“Rosatellum: l’effetto flipper non è un errore, c’è stato dolo”

L’avvocato che ha ‘giustiziato’ Porcellum e Italicum: “Sarà dichiarato incostituzionale, ma tanto ormai si sono fatti eleggere”

di Lorenzo Giarelli

Nello spoglio nessuno ha capito nulla: pure le Corti d’appello sono andate in difficoltà, calcolare i “resti” è stato difficilissimo

Improbabile un accordo tra 5Stelle e Lega su un nuovo sistema elettorale: hanno interessi diversi

Di leggi elettorali ha contribuito ad affossarne già due. Felice Besostri, avvocato, candidato non eletto con Liberi e Uguali alle ultime elezioni, ha sostenuto i ricorsi in Corte Costituzionale contro il Porcellum e l’Italicum. “E adesso aspetto che si esprimano sul Rosatellum”, dice, anche se i primi quattro ricorsi presentati da Besostri sono stati dichiarati inammissibili. Ma al di là delle criticità costituzionali, il Rosatellum ha dimostrato tutti i suoi difetti durante i giorni dello spoglio. Ieri la Cassazione, diciassette giorni dopo il voto, ha dovuto ripubblicare il verbale che ufficializza i nomi dei nuovi deputati, prendendo atto del riconteggio in extremis della Corte d’appello di Catanzaro
che ha scatenato un effetto flipper in quattro Regioni e ha costretto la Suprema Corte a invalidare il precedente verbale.

Avvocato Besostri, come mai tutti questi problemi?

Nessuno ci ha capito nulla, né allo spoglio, né in fase di verifica delle schede contestate. Persino le Corti d’appello sono in difficoltà: in Puglia hanno rilasciato le copie dei verbali a chi ha annunciato ricorso, in altre zone d’Italia no. Ma anche in fase di spoglio le singole Corti mandavano i risultati in Cassazione senza poter sapere se i loro eletti erano passati anche in un’altra circoscrizione, attraverso le pluricandidature. Conteggiare i resti è stato complicatissimo.

Piccoli spostamenti di voti a livello locale hanno provocato un effetto domino in mez-za Italia.

E pensare che nella sentenza della Consulta che ha bocciato l’Italicum si citava una de-cisione del Tribunale federale tedesco del 2012, stabilendo che nessun candidato può essere favorito o sfavorito dal comportamento elettorale di candidati di altre circoscrizioni. Qui è avvenuto l’esatto contrario. Pochi voti spostati in Calabria hanno fatto saltare seggi in Veneto o in Trentino.

Colpa di chi questa legge l’ha votata?

Dicevano di volere una legge elettorale che desse un vincitore la sera stessa del voto, ma ne hanno approvata una che dopo quindici giorni non ha dato neanche un Parlamento. Questa non è soltanto una legge elettorale scritta male: c’è un dolo da parte dei principali partiti che l’hanno voluta, cioè Forza Italia e Pd. Era tutto preparato per creare coalizioni finte e avere mani libere dopo il voto, in vista di un accordo.

Non è andata cosi.

Pd e Forza Italia non si aspet-tavano che sarebbero stati co-sì duramente puniti dal voto. E ora si ritrovano con una leg-ge dabuttare e senza più avere il controllo del Parlamento.

Dopo il Porcellum e Irritalicum, anche il Rosatellum rischia di passare dal giudizio della Consulta.

I partiti lo hanno approvato all’ultimo momento proprio per questo, per poter fare come con il Procellum: la Consulta dichiarò incostituzionale la legge, ma il Parlamento ormai si era insediato ed è rimasto in carica.

Su che cosa rischia il Rosatellum?

Prima di tutto mancano il voto disgiuntoeloscorporodeivoti. E poi i listini corti diventano un problema, se la legge consente così tante pluricandidature. Spesso nelle circo-scrizioni c’erano meno candidati di quanti seggi avesse vin-to un partito, e così è stato ripescato qualcuno che non c’entrava nulla col voto espresso dai cittadini di quel territorio.

Adesso tutti assicurano che la legge elettorale sarà tra le priorità per qualsiasi nuovo governo. C’è da preoccuparsi, visti i precedenti?

Il problema è che i due partiti vincitori, Lega e Movimento 5 Stelle, non sono d’accordo sull’eventuale premio di maggioranza. La Lega ha bisogno di premiare la coalizione, i grillini sanno bene che correranno da soli e punteranno su un premio al singolo partito.

Quindi come ne usciremo?

Di certo è impossibile che si faccia una nuova legge in pochi mesi. Aspetteranno cosa dirà la Consulta sul Rosatellum: può anche darsi che ne esca un sistema subito applicabile.

Se il Parlamento non si accontentasse di delegare alla Consulta una nuova legge, il problema sarà sempre trovare un bilanciamento tra rappresentanza e governabilità. C’è un modo per riuscirci, rispettando la Costituzione?

Di certo non è quello che stanno prospettando alcuni esponenti di centrodestra in questí giorni. Chi prende il 37% alle elezioni non può ottenere il 55% dei seggi, è un premio spropositato. Un modo per assegnare un premio di maggioranza costituzionale ci sarebbe, ma preferisco non dirlo: è un sistema che a me non piace e non sia mai che lo mettano in pratica.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

 

 

 

 

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.