa legge regionale, a private associazioni o studi professionali. Tale privatizzazione non comporta maggiore efficienza, ma soltanto maggiori spese. Infatti i privati ricevono 29 Euro per pratica trattata, mentre le Province nulla chiedevano e gli agricoltori devono contribuire all’istruttoria. Privati come parassiti di funzioni pubbliche!”

Milano, 30 marzo 2005

 

 

 


 

 

 

Ineffabile Cacciari

di Felice Besostri

Cacciari intervistato dall’Unità (edizione del 17 gennaio 2004) alla domanda «A proposito. Quegli “arcaismi” di Rutelli, socialdemocrazia, egualitarismo?» risponde «E’ un’indecenza!», ma non che le abbia dette, ma «il modo incivile in cui lo ha trattato l’informazione politica».

Per Cacciari non c’è scandalo perché «della crisi del modello socialdemocratico ho appreso trent’anni fa, iscrivendomi al PCI: di questo si discuteva».

Oibò trentanni fa eravamo nel 1975, dopo di allora la socialdemocrazia ha segnato svolte in Europa con Brandt, Palme, Mitterrand, Soares e Gonzales o Papandreu.

La politica della distensione Est-Ovest, che ha contribuito al crollo del sistema comunista, e la necessità di rapporti più equilibrati tra il Nord ed il Sud del mondo hanno avuto come protagonisti dei socialdemocratici.

A voler tutto concedere la critica del modello Socialdemocratico anche nel PCI si faceva in nome di un comunismo, che è poi fallito.

Dunque continuità nella Margherita tra Cacciari e Rutelli e persino continuità in nome della critica al modello Socialdemocratico.

Visti gli esiti, era anche critica del modello socialdemocratico l’altra contiguità temporanea quella tra Rutelli e Craxi.

Nel centro-sinistra non è importante parlarsi e discutere, ma far parlare di sè e Rutelli l’ha imbroccata.

Comunque ha anche un merito: far dipendere il Socialismo europeo da Fassino, dopo che questi lo aveva eliminato dalla sua mozione.

 

 

 


 

 

 

Da L’espresso N. 12 del 31 marzo 2005

TAVOLATA ROSSA

 

«L’amicizia è la vera patria». Con questo motto dello scrittore antinazista Kurt Tucholsky, il sindaco Elmar Ledergerber il 18 marzo ha reso omaggio al centenario del Cooperativo, il celebre ristorante della sinistra italiana a Zurigo, nato dalla prima organizzazione di lavoratori emigrati, a cominciare da quelli che costruirono la ferrovia del Gottardo.

Dal 1905 il Cooperativo ha cambiato indirizzo, oggi si trova in un edificio comunale, ma tutt’ora attira i socialisti elvetici e tutti gli amici, ringalluzziti dall’era Berlusconi, della “italienische Linke”. Al vecchio Cooperativo cenarono Mussolini direttore dell’”Avanti” e Lenin nel 1917 prima di prendere il treno fatale per la Russia. Vi si riunivano Ignazio Silone e gli esuli antifascisti, più tardi i militanti del Sessantotto.

L’altra sera al Coopi, come lo chiamano i zurighesi, erano in tanti a brindare: un ministro di Berna, politici, giornalisti, sindacalisti, i soci cooperatori e per l’Ulivo Felice Besostri e Massimo Villone. Unico neo, la cucina. Da aggiornare agli standard italiani del 2005. E.A. 

 

 

 


 

 

 

COMUNICATO STAMPA

TRASPARENZA IN AEM

 di Felice Besostri

 

Felice Besostri, candidato alle elezioni per la lista Uniti nell’Ulivo per Sarfatti, componente del Collegio degli Avvocati che hanno impugnato la seconda privatizzazione AEM, attualmente davanti alla Corte Europea di Giustizia, ha dichiarato:

“Parteciperò come socio alla prossima assemblea AEM per cercare di avere chiarimenti su irregolarità della prima privatizzazione AEM, come risulta dallo stesso libro soci, molti dei quali non sono identificabili. In particolare cercherò di identificare gli effettivi referenti del Chervril Power Holding S.A., con 36 milioni di azioni, l’unico investitore che ha votato con il Comune di Milano nell’Assemblea Straordinaria del 29.04.2004. Trovo grave che non essendosi completata la prima fase della privatizzazione, le cui risultanze non sono mai state portate in Consiglio Comunale, si sia proceduto ad una seconda privatizzazione, le cui irregolarità sono tuttora subiudice”.

Milano, 25 marzo 2005

 

 

 


 

 

 

COMUNICATO STAMPA

di Felice Besostri

 

 

Iniziativa socialista di Felice Besostri, candidato alle elezioni regionali nella lista Uniti nell’Ulivo, che ha indirizzato una lettera aperta ai socialisti milanesi.

Segue il testo.

 

“Cari compagni,

la sede storica di viale Lunigiana è in vendita. Quella sede è quella legata al miglior periodo del socialismo milanese. In quella sede sono stato segretario della federazione giovanile socialista, quando i giovani socialisti a Milano erano diverse migliaia e avevano come dirigenti Claudio Martelli, Ugo Finetti e Enzo Collio, per ricordarne qualcuno. Il trasferimento in corso Magenta, non fosse altro perché eravamo in uno stabile di proprietà del fatale Pio Albergo Trivulzio, fu infausto. In questi anni, dopo lo scioglimento del PSI, abbiamo seguito percorsi diversi, addirittura contrapposti in questa Italia dei poli. In queste elezioni regionali siamo un po’ dovunque, Luraghi ed io nella lista di "Uniti nell'Ulivo per Sarfatti", Borghini nel listino di Formigoni, Abbondanza nel nuovo PSI, alleato, spero a disagio, nella Casa delle Libertà. Sono convinto, tuttora, malgrado le delusioni, che sia essenziale per l'Italia l'esistenza di un grande partito socialista, membro a parte intera e senza riserve della grande famiglia del socialismo democratico europeo ed internazionale. I tentativi di riaggregare i socialisti sono sempre stati parziali e perciò destinati all'insuccesso.

Antiche ruggini e nuove diffidenze sono un ostacolo non indifferente, insieme con i progetti politici personali, ma se l'obiettivo finale resta condiviso, si può ancora sperare. Se partiamo dalla testa non si potrà tentare nulla di serio, troppe sono le differenze politiche, per quanto contingenti esse siano. Finché questa situazione perdura, l'Italia sarà per sempre l'unico paese europeo nel quale la sinistra, nella sua accezione più ampia, non si candida con un suo esponente alla guida del paese. Gli effetti li proveremo sulla nostra pelle: il senso laico dello Stato e delle sue istituzioni si sta appannando e la centralità del lavoro non si affermerà.

Mancano gli stessi luoghi e perciò le occasioni di incontro e confronto, anche di scontro, se necessario. Da queste considerazioni nasce la mia proposta di un'iniziativa concreta, ma di alto valore simbolico: mettiamo insieme le nostre forze e risorse per comprare uno spazio nella antica sede di Viale Lunigiana, la cui costruzione compare nel lungometraggio del regista Paolo Pillitteri "Milano o cara".

Creiamo colà uno spazio di incontro delle nostre differenze ma anche delle nostre speranze, con un'iniziativa aperta a tutta la sinistra senza esclusioni a priori.

Parafrasando Fernando Pessoa possiamo definire il socialismo come nostalgia del futuro. Per essere dei seri riformisti proponiamoci di acquistare qualche decina di metri quadri: saranno sufficienti come segnale all'opinione pubblica milanese.

Cordialmente.

Felice Besostri

 

N.B. Indirizzare eventuali proposte integrative o alternative ed adesioni a [email protected]  o attraverso il sito www.felicebesostri.it ovvero telefonando o faxando allo 026465307.”

 

 

 


 

 

 

COMUNICATO STAMPA

di Felice Besostri, lista Uniti nell’Ulivo

per Sarfatti alle elezioni regionali

 

 

Durante la malattia e specialmente durante il ricovero le persone non hanno bisogno soltanto di cure mediche sollecite ed efficaci, ma anche di conforto spirituale e sostegno morale.

Nei momenti di pena la fede è la grande consolatrice e questo i religiosi lo sanno. Bene, quindi, poter avere il conforto di un prete o di un frate negli ospedali e nelle cliniche pubbliche o private che siano.

Un po’ di perplessità desta che l’obbligazione di visitare gli ammalati, che ogni buon cristiano dovrebbe osservare, diventi un lavoro retribuito e non espressione di pietà. Altra perplessità è che se le esigenze di conforto sono, come credo, reali non possano essere soddisfatte per coloro che al loro capezzale vorrebbero un Pastore, un Rabbino o un Himam ovvero per quelli, come me, che amerebbero parlare con un filosofo/filosofa umanista a meno che, visto il dirottamento di fondi della sanità pubblica a quella privata, si voglia sempre avere a disposizione personale specializzato nella estrema unzione!

Milano, 23 marzo 2005

 

 

 


 

 

 

COMUNICATO STAMPA

di Felice Besostri

 

Per contrastare la minaccia di Bossi di far diventare la Lombardia il 27° Cantone della Confederazione, un doppio nazionale svizzero-italiano si è candidato nella lista Uniti nell’Ulivo per l’elezione del Consiglio Regionale.

Si tratta di Felice Besostri, attinente di La Sagne (NE), avvocato e docente universitario di diritto costituzionale comparato.

In piena campagna elettorale Felice Besostri ha partecipato a Zurigo ai festeggiamenti dei cento anni della Società Cooperativa Italiana di Zurigo di cui è amministratore.

Con lui, come ospiti d’onore, la sera del 18 marzo c’erano Otto Stich, Consigliere federale emerito, Elmar Ledergerber, Stadtpraesident di Zurigo, Patrizia Pesenti, Consigliera di Stato del Canton Ticino, oltre che il senatore italiano Massimo Villone, i due copresidenti dell’UNIA Vasco Pedrina e Renzo Ambrosetti e Maurice Leuenberger consigliere federale.

Felice Besostri, che è condirettore dell’Avvenire dei Lavoratori di Zurigo, è membro dell’Esecutivo della Federazione Socialista Italiana in Svizzera-DS l’organizzazione già diretta da Ezio Canonica e Ignazio Silone.

Il giorno seguente nella Sala Canonica del Coopi ha presentato il suo ultimo libro “Fili Rossi” con Dario Robbiani, il Consigliere federale Andreas Gross e il dr. Andrea Ermano, direttore dell’Avvenire dei Lavoratori.

“Come vedete dai miei impegni – ha dichiarato Felice Besostri – la mia duplice nazionalità non mi divide a metà, ma, invece, raddoppia le mie energie”.

Milano, 22 marzo 2005

 

 

 


 

 

 

COMUNICATO STAMPA

NON DIMENTICHIAMOCI IL REFERENDUM

di Felice Besostri, lista Uniti nell’Ulivo

per Sarfatti alle elezioni regionali

 

 

L’on. Felice Besostri, candidato alle elezioni regionali nella lista Uniti nell’Ulivo ha dichiarato: "La campagna elettorale regionale non può oscurare il referendum secondo le intenzioni degli oppositori alla riforma della legge che, consapevoli della loro minoranza nella pubblica opinione italiana, contano soltanto sul non raggiungimento del quorum. Per impedire l’oblio dei referendum, il Circolo La Riforma, insieme con i Radicali Italiani, organizza sul tema una serata di discussione e approfondimento. Ne parleranno mercoledì 23 marzo p.v. alle ore 21.00 presso il Circolo La Riforma, Via Pellegrino Rossi 96, Milano, Felice BESOSTRI (Direzione Provinciale DS), Alessandro LITTA MODIGNANI (Radicali Italiani), Manuela ANSELMINO (medico ginecologo) e Caterina BENDOTTI (Ricercatrice Istituto Negri)."

Milano, 22 marzo 2005

 

 

 


 

 

 

COMUNICATO STAMPA

IL PREFETTO FERRANTE SINDACO DI MILANO

COMUNICATO STAMPA

di Felice Besostri, lista Uniti nell’Ulivo

per Sarfatti alle elezioni regionali

 

L’on. Felice Besostri, candidato alle elezioni regionali nella lista Uniti nell’Ulivo ha osservato: “Anche questa volta di fronte alla grave crisi della Scala tutte le parti interessate hanno sollecitato l’intervento del Prefetto dottor Bruno Ferrante. La sua capacità di mediatore dei conflitti e di coordinatore di iniziative di organi statali, comunali e regionali è ben conosciuta ed apprezzata da tutti. Tuttavia, in una società che dovrebbe essere fondata sulla legittimazione democratica della politica, la situazione di Milano appare anomala. Il ruolo prezioso, in certe situazioni insostituibile, del Prefetto deriva anche dall’assenza di capacità progettuale del Sindaco di Milano: quando non si tratta di privatizzare qualcosa, il suo interesse per gli affari pubblici cala inesorabilmente! Conosco da anni il dottor Ferrante, quando presiedevo il Comitato Regionale di Controllo ne era uno dei più attivi componenti. C’è un solo modo di eliminare questa anomalia milanese: candidare il Prefetto Ferrante nel 2006 alla carica di Sindaco di Milano. Quando un Commissario governativo, come è Albertini per il traffico, non risolve ma aggrava i problemi (vedi Gronda Nord e parcheggio sotto la Darsena), possiamo ben sperare che, invertendo le polarità, un funzionario governativo possa invece diventare un ottimo Sindaco.

Milano, 19 marzo 2005

 

 

 


 

 

 

COMUNICATO STAMPA

di Felice Besostri

DISINFORMAZIONE PERICOLOSA

 

L’on. Felice Besostri, della Presidenza di Sinistra per Israele e candidato alle elezioni regionali della Lombardia nella lista Uniti nell’Ulivo, ha protestato con la Direzione della Rai e presso la Commissione Parlamentare di Vigilanza per un commento della giovane conduttrice di RAI 1 nella trasmissione UnoMattina del 16 marzo 2005 (ore 7.43). Senza alcuna preparazione né storica né politica la conduttrice ha voluto paragonare la barriera in costruzione tra lo Stato di Israele ed il territorio palestinese alla “Cortina di ferro” che ha diviso l’Europa per più di 50 anni. Sul tracciato della barriera e sulla sua stessa oPPORTUNITà vi è un dibattito aperto nello stesso Israele e tra gli amici di Israele, ma paragonare questa barriera alla cortina di ferro è una totale assurdità. La cortina di ferro era costruita per impedire alla gente di fuggire dai regimi dittatoriali dell’Europa centrale e orientale, mentre la barriera israeliana ha la funzione di impedire l’entrata di terroristi. In un momento difficile del processo di pace ogni disinformazione destinata ad acuire le tensioni è un grave errore, ma soprattutto un segno di profonda ignoranza.”

Milano, 16 marzo 2005

 

 

 


 

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

dell’on. Felice Besostri, candidato alle elezioni regionali nella lista di Uniti nell’Ulivo

 

“Sono francamente stupito – ha dichiarato – per il lancio di proposte che non sono state discusse collegialmente e meditate dopo un confronto con le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali dei lavoratori del commercio.

Non abbiamo bisogno di negozi aperti 24 ore, bastano le farmacie ed un paio di drugstore.

La qualità della vita è un bene prezioso per tutti. I cittadini non possono essere ridotti a consumatori assatanati e con le pupille dilatate dalle luci di notte di città invivibili di giorno.

I commercianti e i lavoratori del commercio hanno anche loro delle famiglie e diritto a tempo libero per leggere, passeggiare, andare al cinema o fare sport.

Abbiamo bisogno di città a misura d’uomo, specialmente per anziani e bambini, non di immensi e frenetici centri commerciali.”

Milano, 4 marzo 2005

 

 

 


 

 

 

COMUNICATO STAMPA

di Felice Besostri, lista Uniti nell’Ulivo

per Sarfatti alle elezioni regionali

 

“Le polemiche ai vertici del Centro-Sinistra in Lombardia danneggiano la campagna elettorale dei candidati nelle liste collegate.

Abbiamo un compito difficile, aggravato dalla preferenza unica, che non deve essere ulteriormente appesantito da polemiche pubbliche.

Vi è una esigenza di maggiore collegialità, che si auspica nella definizione del programma.

È inutile prevedere in una circoscrizione come Milano 21 candidati, quando tutto si riduce all’incontro o allo scontro tra cinque o sei persone: tanto valeva presentare liste con il minimo di legge.”

Milano, 8 marzo 2005

 

 

 


 

 

 

COMUNICATO STAMPA

di Felice Besostri, lista Uniti nell’Ulivo

per Sarfatti alle elezioni regionali

 

 

Dopo le forti e chiare parole di Prodi sulla riforma costituzionale della Casa delle Libertà – ha dichiarato l’on. Felice Besostri, candidato Ulivo alle elezioni regionali Lombardia – il centro-sinistra deve annunciare il suo progetto di forma di governo per le Regioni. Non possiamo difendere il Parlamento a Roma ed affondare i Consigli Regionali, dopo i Consigli Comunali e Provinciali.”

“Le istituzioni devono essere pensate per tutti e per tempi lunghi – ha proseguito l’on. Besostri – e non secondo le convenienze: sono contro i superpoteri dei Presidenti Regionali, anche se il prossimo presidente si chiama, come si chiamerà, Riccardo Sarfatti.”

Milano, 12 marzo 2005