Articolo 1 – Mdp a Napoli. Riflessioni politico-istituzionali di un avvocato ANTITALIKUM

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Caro Simone tutto bene、ma senza legge elettorale non si possono pensare alleanze e scenari. Se l’interlocutore principale di Art.1-MDP è Pisapia come ha ribadito Rossi non credo che ci sia altro destino che un premio di maggioranza ad una coalizione e quindi con leadership PD, anche se il Primo ministro designato come Capo della Coalizione fosse un non iscritto al PD. Una soluzione che Renzi può aver previsto ed accettato per mantenere un’intesa discordia concos o concordia discos con gli ex PP, ma soprattutto con Mattarella, che vorrà ricordare a tutti che esiste ed è più forte di prima un Art. 92 Cost. dopo l’esito referendario.

Scongiurato il pericolo del combinato disposto premio di maggioranza Italikum, nuova composizine Senato e Art.90 Cost., che metteva il Presidente della Repubblica sotto il controllo del Presidente del Consiglio Mattarella forse otterrà che il capo della formazione politica scompaia dalla legge elettorale anche formalmente, ma se non si darà il premio di maggioranza alla lista che non ottenesse il 40% dei voti validi può farne a meno. Un compromesso come è stato nei fatti tra Renzi e Mattarella l’abbiamo sotto gli occchi con Gentiloni e a Milano abbiamo già visto il film con Pisapia Sindaco e il Consiglio Comunale dominato dal PD.

Con un pò di slalom tattico si poteva una volta giocare sulle contraddizioni interne al PD, ma se vince Renzi nettamente non ci sarà trippa per i gatti. La situazione politico-istituzionale del paese non lascia spazio al piccolo cabotaggio. Renzi può politicamente vincere con due soluzioni o il premio di maggioranza alla coalizione con un altro Primo Ministro in prima battuta (non per la legislatura) ovvero con un’intesa con M5S su una legge elettorale che dia un premio di maggioranza alla lista piu` votata.

Sono ricette che non affrontano i nodi programmatici di una crisi politica e sociale combinata con quella istituzionale e della mancaza di un’idea alta di società: un’idea che non faccia tornare in clandestinità gli elettori ignoti che hanno vinto il referendum. Quando riemergeranno nessuno sa quale direzione prenderanno.

Felice Besostri

Autore

Felice Besostri
avv. Felice C. Besostri Avvocato amministrativista, docente di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2005/2009, Commissione Affari Costituzionali Senato della Repubblica XIII Legislatura, Assemblea Parlamentare Consiglio d’Europa 1997/2001 (Commissione Giuridica dei Diritti dell’Uomo, Commissione Ambiente, sottocommissione selezione dei giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ricorrente contro ammissione dei referendum elettorali e la legge elettorale per il Parlamento europeo, interveniente nei giudizi contro la legge elettorale per il Parlamento nazionale. Presidente Rete Socialista – Socialismo Europeo.