La mia intervista rilasciata a Maurizio Chierici

Lei ha contribuito a far annullare per incostituzionalità il “Porcellum” assieme agli avvocati Bozzi e Tani; ha impugnato l’ Italicum come coordinatore degli avvocati antitalikum, un centinaio distribuiti in 23 tribunali. Ha sempre dichiarato che il Rosatellum è incostituzionale, addirittura la peggiore delle leggi elettorali: adesso si candida al parlamento. Non è contraddittorio?

Ho proposto un patto per la Costituzione e la Democrazia chiedendo ai candidati di aderire. Il primo è stato il Presidente Grasso, esponente di punta di Liberi e Uguali, non sarebbe credibile chi chiede un impegno di altri e non si impegna lui stesso: un classico armiamoci e partite! Vai avanti Tu che poi vengo anch’io. Mi sono impegnato a fondo per poter votare secondo Costituzione. Dopo ogni annullamento del Porcellum prima e dell’Italikum poi, abbiamo avuto il Rosatellum. Malgrado il nome non è un vino d’annata, ma una dannata legge elettorale incostituzionale

Le previsioni danno quasi per scontato che si tornerà a votare in autunno. Serve una nuova legge. Il Besostri parlamentare ne ha una pronta nel cassetto?

Le previsioni hanno sbagliato talmente tante volte, che ho la tentazione di dire che ci sarà una maggioranza grazie anche alle illegittimità costituzionali: c’è un premio di maggioranza nascosto. Per due volte la Corte Costituzionale ha annullato il premio di maggioranza esplicito e, perciò, questo Parlamento eletto con il Porcellum, che non ha la Costituzione nel suo DNA, l’ha nascosto. Senza lo scorporo degli eletti nel maggioritario, il 37,50% dei seggi, il proporzionale non è più tale e, quindi, con il 40% dei voti è possibile avere il 51% dei seggi o forse più dipende dalla distribuzione territoriale. Una legge elettorale costituzionale è semplice basta volerla.

Con quali  “novita” rispetto alla legge che paralizza il paese?

Quella vigente basta poco per renderla costituzionale: introdurre il voto disgiunto cioè l’elettore sceglie liberamente il candidato uninominale maggioritario e la lista plurinominale proporzionale, anche se di lista o coalizione diversa. I seggi conquistati al maggioritario vengono scorporati da quelli spettanti secondo la proporzione. Va abolita la soglia nazionale del 3% per il Senato, perché la Costituzione all’art. 57 stabilisce che “Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale” Ci sono altre imperfezioni nel privilegio elettorale del Trentino Alto Adige/Sudtirolo o l’assurdità di collegi plurinominali, che eleggono un solo deputato o un solo senatore: esempio di neo-lingua orwelliana. Come si vede non ci sono assatanati proporzionalisti: Personalmente mi piace il sistema tedesco, metà uninominali maggioritario e metà proporzionali ma il risultato finale deve essere proporzionale. In Italia non è possibile senza modificare la Costituzione adottare una legge elettorale alla tedesca perché il numero dei nostri parlamentari è fissato in Costituzione, ma lo stesso risultato si può raggiungere scorporando dal proporzionale gli eletti nei collegi uninominali maggioritari.

Conoscendo abitudini, frammentazioni contrapposizioni, esasperazione della politica muro a muro, con la nuova legge andremo a votare in autunno, in primavera o chissà quando ?

Si tornerà a votare quando il Presidente della Repubblica scioglierà in anticipo le Camere dopo un annullamento per incostituzionalità del Rosatellum: quello che avrebbe dovuto fare il Presidente Napolitano dopo la sentenza di annullamento del Porcellum. O un Presidente fa quel che la Costituzione gli chiede o smettiamo di far previsioni. Se non c’è un Presidente di polso, non possiamo aspettarci che i Parlamentari facciano spontaneamente hara-kiri, come nostri rappresentanti non sono essere eccezionali, ma rappresentano l’Italiano medio. Pensiamoci prima, esigiamo una legge che ci consenta di sceglier i nostri rappresentanti.

Nei giorni del referendum per il NO in giro per l’ Italia lei ha spiegato perché l’Italicum era anticostituzionale. Ha avuto l’impressione che la gente capisse quale disastro stava minacciando la democrazia?

Chi mi ascoltava veniva volontariamente alle riunioni. Non mi trovava per caso saltando da un canale televisivo all’altro: nessuna TV mi ha mai invitato a parlare delle leggi elettorali. Appena capivano i trucchi per impedire che votassero liberi, capivano che la democrazia era in pericolo, perché era in pericolo la loro libertà.

Tramonto delle ideologie, tecnologie, egoismi economici e cultura che impallidisce nei gironi dei social, soprattutto crisi della classe media ormai dimezzata quale futuro inquieta la convivenza civile?

Il futuro che inquieta è quello che è percepito come oscuro senza speranze di miglioramento. Non ci sono progetti di futuro né individuali, né collettivi, perché manca un senso di solidarietà fra le generazioni: non ci sono più amici veri, ma competitori sul mercato, dove tutto si vende e si compra, anche la dignità umana, in cambio di un successo personale. Se prevale l’egoismo per difendere il proprio spazio sempre più ristretto, non usciremo dalla crisi. La realtà non è virtuale, senza rapporti umani veri perché diretti guardandosi negli occhi o tenendosi o per mano per andare insieme verso un futuro più sereno. Bisogna avere un progetto da condividere con altri di una società più libera, giusta, solidale, uguale e rispettosa dell’ambiente e dei diritti umani e civili: in sintesi una società socialista e democratica.

Perché ha scelto di candidarsi per Liberi e Uguali?
Perché credo nei valori di libertà e uguaglianza. Perché il suo leader è stato il primo a sottoscrivere il Patto per la Costituzione e la Democrazia, che ho redatto, insieme con Anna Falcone per continuare l’impegno di difesa della Costituzione con la sua attuazione. Perché credo che la vittoria al referendum abbia bisogno di una classe politica che ci creda. Infine per dare un senso alle mie azioni per far annullare le leggi elettorali incostituzionali, prima il Porcellum e poi l’Italicum mettendo la mia esperienza al servizio di un Parlamento capace, finalmente di fare una buona legge elettorale, che sostituisca la terza legge elettore incostituzionale, quella con cui votiamo. Il Rosatellum, malgrado il nome, non è un buon vino d’annata, ma una dannata legge elettorale.

Felice Besostri

avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.